[Recensione] Another Sight

Another Sight è il primo titolo dell’italianissimo studio indipendente Lunar Great Wall Studios. Nella loro incursione nel mondo dei giochi, sono riusciti a produrre un platform che offre una meccanica unica, unita ad una narrativa abbastanza profonda ispirata alle opere di Neil Gaiman, ed una colonna sonora inquietante capace di coinvolgerci durante l’intero viaggio che faremo in compagnia dei due protagonisti del gioco. Recentemente approdato sul Nintendo Switch eShop, non potevamo certo esimerci dal provarlo e farvi sapere se il prezzo di ben 39,99€ vale l’acquisto del gioco. Lo dico fin da subito, perché come tutti ben sapete sono rari i casi in cui un indie game raggiunge queste cifre sull’eShop, e quando succede tendenzialmente siamo di fronte a veri e propri capolavori (vedi Moster Boy); ed è proprio per questo motivo che durante l’analisi che leggerete in seguito cercherò di essere quanto più critico possibile.

Nel gioco inizieremo vestendo i panni di Catherina (per gli amici Kit), una giovane ragazza che si risveglia in un passaggio sotterraneo sotto la città di Londra. Molto disorientata e con la vista danneggiata non ha idea di dove sia o come possa uscire da quel luogo misterioso. Fortunatamente da li a breve inconreremo Hodge, un gatto dal pelo rosso che fungerà da guida e grazie al quale potremo quindi orientarci meglio nell’oscurità. Il viaggio che intraprenderemo da questo momento sarà molto misterioso e ricco di svolte inaspettate, e nonostante le pochissime indicazioni che ci verranno fornite saremo accompagnati poco per volta alla scoperta della verità su questi stranissimi avvenimenti.

La meccanica base di Another Sight di basa sul controllo simultaneo di due personaggi, e sarà dunque possibile alternare il controllo tra Kit e Hodge. Bisognerà ovviamente utilizzare entrambi i personaggi per superare i vari ostacoli che bloccheranno il nostro percorso e per attivare gli interruttori indispensabili per attivare macchinari o aprire varchi necessari a proseguire. La visione del kit è estremamente limitata in quanto la povera donna soffre si sinestesia (un fenomeno sensoriale/percettivo, che indica una “contaminazione” dei sensi nella percezione). Alcuni oggetti ambientali e la voce di Hodge possono illuminare la strada davanti a lei e quindi permetterle di avanzare anche senza affidarsi completamente alla propria vista. Il gatto inoltre è specializzato nell’arrampicarsi su certi muri e tubi e può attraversare spazi angusti che gli permettono di accedere alle aree davanti a Kit e aprirle la strada.

Oltre al doppio controllo e ai meccanismi di platforming standard, in Another Sight un elemento molto importante è rappresentato dalle ambientazioni ben riuscite e che spesso ci fermeremo ad ammirare. Mentre attorno a Kit ci sarà sempre un alone di mistero e la sua vista annebbiata si ripiegherà su ambienti oscuri e raccapriccianti, il gatto Hodge sarà in grado di ammirare il mondo reale che splende attorno a loro. C’è da dire che le ambientazioni variano continuamente, mantenendo l’avventura sempre fresca e coinvolgente.

La narrazione di Another Sight è probabilmente il più grande punto di forza del gioco. Come opera prima di un team di sviluppo indipendente, viene semplice pensare che i ragazzi dietro al progetto abbiano dovuto dedicare anima e corpo alla realizzazione degli aspetti principali del gioco come il suo motore grafico, la colonna sonora, il gameplay e tutto il resto. C’è quindi da lodare senza dubbio i ragazzi di Lunar Great Wall per aver nonostante tutto concentrato grandissima parte del loro lavoro sulla delineazione di una trama convincente e che non fungesse da semplice pretesto per farci risolvere enigmi o semplici sezioni platform/puzzle (sembra scontato ma non lo è più di tanto, fidatevi). La cosa bella è che in Another Sight è stato dedicata moltissima attenzione ad ogni aspetto del gioco, come per esempio gli avvenimenti sotterranei che ci vedranno anche incontrare personaggi di grandissimo spessore come Tesla e Monet.

Questi non sono semplici “cameo” ma veri e propri protagonisti dell’avventura, ciascuno con una propria personalità ben sviluppata ed una grande attenzione nei dialoghi ed addirittura nel doppiaggio. Non voglio svelarvi nulla, perché davvero credo che ciascuno di noi debba giocare e scoprire da sé Another Sight, ma ci tengo a sottolineare ancora una volta quando sia bello perdersi in un tunnel sotterraneo che oltre che dare pretesti per risolvere enigmi ci offre anche molti incontri inaspettati e che a volte ci faranno anche sorridere.

Ritorniamo per un momento sul gameplay! Devo confessarvi che nonostante il mio entusiasmo qui, a posteriori, ho trovato la parte iniziale del gioco abbastanza noiosa. Certo, la presenza di un tutorial è quasi obbligatoria visto le meccaniche che vanno metabolizzate quanto prima, però la presenza di backtracking a mio parere potrebbe far scoraggiare molti giocatori durante i primi momenti di gioco. A contribuire a questo anche un accompagnamento sonoro che tende a non decollare subito, che è quasi capace di abbattere quel senso di novità che il gioco invece cerca di trasmettere in tutti i modi. Sono convinto che c’è un motivo dietro a queste scelte, probabilmente il desiderio di enfatizzare il senso di abbandono della protagonista, ma è bene avvisarvi poiché se riuscirete a superare questa prima parte vi renderete conto di avere tra le mani un vero e proprio gioiello della scena indipendente. E non lo dico solo perché gli sviluppatori sono italiani, sapete che non è mia prassi farmi coinvolgere dal patriottismo, ma perché penso davvero che Another Sight abbia qualcosa di speciale nel suo cuore.

Anche il rapporto tra Kit ed il gatto è un aspetto molto importante del gioco. La ragazza se non si sente al sicuro tenderà a rifiutarsi di correre e saltare, motivo per cui a volte il gameplay potrebbe risultare macchinoso, ed è proprio in queste circostanze che l’aiuto di Hodge sarà fondamentale.

Per quanto riguarda la versione Switch da noi provata non c’è nulla da segnalare. Il gioco gira fluido in tutte le modalità e tra le feature esclusive troviamo solamente il supporto all’HD rumble, che a mio parere è stato implementato saggiamente ed aiuta ancor più ad immergersi nell’avventura. Manca completamente il supporto al touch screen, ma vi assicuro che non ne sentirete mai la mancanza.

Nel complesso, dunque, Another Sight è abbastanza unico nel suo genere. I controlli particolari (anche se a volte legnosi), il comparto estetico sufficientemente vario ma capace di mantenere una sua identità ben delineata, e la narrativa di spessore ci hanno sorpreso positivamente durante tutto l’arco dell’avventura. Nonostante i difetti sopra elencati, legati per lo più ai controlli ed alla prima parte di gioco che tende a non coinvolgere, vi consiglio caldamente l’acquisto del gioco, ma magari attendendo un piccolo sconto. Another Sight è una piacevolissima avventura che, però, difficilmente affronterete due volte.

Another Sight è il primo titolo dell'italianissimo studio indipendente Lunar Great Wall Studios. Nella loro incursione nel mondo dei giochi, sono riusciti a produrre un platform che offre una meccanica unica, unita ad una narrativa abbastanza profonda ispirata alle opere di Neil Gaiman, ed una colonna sonora inquietante capace di coinvolgerci durante l'intero viaggio che faremo in compagnia dei due protagonisti del gioco. Recentemente approdato sul Nintendo Switch eShop, non potevamo certo esimerci dal provarlo e farvi sapere se il prezzo di ben 39,99€ vale l'acquisto del gioco. Lo dico fin da subito, perché come tutti ben sapete sono rari…
VOTO FINALE - 7.5

7.5

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