[Recensione] Armikrog (WiiU eShop)

armikrog

Quando ripenso alla tecnica claymation, che prevede alla plastilina animata, le prime immagini che mi vengono in mente sono quelle legate a certe glorie del passato che hanno reso la mia infanzia un ricordo felice. Mentre in ambito cinematografico/televisivo gli esempi possono essere moltissimi, tra i tanti ricordiamo “Pingu” – “Wallace e Gromit” – “Shaun, vita da pecora” – “Celebrity Deathmatch”, in ambito videoludico gli unici titoli sul genere che sono riusciti a rimanere intramontabili sono “The Neverhood” ed il suo seguito spirituale “Skullmonkeys”, entrambi della DreamWorks Interactive. Ed è proprio a questi ultimi due che si è palesemente ispirato Armikrog, l’ultimo lavoro di Pencil Test Studios recentemente approdato sull’eShop di WiiU. In questo caso, l’ispirazione avuta dagli sviluppatori non è riconducibile solamente alla veste grafica adottata ma anche ad una vera e propria imitazione dell’atmosfera e della personalità del personaggio principale che, nemmeno a volerlo, sembra proprio essere il fratello del protagonista del titolo uscito nel lontano 1996. Nasce così, sotto la guida del game designer Doug TenNapel, Armikrog – un punta e clicca vecchi(ssim)a scuola modellato completamente a mano grazie alla suddetta claymation e allo stop motion. Anche se abbiamo dovuto aspettare un anno rispetto al lancio su Steam siamo finalmente pronti a convincervi al suo acquisto.

Ciao! Per caso ci conosciamo?!?
Ciao! Per caso ci conosciamo?!?

La cura degli sviluppatori si fa viva fin dal primo istante di gioco. Dove ci si aspetterebbe una semplice cutscente introduttiva, cosa che al giorno d’oggi non è nemmeno più tanto scontata, Armikrog stupisce il giocatore con un incredibile siparietto iniziale accompagnato da una sigla realizzata ad hoc in rima baciata che ci narra di come il popolo Ixen stia inesorabilmente morendo a causa della penuria di energia. Per salvare l’intera razza del pianeta Armikrog entrerà in gioco Tommynaut, il quale verrà spedito sul pianeta Spiro 5 alla ricerca del prezioso P-Tonium. Il protagonista, costantemente accompagnato da un cane dotato di un incredibile loquacità Beak Beak, capirà ben presto perché le spedizioni precedenti hanno dato risultati fallimentari e cercherà di scoprire cos’è accaduto agli abitanti di Spiro 5, un pianeta ormai in rovina. La narrazione tenta esplicitamente di non farsi comprendere fin da subito grazie ad alcune sequenze animate descritte in un linguaggio alieno per noi incomprensibile, almeno nella prima parte di gioco.

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Inutile dirvi che il potenziale di Armikrog si riesce a respirare fin dalle prime battute di gioco. Le meccaniche di gioco sono semplici per chi mastica avventure grafiche punta e clicca a colazione. Grazie allo schermo del gamepad sarà possibile impartire ordini sia Tommynaut che a Beak Beak, quest’ultimo in grado di infilarsi in cunicoli inaccessibili al suo padrone con l’obiettivo di trangugiare gli oggetti trovati lungo il percorso per poterli successivamente espellere ai piedi del nostro eroe. Per mantenere una vena più old school possibile, il titolo non ci fornirà alcun tipo di inventario né alcuna sorta di indicazione testuale. Anche se questa scelta può sembrare mirata a rendere gli enigmi più complessi, finirà per aiutare inesorabilmente il giocatore. Infatti l’interazione con gli oggetti presenti nei livelli avverrà mediante un semplice click e non in seguito della scelta di un oggetto dal nostro inventario, lasciando il giocatore privo delle classiche situazioni da punta e clicca nelle quali si cerca di far interagire l’oggetto sbagliato. Scelta progettuale che, senza alcun dubbio, rischia di ridurre la longevità totale della produzione.

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Non pensiate che la mancanza di una vera e propria interazione “consapevole” possa permettervi di risolvere tutti gli enigmi in scioltezza senza mai scontrarvi con situazioni bloccanti. La struttura labirintica della fortezza che siete richiamati ad esplorare, così come i vari puzzle ambientali, saranno in grado di fornirvi il senso di sfida che pensavate di aver aggirato. Innanzitutto l’esplorazione avverrà sia in orizzontale che in verticale, elemento che vi obbligherà a studiare tutte le stanze accessibili in un dato momento prima di compiere le azioni necessarie a proseguire. L’avanzamento perderà ben presto la sua linearità aprendosi ad un innocuo e mai invasivo backtracking. Anche se sfruttato relativamente poco, Beak Beak svolgerà un ruolo decisivo in molte aree amplificando il potenziale dell’esplorazione; il suo punto di vista alternativo sarà spesso l’unica arma in possesso di Tommynaut per comprendere il linguaggio alieno o per raggiungere punti a lui inaccessibili.

Gli enigmi che costellano la fortezza sono un giusto compromesso tra la banalità e l’esagerata complessità; risultano spesso molto intuitivi ed al contempo mai eccessivamente semplici. Un fattore da prendere largamente in considerazione quando si tratta di enigmi è la loro contestualizzazione all’interno dell’ambiente di gioco; in questo caso non sono mai fini a se stessi ma, anzi, servono a sostenere l’avanzamento della trama. Gli sviluppatori hanno forse così trovato il giusto compromesso sulla difficoltà in grado di accontentare un pò tutti i tipi di giocatore, con i neofiti che completeranno l’avventura in circa 4-5 ore. Durata giustificata da un prezzo che può essere considerato perfettamente in linea con le produzioni moderne dello stesso calibro.

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Visivamente Armikrog rappresenta quello che per un arredatore è l’artigianato. A noi piace immaginare gli artisti di Pencil Test Studios mentre, chinati sul proprio tavolo di lavoro, danno vita ai vari modellini necessari a generare il risultato finale di ore ed ore di lavoro. L’impatto grafico raggiunge picchi di perfezione, nei quali la fluidità dei movimenti dei personaggi è perfetta e la modellazione dei fondali fa inavvertitamente spalancare le nostre mascelle. Sebbene l’intero flusso video sembra essere stato compresso un pò troppo (forse gli sviluppatori avevano paura di intasare gli hark disk dei nostri WiiU) è possibile distinguere ogni singolo particolare e, addirittura, osservare le impronte digitali lasciate dai designer a testimonianza del loro lavoro.

L’unica nota stonata dell’intera produzione la troviamo andando a scoprire che nella versione WiiU l’unico controller utilizzabile è proprio il gamepad. Peccato, perché il wiimote in questo caso avrebbe davvero fatto la differenza e non ci saremmo ritrovati obbligatoriamente chinati sul piccolo schermo secondario. Per poter ammirare Armikrog sullo schermo principale del nostro televisore dovremo, infatti, utilizzare i controlli che si affidano all’analogico – decisamente datati ed anti-intuitivi.

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Tirando le somme possiamo sicuramente consigliare questo gioco a tutti quelli che sono a corto di avventure grafiche punta e clicca. L’impegno degli sviluppatori traspare da ogni singola sequenza di gioco e sarebbe un peccato farsi perdere quella che, a conti fatti, è un avventura interessante e divertente. Anche se arrivare ai titoli di coda troppo in fretta ci ha lasciati con l’amaro in bocca, ripensando agli enigmi superati e alle magnifiche ambientazioni di plastilina non ce la siamo sentita di bollare come sufficiente un titolo che merita la vostra attenzione. Lo stile e l’estetica di Armikrog rimangono pur sempre ai vertici del genere dal quale proviene, sempre più inflazionato e privo di originalità.