[Recensione] Ion Fury

Proprio in questi giorni il Nintendo Switch eShop ha accolto un nuovo titolo sparatutto che vi consigliamo di non sottovalutare assolutamente. Ion Fury è un progetto che sembra essere nato proprio per abbracciare la filosofia ibrida della console Nintendo, offrendo un gameplay avvincente e profondo ma allo stesso tempo rapido ed estremamente adatto ad essere fruito in sessioni di modesta durata, esattamente quel tipo di esperienza che sta facendo la fortuna di Nintendo Switch. Certo palare di “nuovo” forse in questo caso specifico non è proprio il termine adatto. Ion Fury è infatti un titolo che già ha potuto dare prova della sua validità, e dopo essere approdato su Steam lo scorso anno ha ben pensato di fare una capatina anche sull’ibrida Nintendo, evento che stavamo aspettando con un certo interesse. Non perdiamo altro tempo, dunque, e tuffiamoci a capofitto nel magico mondo di Ion Fury, titolo di Voidpoint (sviluppatore) e 3D Realms + 1C Entertainment (publisher) che cerca di portare un pò di riflessione all’interno di un genere ormai più volte riproposto. Se leggendo 3D Realms vi si è accesa una lampadina ve lo diciamo subito: sì, sono gli stessi ragazzi che si occuparono di Duke Nukem, titolo al quale scopriremo presto Ion Fury si ispira in tutto il suo splendore.

Assumendo il ruolo di Shelly “Bombshell” Harrison, combatti contro la malvagia mente dottoressa Jadus Heskel che ha una legione di cultori cibernetici per le sue offerte. Ambientato nella futuristica città di Neo DC, Shelly sfreccia attraverso la città spazzando via ogni traccia di questi cyber grugniti, eseguendo le classiche missioni secondarie tipiche del genere per localizzare le keycard per accedere a nuove aree. Ion Fury è un’assurdità, e mentre c’è una storia presente, gli sviluppatori sanno che il loro pubblico è qui per l’azienda frenetica e su quella base non delude.

Ion Fury è dunque un’avventura in prima persona, davvero molto frenetica aggiungerei, nella quale la velocità di azione sarà la nostra unica possibilità di salvezza. Imparate bene e presto a prendere confidenza con il sistema di controllo, altrimenti rischierete di non metabolizzare il gioco se non ai livelli minimi di difficoltò, vi garantiamo che l’impegno e la dedizione ripagherà ogni vostro sforzo. In tutto questo sarà possibile anche rimappare ogni singolo pulsante, per permettere al giocatore una personalizzazione totale del proprio stile di gioco, a fine avventura ringrazierete molto per questo, oltre per la presenza di feature aggiuntive come i controlli giroscopici.

L’arsenale disponibile in Ion Fury è folle, e questo ci ha dato la carica giusta per proseguire senza mai stancarci un solo secondo. Avremo infatti a disposizione pistola, fucile a pompa, granate, mitragliatrici, balestra e molto altro ancora. Ognuna di queste avrà anche un’attacco secondario: premendo il tasto apposito ad esempio, il revolver aggancerà il bersaglio, sparando automaticamente due colpi mortali; il fucile a pompa diventerà un comodo lanciagranate; le granate esploderanno a tempo e non ad impatto; le mitragliatrici con proiettili infiammabili saranno equipaggiabili a due mani.

Il gioco è molto vasto e si divide in sette capitoli principali più numerose missioni bonus. I capitoli sono a loro volta suddivisi in zone ricche di nemici in agguato da sconfiggere, pronti a farci fuori al minimo errore. Un’altro aspetto che ci ha lasciati piacevolmente sorpresi è l’enorme quantità di Easter Egg, dei quali ogni livello è letteralmente tappezzato. Lasciamo a voi ovviamente la gioia di scoprirli, ma sappiate che difficilmente li troverete tutti, sono davvero tantissimi ed alcuni ben nascosti!

La grafica e lo stile di animazione nel gioco sono incredibilmente datati, ma riescono allo stesso tempo a restituire un feedback moderno. Mentre altri titoli retrò vanno per osservare pixel art, Ion Fury si dedica a preservare la stessa grafica che ha reso celebri i grandi sparatutto del passato, Duke Nukem 3D primo fra tutti. Ion Fury ha davvero un aspetto retrò deliberato, usando un mix di effetti 2D e 3D in cui la maggior parte dei modelli di personaggi sono sprite 2D mentre gli ambienti sono completamente 3D. Detto questo, gli effetti e i modelli sono tutti perfezionati e si uniscono per rendere questo gioco piuttosto bello anche dal punto di vista grafico. Le particelle e gli effetti di luce in particolare rafforzano la qualità grafica.

Un altro aspetto davvero micidiale del gioco è l’umorismo ironico e il commento acceso e spento di Shelly, come fosse una versione femminile di Duke Nukem. Il gioco purtroppo non è localizzato nella nostra lingua ma seguire i dialoghi non ci ha mai creato alcun problema, e dunque nonostante di solito tendo a lamentarmi di queste mancanze in questa occasione preferisco non criticare più di troppo tale aspetto. Anche perché, diciamocelo, è l’azione il vero motivo per cui comprerete Ion Fury!

Ion Fury è un gioco sufficientemente longevo ed adatto quasi a tutti, grazie ai diversi livelli di difficoltà offerti. Ci sono quattro livelli di difficoltà: First Blood, Wanton Carnage, Ultra Viscera, Maximum Fury. Io ho giocato con la difficoltà normale (Wanton Carnage) e già qui i nemici ci daranno parecchio filo da torcere, obbligandoci alla costante ricerca di preziosi oggetti curativi nascosti in giro per la mappa.

Senza dubbio, Ion Fury è uno sparatutto irrinunciabile, ma sicuramente ha dei difetti. Personalmente l’aspetto più critico del gioco è stato il classico backtracking. Cercare di trovare una chiave magnetica e ricordare dove si trovava la porta, poi tornare indietro per trovarla quando i nemici si rigenerano ancora una volta quando sei ormai stremato. Oltre a ciò, mentre stai per completare l’area, una notifica ti ricorderà che ci sono ancora segreti X da trovare. A seconda del tuo stato d’animo, questo ti impazzire, ma scopri queste aree è un duro lavoro in quanto sono nascoste e tanto più motivo per cui c’è molto valore di rigiocabilità nel gioco.

Ion Fury, nel complesso, è stata un’esperienza davvero piacevole per me nonostante ci siano stati alcuni momenti di alti e bassi. L’ho trovato sia stimolante che gratificante piacevole, con un gameplay che mi ha interessato in quanto fluido e sfidante, nonostante per natura non sia adatto a tutte le tipologie di giocatori (quelli poco avvezzi al genere per esempio). Per quanto riguarda Nintendo Switch non solo segnaliamo che il titolo risulta piacevole al pari di tutte le altre piattaforme sulle quali il gioco è stato reso disponibile, ma siamo abbastanza sicuri di come la sua formula assolutamente appagante si sposi in maniera pressoché perfetta con la filosofia dell’ibrida Nintendo. Se amate i titoli dove l’avanzamento richiede impegno e dedizione vi consigliamo di farlo vostro quanto prima, anche senza aspettare alcuno sconto.

Proprio in questi giorni il Nintendo Switch eShop ha accolto un nuovo titolo sparatutto che vi consigliamo di non sottovalutare assolutamente. Ion Fury è un progetto che sembra essere nato proprio per abbracciare la filosofia ibrida della console Nintendo, offrendo un gameplay avvincente e profondo ma allo stesso tempo rapido ed estremamente adatto ad essere fruito in sessioni di modesta durata, esattamente quel tipo di esperienza che sta facendo la fortuna di Nintendo Switch. Certo palare di “nuovo” forse in questo caso specifico non è proprio il termine adatto. Ion Fury è infatti un titolo che già ha potuto dare prova della…
3D Realms, i creatori di Duke Nukem 3D, Prey e Max Payne, sono entusiasti di collaborare con Voidpoint per riportare il leggendario Build Engine, famoso per i classici sparatutto in prima persona come Duke Nukem 3D, Shadow Warrior e Blood. Ion Fury è il vero affare!

Ion Fury

VOTO FINALE - 8.3

8.3

3D Realms, i creatori di Duke Nukem 3D, Prey e Max Payne, sono entusiasti di collaborare con Voidpoint per riportare il leggendario Build Engine, famoso per i classici sparatutto in prima persona come Duke Nukem 3D, Shadow Warrior e Blood. Ion Fury è il vero affare!

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