[Recensione] Agent A – un enigma in incognito

Quando si parla di videogiochi, mi ritengo una buona forchetta. Divoro con gusto ogni tipologia di produzione – soprattutto indipendente – e generalmente faccio molta fatica a rinunciare quando mi si propone di analizzare a fondo un progetto che appare fin dal suo primo trailer interessante. Tra tutti i generi disponibili, quello che più di tutti mi manda letteralmente in brodo di giuggiole è quello dei punta e clicca, avventure grafiche che basano il loro avanzamento sulla risoluzione serrata di enigmi che si fanno di volta in volta sempre più complessi. Agent A – un enigma in incognito è arrivato da poco su Nintendo Switch e di questo interessante progetto firmato Yak & Co mi ha colpito sicuramente lo stile grafico molto pulito e minimale, ma anche la sua caratteristica di permettere al giocatore di affrontare una serie di sfide mai troppo complesse attraverso un mondo di gioco piuttosto lineare e per nulla dispersivo.

Dopo aver terminato l’avventura sono finalmente qui a parlarvene, ed a consigliarvi fin da questo momento di tenere assolutamente sotto controllo il gioco. Se come me amate i titoli in stile punta e clicca sappiate che non solo Agent A – un enigma in incognito è un meraviglioso esponente del genere, ma che anche la sua versione Switch è probabilmente la migliore tra tutte quelle finora uscite (che per chi non lo sapesse erano state rilasciate inizialmente secondo una formula ad episodi, 5 per la precisione), grazie al supporto totale al touch screen capacitivo della console e al suo schermo di dimensioni sufficientemente generose da rendere la controparte Smartphone inferiore. Non indugiamo oltre, dunque, e tuffiamoci nel vivo di questa avventura fatta di spionaggio ed azione.

La trama del gioco è leggera ma comunque più che funzionale all’avanzamento dell’avventura. Assumeremo il ruolo dell’Agente A nel suo disperato tentativo di fermare la malvagia spia Ruby La Rouge, dopo che questa è riuscita a distruggere una nave e tutto il suo equipaggio. Dopo il terribile fattaccio siamo riusciti a rintracciare la sua posizione, quale occasione migliore se non questa per raggiungere la sua dimora supertecnologica in mezzo al mare e chiudere la faccenda una volta per tutte? Nei panni di Agent A, la tua missione (nel caso accettassi) è di infiltrarti nel rifugio segreto della spia nemica Ruby La Rouge e di catturare o neutralizzare il bersaglio.

Arrivare nel complesso super accessoriato sarà il primo grande pretesto per dimostrarci le basi del gameplay. Fin dal primo istante infatti dovremo utilizzare le nostre abilità di logica e deduzione per risolvere una serie di interessanti enigmi, offerti in maniera semplice e mai del tutto ingiustificata. Una volta raggiunta l’isola saremo solo all’inizio dei mille problemi, e sarà nostro compito attraversare le numerose stanze che formano l’edificio alla ricerca di indizi utili per proseguire. Sebbene Agent A non sia assolutamente un gioco difficile, e quindi si può benissimo affermare che questo sia adatto a tutti i tipi di giocatore, è importante sottolineare come qualsiasi puzzle presente è in grado di dimostrarsi intelligente, riuscendo talvolta a richiedere qualche piccolo sforzo aggiuntivo prima di poter essere aggirati.

Il palazzo non è completamente sbloccato dall’inizio e ogni capitolo si susseguono senza soluzione di continuità l’uno dall’altro, offrendo enigmi sempre più complessi che sbloccano nuove aree e posizioni da esplorare (tutte basate sull’edificio). Tuttavia, ti viene richiesto di ricordare quasi tutto ciò che vedi poiché non è assolutamente da trascurare una piccola parte di backtracking e ancor più importante qualche momento di trial and error. Il motivo principalmente di questa mia affermazione è che, come qualsiasi punta e clicca, Agent A richiede al giocatore di ricordare molto attentamente il contenuto di ogni stanza poiché non sempre in qualsiasi momento avremo con noi tutto l’occorrente per risolvere gli enigmi in questa contenuti. Questo è il motivo per cui sono così felice che abbiamo avuto l’intera esperienza piuttosto che averla ricevuta in parte come facevano gli utenti di dispositivi mobili, rende più facile ricordare dove hai visto qualcosa in precedenza.

La storia stessa si svolge insieme ad alcuni ottimi doppiatori, belle scene e spunti narrativi che troverai mentre indaghi su ogni area. Anche se a volte la storia è un po prevedibile, mi è piaciuta molto e non escludo che in un secondo momento io possa decidere di riaffrontare nuovamente il gioco (cosa che non capita molto spesso in ambito punta e clicca).

Come suggerito anche dal nome del gioco gli enigmi sono il fulcro dell’esperienza. Questi sono di natura ambientale, basati sull’inventario, o addirittura dei semplici ma simpatici minigiochi. Non ricordo di aver visto lo stesso puzzle due volte durante il mio gioco di cinque ore. Ogni enigma mi ha dato un senso di soddisfazione e realizzazione quando li ho completati, avevo pensato fuori dagli schemi e sono andato con i miei istinti per trovare la risposta.

A volte ammetto che la soluzione mi si è trovata davanti quasi a fortuna e che in altre circostanze mi sono bloccato (a causa di una mia incomprensione, quindi non è proprio colpa del gioco). Nonostante questo Agent A fa un ottimo lavoro per stimolare il senso di esplorazione e problem solving del giocatore, senza dare troppi indizi ma anche senza mai abbandonarci a noi stessi. Ed è forse per questo motivo che a fine avventura mi sono ritrovato veramente soddisfatto del gioco.

Agent A è assolutamente godibile in entrambe le modalità offerte da Nintendo Switch, ossia la portatile e la docked, ma com’è giusto che sia è proprio attraverso il touch screen della console che il titolo riesce a dare il meglio di sé. Questo è conseguenza di due principali motivi, il primo è come detto il genere mentre il secondo è che il gioco è stato fin dal primo istante concepito per offrire un’esperienza mobile. Da bravo recensore ho ovviamente testato il tutto anche utilizzando il pro controller ed i joycon, e posso garantirvi che anche in questa modalità riuscirete a godere di ogni sfacettatura dell’esperienza di gioco, tranne una…

Agent A ha un infatti grosso difetto, tuttavia, non esiste alcuna opzione per evidenziare tutti gli elementi interattivi sullo schermo. Ancora una volta, poiché in origine si trattava di un gioco per cellulare, toccare tutto era incoraggiato in quanto anche gli elementi con i quali non ti aspetteresti di poter interagire potrebbero nascondere la chiave del problema che stai affrontando. Questo è un altro motivo per cui toccare è molto più semplice, più efficiente e più veloce.

In definitiva ritengo Agent A un acquisto praticamente obbligatorio per tutti gli amanti dei punta e clicca. Il suo prezzo di 12,99 euro mi è sembrato perfettamente in linea con quanto offerto (anche se altrove costa leggermente meno) e per questo motivo sento di consigliarvi di farlo vostro anche senza attendere il famigerato sconto. Ora non ci resta altro se non aspettare l’arrivo di Agent B (e non è una battuta, arriverà davvero)!

Quando si parla di videogiochi, mi ritengo una buona forchetta. Divoro con gusto ogni tipologia di produzione - soprattutto indipendente - e generalmente faccio molta fatica a rinunciare quando mi si propone di analizzare a fondo un progetto che appare fin dal suo primo trailer interessante. Tra tutti i generi disponibili, quello che più di tutti mi manda letteralmente in brodo di giuggiole è quello dei punta e clicca, avventure grafiche che basano il loro avanzamento sulla risoluzione serrata di enigmi che si fanno di volta in volta sempre più complessi. Agent A - un enigma in incognito è arrivato da…
VOTO FINALE - 8.7

8.7

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