Recensione: Lone Survivor The Director’s Cut (WiiU eShop)

Senza titolo 2

Approfittando degli attuali sconti applicati da Curve Digital su tutti i suoi prodotti pubblicati nell’eShop di WiiU ho deciso di recuperare “Lone Survivor: the director’s cut”, l’ultimo che mi mancava in quanto – da giocatore – ritenevo che 12€ fossero una cifra troppo elevata in funzione dei video e delle informazioni trovate in rete. Parere più che personale direte voi, ed avete ragione; ma oggi sono qui per parlarvi come giocatore e non come recensore quindi i tecnicismi li lasciamo fuori dall’articolo per questa volta  😉

Quando leggo Curve Digital nel nome del publisher di un titolo uscito o in arrivo (per qualsiasi piattaforma) penso sempre: “caspita, sono davvero bravi per cui sicuramente sarà un gioco degno di attenzione”. Dopotutto, grazie al capolavoro quale è Stealth Inc 2, le atmosfere incredibili offerte da The Swapper e l’originalita di Thomas was alone, quei talentuosi ragazzi Inglesi sono riusciti a riservarsi un posto fisso nel mio cuore (e portafogli). Qualcuno potrebbe bloccarmi subito e dire: “Si ma gli ultimi due non sono mica stati interamente realizzati da Curve però”. Ed io pronto vi risponderei: “Vero! Però ci vuole talento anche per saper cogliere il potenziale nascosto dentro a ciascun videogioco”. Ed è che grazie a questo talento vediamo arrivare sullo store digitale di Nintendo l’ennesimo titolo che merita di essere provato, ma che potrebbe scontentare qualcuno. Vediamo perchè!

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Premetto che sono un amante dei survival horror e che la prima volta che ho avviato il gioco la mia reazione è stata un grande “mah”. Cosa c’è di più importante al mondo in un titolo appartenente a questo genere e che se mal gestita può compromettere la sensazione di immersione nell’intera esperienza di gioco? Il comparto audio! Appena avvierete Lone Survivor vi verrà consigliato di utilizzare le cuffie; suggerimento tanto fantastico quanto scontato. Tale proposta nel mio caso ha avuto l’esatta conseguenza di aumentare le mie aspettative. Già pregustavo mille jump scare e devo confessarvi che sono rimasto deluso nello scoprire che l’intero comparto audio è composto da un unica traccia decisamente piatta e priva di picchi emozionali. Ciò che fa rabbia è che la sountrack calza a pennello con il genere per cui bastava veramente poco per fare la differenza tra qualcosa di mediocre e qualcosa di perfettamente integrato con la natura del titolo. Questa cosa mi ha irritato tanto quanto lavorare affianco ad una persona che mangia cracker a bocca aperta!

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La grafica è palesemente un richiamo all’era 8-bit, che offriva una palette di soli 256 colori. Anche qui però, letto in chiave moderna, avrei preferito qualcosa più verso la pixel art che verso l’idea di offrire ambientazioni che sembrano essere state create in hd e successivamente sgranate con la forza. La quantità di colori è talmente limitata che forse si può parlare addirittura di 4-bit. Se da un lato è vero che in un survival horror è sufficiente qualche scala di grigio e di marrone e di un pò di rosso e blu, la scelta di delegare i dettagli grafici alla nostra immaginazione forse non si addice ad un titolo che dovrebbe avere come obiettivo primario quello di farci giocare con il cuore in gola. I pixel troppo grandi, onestamente, non aiutano a rendere terrificanti i due tipi di nemici più un boss che incontrerete durante la vostra fuga.

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Certo che se stai ancora leggendo questa recensione vuol dire che ancora un pò ci credi a trovare qualche aspetto positivo in questo gioco che probabilmente nonostante tutto ancora vorresti provare a giudicare di persona acquistandolo ora che è ad un prezzo allettante (€8.99 che diventano €7.49 nel caso possediate già un altro titolo pubblicato da Curve Digital, offerta valida fino al 19 febbraio). In effetti con le critiche ho finito e tutto ciò che segue potrebbe aiutarvi 😉

Lone survivor è frutto della mente di un’unica persona: Jasper Byrne. Un’avventura al confine fra sopravvivenza e sanità mentale. Un protagonista celato dietro ad una maschera, in una città sconfitta dalla malattia, costretto a fuggire ad ogni costo sfiancato da fame e fatica ed incerto su quanto ci possa di essere di vero in ciò che si vede. La follia trasuda da ogni singolo pixel ed i pochi momenti “sani” sembrano solo i postumi di un potente viaggio allucinogeno. La storia, incomincia all’interno di un appartamento, unico luogo apparentemente sicuro dall’orrore, di un anonimo residence. Il protagonista, “You”, non ha la minima idea di cosa sia successo e del perché si trova in quel luogo sconosciuto e decide di uscire allo scoperto per scoprire la gravità della situazione.

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La fragile condizione psico-fisica del personaggio sarà continuamente messa alla prova dall’oscurità… e da ciò che essa cela. Ambienti putridi, oppressivi e colmi di creature informi si alternano ad incontri inaspettati, angoscianti ed il più delle volte psichedelici che contribuiscono solo ad aumentare il senso di spaesamento. I problemi però non si fermano qui. Nonostante l’obiettivo principale sia quello di tentare di sopravvivere all’orrore cercando una insperata via di fuga, il protagonista vi farà sapere, attraverso laconici monologhi, che sta morendo di fame o sonno, nonché se le pillole assunte stanno producendo qualche particolare effetto (occhio a non abusarne quindi) o se la batteria della fondamentale torcia sta per abbandonarlo. Importante dunque sarà riposare o procacciarsi gli strumenti per cucinare e consumare un pasto sostanzioso prima di avanzare nell’avventura, senza dimenticare gli oggetti che serviranno alla difesa personale; dalla classica pistola (da usare con grande parsimonia, finalmente in piena filosofia “survival”) alla carne avariata, necessaria per distrarre gli zombie mentre vi nascondete per poi superarli senza colpo ferire.

La mappa di gioco all’inizio è difficile da digerire poichè parecchio complessa ed è facile perdersi ma dopo qualche morte prematura ci farete l’abitudine ed interpretare la cartina non sarà un problema. Fortunatamente, per facilitare il ritorno al rifugio (per salvare la partita) sono presenti, in punti chiave, diversi specchi che fungono da teletrasporto.

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Lone Survivor: The Director’s Cut offre un esperienza nella quale spetta a te decidere come sopravvivere: raggira tutti senza sparare un colpo o fatti strada un cadavere alla volta, mangia e dormi o scegli un’altra strada, cerca i sopravvissuti o scappa da solo, resta sano di mente o sprofonda nell’oblio della follia. Le tue scelte avranno, dunque, ripercussioni sulla difficoltà e sull’esito dell’avventura. Lone Survivor ha infatti diversi finali (due dei quali inseriti ex novo proprio per questa versione), che aumentano la rigiocabilità dettata dalla curiosità di cambiare le proprie decisioni. La durata della prima run si aggira in torno alle dieci ore, destinate a diminuire una volta presa dimestichezza con i controlli, con la mappa, e con la disposizione degli oggetti necessari a proseguire verso la fine del labirinto. Il gioco in se coglie al meglio la vera essenza dei survival horror di un tempo ma riuscirà a soddisfare al 100% solo gli amanti incalliti del genere che riusciranno a cogliere le varie sfaccettature del gameplay e che non interpreteranno i limiti tecnici imposti volontariamente dalla sviluppatore come un qualcosa che mina l’esperienza di gioco. Se siete indecisi ma sapete che prima o poi ci giocherete prendetelo ora che è in sconto, in caso contrario l’eShop è stracolmo di titoli che sapranno soddisfare il vostro desiderio di emozioni!

Approfittando degli attuali sconti applicati da Curve Digital su tutti i suoi prodotti pubblicati nell’eShop di WiiU ho deciso di recuperare “Lone Survivor: the director’s cut”, l’ultimo che mi mancava in quanto - da giocatore - ritenevo che 12€ fossero una cifra troppo elevata in funzione dei video e delle informazioni trovate in rete. Parere più che personale direte voi, ed avete ragione; ma oggi sono qui per parlarvi come giocatore e non come recensore quindi i tecnicismi li lasciamo fuori dall’articolo per questa volta  😉 Quando leggo Curve Digital nel nome del publisher di un titolo uscito o in…
VOTO FINALE - 7.5

7.5

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