[Recensione] Hayfever

Una delle cose che più ci ha attratto nel primissimo trailer di Hayfever è sicuramente il suo comparto artistico delizioso, unito ad un character design di sicuro impatto ed un gameplay che risultava intrigante e che in una manciata di minuti era riuscito a convincerci sulle sue grandissimi potenzialità. La creatura di Pixadome (sviluppatore) e Zordix (publisher) è senza dubbio un titolo degno di nota, e noi di IndieReviews non potevamo certo sottrarci dal nostro ruolo di scovare e parlare di tutte quelle piccole gemme che vengono settimanalmente rese disponibili all’interno dello store digitale dell’ibrida Nintendo.

In Hayfever vestiamo i panni di Thomas, un postino laborioso con diverse potenti allergie. Non solo il povero Thomas ha la febbre da fieno, ma è anche allergico allo smog e alle arachidi e la sua reazione a ciascuna di queste sostanze irritanti è diversa ed imprevedibile. Dopo l’ennesimo maltrattamento da parte del suo capo, Thomas combina un guaio inimmaginabile a seguito di un enorme starnuto, che lo farà volare lontano assieme alle numerose lettere che questo portava con sé, ovviamente sparpagliandole lungo tutto il mondo di gioco. Sarà nostro compito, dunque, ripercorrere i numerosi livelli (ce ne sono più di 100) minuziosamente predisposti dagli sviluppatori ed aiutare Thomas a recuperare tutte le lettere perdute.

Nonostante la storia sia molto basilare, questa risulta affascinante e funzionale al gioco stesso, regalando qualche sorriso al giocatore che finirà ben presto ad affezionarsi a questo simpaticissimo protagonista.

Nel cuore Hayfever è un comunissimo platform 2D, ma questo porta con sé una caratteristica unica che lo rende completamente diverso da qualsiasi gioco di questa categoria. Thomas, per avanzare, potrà fare affidamento sui suoi portentosi starnuti, obbligando il giocatore non solo a prestare attenzione all’ambiente circostante ma ora più che mai ad ogni sua singola mossa.

Morire non sarà un’opzione poi così remota, e anche se non siamo ai livelli di giochi del calibro di Super Meat Boy o Celeste è bene avvisarvi che il viaggio di Thomas non sarà mai una passeggiata. Tramite un tasto apposito il giocatore potrà far starnutire il protagonista, che di conseguenza verrà proiettato nella direzione corrispondente.

Controllare Thomas è in realtà abbastanza semplice, quello che complicherà molto presto il tutto è il perfetto level design che riesce in ogni circostanza a rendere il nostro viaggio tutt’altro che banale. In genere puoi starnutire una volta per salto in modo naturale, ma con l’aiuto di polline e peli puoi incatenare più lunghe strisce di acrobazie nasali trasportate dall’aria. Queste manovre sono fondamentali per raggiungere la fine di ogni livello e sono particolarmente utili anche per raccogliere le lettere opzionali sparse per ogni stage. Tutti, ma soprattutto i completisti incalliti, troveranno in Hayfever un titolo tanto sfidante quanto gratificante.

Ci sono molti ostacoli da affrontare durante la tua avventura di raccolta della posta. Bisognerà pertanto fare moltissima attenzione, visto che Thomas verrà sconfitto da un singolo colpo e rispedito al checkpoint più vicino. Parlando di checkpoint vorrei affermare come questi non sono sempre generosi ed abbondanti, o almeno non quanto avrei personalmente voluto, e pertanto alcune sezioni di gioco risultano più frustranti di altre.

Questo introduce sia un meccanismo di trial and error sia una gestione della memoria muscolare che si attiverà non appena il giocatore inizierà a prendere confidenza con tutte le possibilità offerte dal gameplay e dal level design. In questo aiutano anche tantissimo i diversi allergeni sparsi lungo i livelli, che hanno diversi effetti su Thomas ed oltre a rendere la sua vita meno dura garantiranno un’ottima varietà all’intera esperienza.

Il polline fa starnutire Thomas, lo smog lo fa gonfiare come un palloncino e le arachidi lo trasformano in una chiazza appiccicosa che può scalare le pareti e pendere dai soffitti. La maggior parte di questi “power-up” hanno comunque i loro problemi, talvolta più evidenti ed altre volte assolutamente perdonabili, ma su una cosa possiamo essere tutti d’accordo: Hayfever è tutto fuorché un’esperienza noiosa.

La grafica di Hayfever è tutto fuorché complessa, anche a causa dei fondi limitati ai quali ha potuto fare affidamento lo sviluppatore indipendente, ma la scelta di ricadere in un mondo di gioco coloratissimo e ricco di elementi cartooneschi riesce a mettere una pezza su queste limitazioni e a divertire nonostante le sue limitazioni. Quello che era più importante fare è stato fatto, ossia uniformare tra loro l’ambiente e gli elementi in movimento, creando un risultato ben amalgamato e piacevole alla vista. Le musiche sono anch’esse piacevoli e portano alla mente i vecchi platform game del passato, anche se possono essere considerate tutto fuorché indimenticabili. Nel complesso sono comunque funzionali al gameplay e per questo non riteniamo corretto penalizzarle.

Hayfever, nel complesso, è stata un’esperienza davvero piacevole per me nonostante ci siano stati alcuni momenti di alti e bassi. L’ho trovato sia stimolante che gratificante piacevole, con una gameplay che mi ha interessato in quanto fluido e sfidante. Per quanto riguarda Nintendo Switch non solo segnaliamo che il titolo risulta piacevole al pari di tutte le altre piattaforme sulle quali il gioco è stato reso disponibile, ma siamo abbastanza sicuri di come la sua formula tosta ma assolutamente appagabile si sposi in maniera pressoché perfetta con la filosofia dell’ibrida Nintendo. Se amate i titoli platform hardcore dove l’umorismo  riveste un ruolo chiave per l’esperienza (specialmente per stemperarne i momenti più frustranti) vi consigliamo di farlo vostro quanto prima, anche senza aspettare alcuno sconto.

Una delle cose che più ci ha attratto nel primissimo trailer di Hayfever è sicuramente il suo comparto artistico delizioso, unito ad un character design di sicuro impatto ed un gameplay che risultava intrigante e che in una manciata di minuti era riuscito a convincerci sulle sue grandissimi potenzialità. La creatura di Pixadome (sviluppatore) e Zordix (publisher) è senza dubbio un titolo degno di nota, e noi di IndieReviews non potevamo certo sottrarci dal nostro ruolo di scovare e parlare di tutte quelle piccole gemme che vengono settimanalmente rese disponibili all'interno dello store digitale dell'ibrida Nintendo. In Hayfever vestiamo i…
Aiuta Thomas il postino allergico a recuperare tutte le sue lettere perdute in questo avvincente gioco platform in 2D! In Hayfever, il giocatore controlla Thomas, un giovane postino con una grande etica del lavoro. C'è un solo, piccolo problema... Thomas soffre di una terribile (e intendiamo davvero TERRIBILE) allergia.

Hayfever

VOTO FINALE - 7.3

7.3

Aiuta Thomas il postino allergico a recuperare tutte le sue lettere perdute in questo avvincente gioco platform in 2D! In Hayfever, il giocatore controlla Thomas, un giovane postino con una grande etica del lavoro. C'è un solo, piccolo problema... Thomas soffre di una terribile (e intendiamo davvero TERRIBILE) allergia.

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