[Recensione] Mainlining

La sicurezza informatica può essere un tema spaventoso per molte persone. Con resoconti giornalieri di hacking e furto di informazioni personali, l’argomento è diventato un problema a cui tutti devono prestare attenzione. Mainlining prende questo argomento e lo inserisce in un piacevole simulatore di “hacking” attraverso un nuovo gioco in stile punta e clicca. Sviluppato da Rebelephant e pubblicato su Nintendo Switch dai sempre presenti ragazzi di Merge Games, Mainlining ci terrà incollati allo schermo della nostra console (o del nostro televisore) grazie ad una serie di idee interessanti, trovate nostalgiche, e tanto tanto divertimento. Prima di procedere oltre è bene che vi dia due informazioni importantissime sul gioco, fondamentali per noi italiani che decideremo di acquistare il gioco su Nintendo Switch.

Mainlining non è propriamente un nuovo titolo, la sua prima apparizione infatti risale a circa 2 anni fa quando il gioco è stato pubblicato su Steam. Rispetto a tale piattaforma troviamo, fortunatamente aggiungerei, un apprezzatissimo supporto al touch screen della console ibrida made in Kyoto; ed è per questo motivo che vi avviso fin da ora che la migliore esperienza di gioco la avremo proprio in modalità portatile. La seconda informazione , invece, è meno positiva per noi italiani in quanto Mainlining non supporterà la nostra amata lingua ma solamente l’inglese lo spagnolo il tedesco ed il francese. Un vero peccato, devo ammetterlo, ma che fortunatamente non va a compromettere troppo l’esperienza di gioco in quanto l’inglese utilizzato non è troppo complesso e con una conoscenza media della lingua tutto scorrerà abbastanza liscio!

Mainlining ti mette nei panni – per non parlare del computer – di un agente dell’MI7 appena reclutato, incaricato di gestire una serie di file di casi che coprono qualsiasi cosa, dalla frode dell’identità all’hacking fino alla distribuzione di beni illegali. La struttura di base di Mainlining consiste nell’analizzare sia le informazioni che la documentazione, sia sul fittizio world wide web che sui dati acquisiti tramite l’hacking in file personali, al fine di elaborare l’identità del sospetto o sospetti coinvolti nel caso specifico. Ciò avviene tramite una serie di programmi e strumenti software in continua espansione forniti all’inizio di ogni caso.

Una volta individuate le prove e acquisite in tal modo, i giocatori devono selezionare da un ampio elenco di individui per arrestarli successivamente, fornendo le prove che proverebbero così la loro colpevolezza. Riuscire e passare al caso successivo e anche avanzare la storia di ciò che diventa rapidamente un racconto sempre più coinvolgente sulla discussione tra sicurezza e privacy. Qualora non si riesca a catturare il colpevole giusto, o meglio se dovessimo arrestare l’individuo sbagliato ci verrà concesso di riprovare liberamente senza conseguenze. Mentre l’atto di smistare le informazioni e restringere le possibili piste diventa sempre più difficile – con una componente puzzle che si allarga in più mezzi visivi accanto al convenzionale data mining basato sul testo – la mancanza di qualsiasi conseguenza per il fallimento è una meccanica che sinceramente abbatte in parte quel senso di attenzione che altrimenti sarebbe stato indispensabile per non dover ripetere tutto da capo.

Il gioco di base diventerà familiare in quanto richiede molti spunti dall’uso quotidiano del computer. Hai una chat in attesa a sinistra con un altro agente MI7 che ti chiederà di controllare i nuovi file del caso o il software non appena saranno disponibili. Una volta esaminato il file del caso, puoi raccogliere informazioni di base, un sito web, un nome utente o un crimine per iniziare a scovare il colpevole. Man mano che i casi procedono, la dimestichezza con tutti gli strumenti a nostra disposizione si farà sempre più naturale. Più informazioni raccoglieremo e più indicazioni ci punteranno dritte su un particolare sospetto, aumentando notevolmente le probabilità di arrestare la persona giusta. L’obiettivo generale rimane semplice, ma il percorso che prendi per raggiungere questo obiettivo è dove il gioco brilla, chiedendoti di capire quali prove sono abbastanza credibili e quanto sono tangibili le informazioni che hai.

Il bello di Mainlining sta proprio nella credibilità che il gioco stesso assume quando tutti gli elementi richiamati in causa si ispirano in maniera mai troppo velata a quelli che tutti noi abbiamo utilizzato almeno una volta nella vita reale. A partire dal sistema operativo Rainbow MI7 che ci porta dritti nel nostro passato quando il magico Windows XP era il miglior sistema operativo in circolazione (e probabilmente lo sarebbe anche ai giorni nostri NdR). Anche moltissimi dei programmi che utilizzeremo offriranno un buon senso di dejavù, e vi assicuro che apprezzerete moltissime delle scelte che gli sviluppatori hanno fatto per rendere la loro creatura quanto più credibile possibile.

Personalmente vi consiglio di giocare a piccole dosi, in quanto a lungo andare il senso di ripetitività potrebbe scoraggiare parte dei giocatori, soprattutto quelli che non sono abituati a giocare titoli non localizzati nella propria lingua. Credo che in questo modo riusciate non solo a metabolizzare meglio le meccaniche di gioco ma anche ad apprezzare, e cogliere, tutti gli spunti di riflessione dei quali il gioco è zeppo.

Sebbene non sia il primo del suo genere e la sua trama abbia dei momenti un pò sottotono rispetto al contesto generale, Mainlining è un ottimo titolo in stile punta e clicca, arricchito da trovate intelligenti e da enigmi perfettamente contestualizzati con ciò che il titolo vuole offrire: un’esperienza capace di immergerci in una cultura a noi sconosciuta attraverso una serie di tool e programmi che invece tutti noi abbiamo utilizzato almeno una volta nella nostra vita. Quello che deve essere importante sapere sul gioco è che le tematiche trattate, nonostante spesso con ironia, sono piuttosto profonde e cercano di farci riflettere su quelli che sono i ruoli dei poteri forti sulle nostre vite. Io personalmente ho apprezzato molto questa avventura firmata Rebelephant e penso che questa sia adatta praticamente a tutti i tipi di giocatori. Non serve che vi intendiate di informatica per padroneggiare il sistema di gioco, basta solamente farsi coinvolgere dalla narrazione e rimboccarsi le maniche; vi assicuro che ne varrà la pena. Se volete acquistare il gioco, lo trovate già sul Nintendo Switch eShop all’onestissimo prezzo di 14,99 euro.

La sicurezza informatica può essere un tema spaventoso per molte persone. Con resoconti giornalieri di hacking e furto di informazioni personali, l'argomento è diventato un problema a cui tutti devono prestare attenzione. Mainlining prende questo argomento e lo inserisce in un piacevole simulatore di "hacking" attraverso un nuovo gioco in stile punta e clicca. Sviluppato da Rebelephant e pubblicato su Nintendo Switch dai sempre presenti ragazzi di Merge Games, Mainlining ci terrà incollati allo schermo della nostra console (o del nostro televisore) grazie ad una serie di idee interessanti, trovate nostalgiche, e tanto tanto divertimento. Prima di procedere oltre è bene…
VOTO FINALE - 7.7

7.7

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