[Recensione] Dreamwalker: Never Fall Asleep

Artifex Mundi è un tornado inarrestabile, ormai lo avete capito, e quando si tratta di pubblicare le proprie avventure su Nintendo Switch noi di IndieReviews siamo sempre in prima linea pronti per potervene parlare in una recensione. Ormai tutto il nostro staff fa a gara su chi deve occuparsi dell’articolo sull’ennesimo punta e clicca in stile Hidden Object, e quest’oggi l’onore spetta a me. Alla fine c’è davvero qualcosa di magico nel modo in cui lavora il piccolo team indie dietro a tutti questi giochi, se ci pensate si sta praticamente abusando dello stesso concept più e più volte, cambiando ad ogni iterazione l’ambientazione di fondo e limando piano piano quelle che sono le meccaniche peculiari dell’esperienza. E lo ribadisco ora più che mai, seppure con qualche alto e basso ad oggi nessun titolo Artifex Mundi ha mai tradito le nostre aspettative. Vediamo dunque se lo stesso vale anche per Dreamwalker: Never Fall Asleep, approdato recentemente sul Nintendo Switch eShop.

In questa nuova avventura, visiteremo Drowsy Valley, un remoto paesino turistico che sorge sulle Alpi austriache, un luogo deserto d’inverno che prende vita in estate. In questo villaggio molto comune, talvolta uggioso, si cela tuttavia un segreto. Gli abitanti di Drowsy Valley soffrono di gravi disturbi del sonno e di incubi particolarmente intensi. Nessun medico in paese sa come risolvere il problema e quando Sandra, la figlia del sindaco, entra in coma, la prima cittadina decide di cercare l’aiuto di una psichiatra molto particolare: si dice possegga l’abilità unica di penetrare nel subconscio – un Dreamwalker. Vestiremo dunque i panni della psichiatra del paranormale e ci immergeremo in questo nuovo mistero che avvolge Drowsy Valley. Potremo così immergerci nel subconscio dei nostri pazienti per investigane la psiche e separare la realtà dalla loro immaginazione, svelando il mistero legato all’inspiegabile vicenda dalla figlia del sindaco e gli strani disturbi che affliggono i cittadini.

Sorvolando sulla struttura della trama, che questa volta ci è sembrata più convincente del solito ed unica nelle sue caratteristiche chiave, il gameplay di Dreamwalker: Never Fall Asleep rimane canonico. Come ormai siamo abituati non esiste alcun supporto al touch screen, ma è una feature della quale non sentirete la mancanza, e gli enigmi scorrono lisci senza troppe complicazioni. Attraverso la comoda mappa ci muoveremo lungo una gran serie di ambientazioni (a seconda del livello di difficoltà impostato potranno esserci dei suggerimenti o meno sulle nostre destinazioni) e in ciascuna schermata si dovrà interagire con una gran quantità di oggetti, enigmi, NPG e zone di accesso alle piacevoli sezioni hidden object.

Le scene con oggetti nascosti arrivano a un ritmo veloce, il che non è poi così male perché sono piuttosto divertenti da risolvere. La maggior parte di essi si attengono al formato di elenco di testo standard con uno o due elementi interattivi contrassegnati in un colore più scuro. Anche i minigiochi sono ancora una volta molto ispirati, riuscendo a volte addirittura a distrarci dal fulcro del gioco, e non sembrano mai messi come semplice riempitivo. Ci sono ovviamente molti altri tipi di puzzle. Anche in questo caso il tema del gioco sarà una costante dell’avventura e dunque plasmerà di conseguenza enigmi e dialoghi (come avveniva nei precedenti capitoli). Al di fuori di questo, ci sono puzzle standard di tutti i tipi, e come da tradizione una gran quantità di oggetti da raccogliere per approcciarsi in seguito ai numerosissimi puzzle ambientali (e non). Se sei qui solo per i puzzle, difficilmente rimarrai deluso. C’è un sistema di suggerimento in atto, ma, vorrei consigliarti di non usarlo per mantenere intatta l’esperienza che avevano in mente gli sviluppatori in fase di progettazione del gioco.

Ovviamente è presente anche il classico sistema di inventario, indispensabile per raccogliere merci e oggetti utili durante i tuoi viaggi. Questi oggetti tendono a inserirsi in un puzzle di qualche tipo, di solito lontano dal luogo in cui li hai scoperti. Onestamente, è relativamente semplice. Anche qui vi sono meccaniche particolari che non è presente trovare in tutti i giochi Artifex Mundi e che bene si integrano con l’ambientazione del gioco.

Gli enigmi sono piacevoli, come già detto, e non mi è mai capitato di volerli saltare mediante la possibilità che da sempre ci viene offerta, anche il backtraching è praticamente nullo complice la mappa ben realizzata e facilmente consultabile (se impostate la difficoltà esperto dovrete capire voi di volta in volta dove concentrare le voltre attenzioni esplorative). Le aree da esplorare sono molte, e gli enigmi sono ben distribuiti per rendere il più possibile evidente il tema del “viaggio”; questa è forse una delle cose che ho maggiormente apprezzato dal gioco.

Sul versante tecnico non c’è praticamente nulla da segnalare. Su Nintendo Switch il tutto scorre al meglio, con ambientazioni disegnate in maniera piacevole ed accompagnate da ottimi sottofondi musicali. Si vede che Artifex Mundi ha cercato di migliorare il comparto estetico gioco dopo gioco, e posso senza alcun dubbio affermare che – nonostante qualche animazione un pò sempliciotta – il gioco è assolutamente sbalorditivo in tutte le sue bellissime ambientazioni, molte delle quali sono semplicemente mozzafiato (e molto più cupe del solito vista l’ambientazione della storia), il design audio del gioco trascina la magia anche attraverso un’ottima recitazione (ovviamente solo in inglese). Nonostante come detto il titolo non supporti affatto il touch screen della console mi viene da consigliarvi ugualmente di giocare in modalità portatile in quanto credo che sia proprio questo il modo migliore per godersi al meglio l’avventura.

Al netto di qualche difetto, Dreamwalker: Never Fall Asleep è un gioco che consiglio agli amanti del genere, specialmente se sei un fan di questi abili sviluppatori. L’intera avventura fa un lavoro stellare per sfidare i suoi giocatori attraverso puzzle intelligenti, e assicura che la ripetizione sia tenuta a bada attraverso la sua impressionante varietà di contenuti. La campagna del gioco impiega circa quattro ore per essere completata, con un’ora o due in più che viene aggiunta quando si tiene conto del capitolo bonus e quello dell’enorme numero di oggetti da collezionare che si possono raccogliere lungo il percorso. Dreamwalker: Never Fall Asleep è un ottimo gioco, con un buon equilibrio tra complessità e accessibilità, caratteristica fondamentale e comune a tutte le opere di Artifex Mundi. La curva di difficoltà, inoltre, è solida e non porta mai a frustrazione. Insomma, anche questa volta ve ne consiglio caldamente l’acquisto!

Artifex Mundi è un tornado inarrestabile, ormai lo avete capito, e quando si tratta di pubblicare le proprie avventure su Nintendo Switch noi di IndieReviews siamo sempre in prima linea pronti per potervene parlare in una recensione. Ormai tutto il nostro staff fa a gara su chi deve occuparsi dell’articolo sull’ennesimo punta e clicca in stile Hidden Object, e quest’oggi l’onore spetta a me. Alla fine c’è davvero qualcosa di magico nel modo in cui lavora il piccolo team indie dietro a tutti questi giochi, se ci pensate si sta praticamente abusando dello stesso concept più e più volte, cambiando…
In un remoto paesino nascosto tra le Alpi austriache, la giovane figlia del sindaco entra in coma per un grave incidente. I medici locali sono impotenti, quindi la madre è costretta a cercare l'aiuto di una psichiatra che pare abbia l'abilità unica di entrare nei sogni dei pazienti - un Dreamwalker.

Dreamwalker: Never Fall Asleep

VOTO FINALE - 7.5

7.5

In un remoto paesino nascosto tra le Alpi austriache, la giovane figlia del sindaco entra in coma per un grave incidente. I medici locali sono impotenti, quindi la madre è costretta a cercare l'aiuto di una psichiatra che pare abbia l'abilità unica di entrare nei sogni dei pazienti - un Dreamwalker.

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