[Recensione] Inside (Switch eShop)

Dopo essere stato reso disponibile su PS4 Xbox One e PC, finalmente INSIDE approda anche su Nintendo Switch, continuando a stupirci grazie al suo essere in grado di elevare il concetto di narrazione esattamente come avvenuto in Limbo, il precedente titolo di Playdead al quale INDIDE vuole essere fortemente interconnesso. Anche in questo caso l’avventura ci viene narrata interamente attraverso gli occhi di un bambino innocente, che cerca di fuggire da un mondo dispotico che cerca continuamente di farlo schiavo del suo sistema. Uscito a distanza di 6 anni dal suo predecessore, INSIDE è ora pronto a farci rivivere le sue avventure anche sul piccolo ibrido Nintendo, con una conversione impeccabile capace di esaltarne le atmosfere surreali; scopriamolo assieme.


INSIDE come anticipato ci porta nel vivo di in un mondo distopico, sicuramente vittima di un regime, nei panni di un bambino che tutto vuole tranne farsi catturare. Cos+ come in Limbo, anche qui assistiamo ad una narrazione per nulla esplicita, capace di lasciare infiniti spiragli per l’interpretazione del giocatore. La trama è poco chiara fin da subito, quando assistiamo alla comparsa del nostro protagonista mentre sbuca da un cespuglio, solo ed impaurito, durante la fuga da una entità della quale non conosciamo nulla. Il mondo appare fin da subito violento, con una pioggia che si scaglia sul giovane ed una conseguente scarsa visibilità. Nessun filmato introduttivo, nessuna cutscene durante l’avventura, siamo soli ed abbandonati a noi stessi nel vivo di un’azione che si dimostrerà frenetica lungo ogni nostra singola sezione di gioco.

Presto scopriremo finalmente da chi siamo braccati: sembrano degli uomini ma sono più simili a fantocci inanimati, dai volti indefiniti e minacciosi più che mai. Il ragazzino però sembra essere molto abile nello sfruttare i numerosi elementi ambientali offerti dal design degli stage sapientemente ricreati dagli sviluppatori. E’ così che il titolo Playdead riesce ad offrire un gameplay molto vario e capace di intrattenerci anche in sezioni di puzzle solving capaci di farci dare sfogo alla fantasia. Nonostante il gameplay si presenti come lento e ragionato non saranno pochi i momenti in cui dovremo dimostrare abilità nei nostri riflessi, con conseguente aumento del senso di angoscia che il titolo fa di tutto per trasmettere costantemente, anche grazie a numerosi nemici rappresentati anche da cani inferociti.

Come già detto il gameplay è ridotto all’osso, ed al giocatore è necessario utilizzare una manciata di pulsanti per far funzionare il tutto. Con lo stick analogico è possibile muoversi mentre con la pressione di un semplice tasto il giovane è in grado di saltare od aggrapparsi alle numerosissime sporgenze presenti negli scenari. Le sezioni che sfrutteranno questa nostra abilità sono numerose e riescono a rompere la monotonia di un sistema di gioco che non vuole solo metterci nella condizione di scappare ma vuole farlo anche trasmettendo al giocatore le sensazioni provate dal piccolo protagonista.

Le sezioni stealth sono predominanti, molto spesso dovremo procedere con cautela per non mettere a repentaglio la nostra vita a causa di avversati sempre vigili alla nostra presenza. La difficoltà è ben calibrata e, seppure alcuni enigmi risultano particolarmente complessi, il gioco riesce ad essere alla portata di qualsiasi giocatore. Sarà praticamente impossibile rimanere bloccati in stallo proprio in virtù della grande possibilità di sperimentazione offerta dal gioco stesso. La componente trial and error continua ad esistere, ma lo fa in completa sinergia con un sistema di checkpoint ben studiato ed in grado di rendere il gioco accessibile a chiunque. Non solo, i punti di ripristino oltre che numerosi sono posizionati sapientemente spesso subito dopo la risoluzione di un enigma o di una fase stealth.

La componente audio del gioco è ridotta all’osso. Le musiche si fanno spesso assenti e lasciano spazio ai numerosissimi effetti ambientali capaci sia di trasmettere il senso di desolazione che il gioco vuole offrire sia di essere funzionali al gameplay ed alla risoluzione degli enigmi. Non a caso tale aspetto è stato nuovamente affidato a Martin Stig Andersen, autore che già aveva curato il comparto sonoro di Limbo. Per quanto riguarda il comparto grafico, gli sviluppatori hanno deciso di mantenere la loro linea di pensiero iniziata con LIMBO – che sfruttava il netto contrasto tra il bianco ed il nero unitamente a giochi di luce ed ombre – ma spostando la palette cromatica sull’utilizzo di sfumature di grigio unitamente a colori sempre spenti. INSIDE è un gioco che, prima ancora di essere giocato, va visto e sentito in quanto rappresenta pura arte in movimento. Solo con quest’ottica sarete in grado di godervi un’avventura che, alla fine, saprà dimostrarsi epica.

In conclusione possiamo considerare INSIDE una vera e propria perla indie, e perché no uno dei migliori puzzle-platform in circolazione. Partendo da ottime basi di gameplay i ragazzi di Playdead sono riusciti a costruire un titolo capace di toccare le corde dell’anima di chi deciderà di abbandonarsi completamente al suo comparto grafico e sonoro. Il sistema trial and error, anche se all’apparenza potrebbe sembrarlo, sarà tutt’altro che punitivo e anzi unitamente ai numerosi checkpoint rende il gioco accessibile a chiunque. I puzzle risultano spesso intelligenti e mai forzati, con picchi di genialità che evito di raccontarvi per non rovinarvi l’avventura. Insomma, rispetto a LIMBO abbiamo fatto un bel balzo in avanti e poter giocare a questo capolavoro in portabilità, senza problemi di frame rate o di risoluzione, rende questa conversione una delle più allettanti sul mercato, nonostante il suo prezzo di ben €19,99. Il consiglio è quello di comprarlo ad occhi chiusi, aggiungerete alla vostra softeca un titolo capace di regalarvi infinite soddisfazioni.

Dopo essere stato reso disponibile su PS4 Xbox One e PC, finalmente INSIDE approda anche su Nintendo Switch, continuando a stupirci grazie al suo essere in grado di elevare il concetto di narrazione esattamente come avvenuto in Limbo, il precedente titolo di Playdead al quale INDIDE vuole essere fortemente interconnesso. Anche in questo caso l'avventura ci viene narrata interamente attraverso gli occhi di un bambino innocente, che cerca di fuggire da un mondo dispotico che cerca continuamente di farlo schiavo del suo sistema. Uscito a distanza di 6 anni dal suo predecessore, INSIDE è ora pronto a farci rivivere le sue…
VOTO FINALE - 9

9

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