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[Recensione] Life of Pixel – Nostalgia canaglia (WiiU eShop)

LifeOfPixel

Pensando all’evoluzione che ha subito l’industria videoludica, dagli albori ad oggi, è impossibile non far comparire nel proprio viso un espressione sognatrice. Chi è abbastanza fortunato da ricordare l’impatto che ebbero dispositivi come la Zapper sa benissimo di cosa sto parlando. Molti videogiochi moderni hanno cercato di farci rivivere tali emozioni mediante titoli che cercassero di essere il più fedeli possibili alla scuola di pensiero che ha dato via alla nostra più grande passione. Ne è un esempio lampante la quantità esagerata di videogame che sempre più frequentemente vengono pubblicati sugli store digitali di tutte le piattaforme e che riescono a ricevere consensi anche da parte di quella fetta di pubblico che (ahimè) non ha vissuto gli anni d’oro di questa fiorente industria. Life of Pixel si piazza di diritto all’interno di questa lineup parallela che ha sempre cercato di omaggiare in modo sincero il videogioco di allora, dedicando parte del suo amore non solo al software che fu ma anche alle mitiche piattaforme hardware che ne hanno reso possibile la nascita.

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Life of Pixel è un platform 8/16-bit con una grossissima influenza arcade, il cui scopo principale è quello di raccogliere una serie di luccicanti diamanti sparsi qua e la per i vari stage. La sua peculiarità sta tutta nella suddivisione dei livelli; il protagonista, infatti, attraverserà ben 10 anni di storia, partendo dal mitico Sinclair ZX81 fino ad arrivare al più “moderno” Sega Mega Drive (lacrimuccia). La passione che è stata messa dai SuperIcon, creatori del gioco, è palesata da ogni singola schermata. All’inizio di ciascun “mondo” ci verrà presentata quella che è la vera e propria scheda tecnica della console del momento, nella quale saranno evidenziati i pregi ed i difetti. Partiremo in un mondo spoglio ed in bianco e nero che via via sarà testimone di quanto il progresso tecnologico ha permesso di aggiungere in ciascun livello con il passare degli anni. E’ così che console dopo console faranno la loro comparsa i temibili spuntoni a (s)comparsa, le piattaforme mobili, i nemici consenzienti e tutti quelli elementi che al giorno d’oggi sono considerati immancabili in ogni platform che si rispetti. Attraverso una struttura di gioco semplice ed essenziale, infatti, vivrete sulla vostra pelle l’evoluzione del genere in tutta la sua gloria. Non mi soffermo solo sulla grafica ovviamente, ma anche al sonoro, che accompagna con gradibilissime chiptune che difficilmente riuscirete a non apprezzare e a togliervi dalla testa (qui un esempio). Lo studio che si cela dietro a questo documentario altamente interattivo, va ben oltre a quello che potrebbe essere realizzato da un mero tributo.

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Non saranno rari i momenti in cui crederete di essere di fronte a bug od imperfezioni e nei quali realizzerete che nulla era stato lasciato al caso. Si perché in un videogioco odierno è inconcepibile l’idea di avere i colori che letteralmente “si sbavano” al nostro passaggio, ma all’epoca dello ZX Spectrum tutto questo era la norma, e le menti dietro a Life of Pixel hanno ben pensato che questi dettagli dovevano rimanere anche nel loro gustosissimo gioiellino. Io stesso mentre giocavo credevo che il mio televisore avesse un death pixel, inutile spiegarvi la faccia idiota che ho fatto quando mi sono accorto che la causa non era in alcun modo legata allo schermo (un applauso sarebbe stato doveroso)! La cura maniacale in questo “gioco” è evidenziata anche dalla conformazione dei vari schemi; all’inizio, infatti, vi ritroverete di fronte a singole schermate contenenti tutto ciò di cui avete bisogno per raggiungere l’uscita. Con il progredire dell’evoluzione tecnologica avrete la possibilità di prendere parte a livelli sempre più vasti passando attraverso la gestione a più finestre fino a raggiungere la ben più fluida gestione a scorrimento.

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I comandi di gioco sono essenziali, come da tradizione. L’unica azione che vi verrà richiesta è quella di muovervi a destra e a sinistra e saltare (doppio salto of course). Una chicca introdotta per l’occasione, che non snatura la natura del gioco pur non rimanendo fedele all’originale, è la possibilità di utilizzare le frecce verso l’alto e verso il basso per “sbirciare” laddove lo schermo non riesca a mostrare, azione utilissima visto che gli spuntoni a (s)comparsa godono dell’abilità “instant-kill” e si celano proprio0 nei punti in cui mai vi aspettereste. Salti millimetrici sono richiesti, per evitare le minacce mobili che provengono sia dal basso che dall’alto; è necessario sfruttare intensamente la possibilità del doppio salto, per non parlare del tempismo richiesto nel salto prima che i vostri sostegni si sbriciolino letteralmente sotto i vostri piedi.

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Non mancano inoltre i segreti per i giocatori più intraprendenti. Molti stage sono infarciti di passaggi segreti, collezionabili, e pedane per il teletrasporto. Sarà necessario un forte spirito di osservazione per completare il gioco al 100%, operazione che raccomando a tutti quelli che vogliono realmente GODERE di fronte allo schermo. Anche perché, ve lo dico chiaro e tondo, se non raccogliete tutto ciò che il gioco ha da offrire non potrete prendere parte all’ultimo mondo di gioco (sfido chiunque a rinunciare ad immergersi nei ricordi legati al Sega Mega Drive). Poiché ci tengo a voi vi ho preparato in QUESTO LINK una guida che vi tornerà utile senza togliervi la soddisfazione di completare i livelli da soli.

Cos’altro si può aggiungere ad un esperienza già completa così come ve l’ho descritta fino ad ora? Ovviamente una serie goduriosa di piccoli veicoli con i quali far scorrazzare il nostro Pixel qua e la. Tra aeroplani jetpack e carrelli da minatore vi assicuro che la variabilità non è certo un punto debole di questo gioco. E non finisce qui, una leaderboard sempre a portata di gamepad vi spingerà a dare il meglio di voi completando i livelli nel minor tempo possibile.

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Life of Pixel vince su ogni fronte e dimostra come sia importante dimenticarsi dei graficoni quando l’obiettivo principale è quello di divertirsi. Con un sistema vincente e mai banale, il titolo saprà conquistarvi grazie alla sua accessibilità universale ed una longevità che si affida alla quantità di contenuti e non alla difficoltà estrema. E’ per questo che ciascuno di noi ha il dovere morale di ringraziare un gruppo di giovani appassionati acquistando il loro immenso tributo al motivo per cui siete qui a leggere la mia recensione. Avrete per le mani una delle opere più epiche mai realizzate e potrete andare fieri di mostrare al mondo intero il motivo per cui ogni giorno tornate a casa ed accendete il controller della vostra console, qualunque essa sia!!!! Se lo farete vi ritroverete ben presto immedesimati nello spoiler sottostante 😉

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Pensando all'evoluzione che ha subito l'industria videoludica, dagli albori ad oggi, è impossibile non far comparire nel proprio viso un espressione sognatrice. Chi è abbastanza fortunato da ricordare l'impatto che ebbero dispositivi come la Zapper sa benissimo di cosa sto parlando. Molti videogiochi moderni hanno cercato di farci rivivere tali emozioni mediante titoli che cercassero di essere il più fedeli possibili alla scuola di pensiero che ha dato via alla nostra più grande passione. Ne è un esempio lampante la quantità esagerata di videogame che sempre più frequentemente vengono pubblicati sugli store digitali di tutte le piattaforme e che riescono a ricevere consensi anche da…
VOTO FINALE - 9

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'[Recensione] Life of Pixel – Nostalgia canaglia (WiiU eShop)' have 2 comments

  1. 28 agosto 2015 @ 12:13 G. Bislacco

    Un attimo… Come mai ripeti due volte EPICO nei pro?

    Reply

    • 28 agosto 2015 @ 12:14 Sisko

      Perché è EPICO xD

      Reply


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