[Recensione] Newt One

Al giorno d’oggi è sempre più difficile trovare un videogioco capace di stimolare l’intuito del giocatore senza dover chiamare in causa meccanismi legati in un modo o nell’altro alla violenza. Spesso è quasi obbligatorio immaginare un videogioco con una qualsiasi forma di nemico che possa giustificare l’introduzione di un livello di sfida, e talvolta di disturbo, per il giocatore. Il bello di Nintendo Switch è che il suo grande successo ha permesso al suo store digitale di arricchirsi di titoli della più disparata natura, e tra questi ve ne sono alcuni che rappresentano l’essenza di un gioco rilassante e completamente privo di violenza. Dopo avervi parlato del bellissimo  “The Lost Light of Sisu” è arrivato oggi il momento di intraprendere un nuovo viaggio con “Newt One”, nuova avventura dello sviluppatore DevNari di Minneapolis che basa proprio la non-violenza come elemento portante dell’avventura. Non a caso Newt One ha vinto moltissimi premi in passato, proprio grazie alla sua natura, ed è per questo che siamo qui oggi a parlarvene in questa nostra nuova recensione.

Newt One è un titolo sicuramente ambizioso, che non può vantare alle spalle una campagna di crowdfunding come quelle che ora vanno molto di moda, e che dunque all’epoca dovette scommettere molto sulla buona riuscita del progetto. Ma come ben sappiamo la passione spesso ripaga dei sacrifici, e già in apertura possiamo garantirvi che Newt One è un titolo piacevole, colorato, e capace di offrire qualche ora di divertimento a coloro che amano esplorare ampi ambienti tridimensionali realizzati in pieno stile collect-a-thon. Non fatevi ingannare, dunque, dal suo stile grafico decisamente minimale – forse arricchito da una palette cromatica un pò troppo abbagliante – perché il gameplay che sta alla base del gioco è tanto semplice quanto appagante.

Una delle cose che più mi ha colpito del titolo firmato DeviNari è proprio il suo nome, che rappresenta un gioco di parole sulla frase New Tone. Questa è in grado di descrivere al meglio sia il comparto estetico del gioco, come anticipato fortemente basato sulle tonalità di colore, sia sul suo comparto sonoro. Newt One non vuole affatto essere un gioco adrenalinico o frenetico, bensì richiede un approccio più rilassante e ponderato, proprio come le vecchie glorie tridimensionali alle quali molti di noi avranno sicuramente giocato da bambini per svuotare la mente.

Il protagonista del gioco è Newt, che si ritrova a dover salvare il suo mondo (la terra di Groovy Hue) dopo che questo è stato colpito dal Grande Sonno, che ha causato lo “spegnimento” (qui rappresentato con la completa mancanza di colore) di tutto ciò che lo costituiva. Newt dovrà dunque percorrere in lungo ed in largo ogni anfratto delle sei diverse terre per risvegliare attraverso il proprio tocco magico tanto gli abitanti quanto la flora e la fauna di ciascuna regione. Con un totale di 30 livelli, Newt One offre un gameplay sufficientemente vario nonostante sia piuttosto standard. Le diverse aree di gioco, come anticipato, non presentano alcun nemico e dunque ci offrono spesso tutto il tempo necessario per muoverci liberamente lungo di esse. Man mano che progrediremo nell’avventura, ovviamente, gli stage si faranno sempre più articolati, introducendo fattori di sfida più nel level design che nella presenza di ostacoli “vivi”.

Se raggiungere la fine dei livelli è un operazione piuttosto semplice, lo stesso non si può dire per il loro completamento. Newt One infatti offre un esperienza in pieno stile collect-a-thon per cui saremo costantemente spinti a dare il meglio di noi nel cercare di ricolorare ogni singolo elemento presente negli stage (alcuni di essi sono obbligatori per proseguire, altri no) e raggiungere così il tanto ambito 100%. Non solo, i livelli contengono una grandissima quantità di sfide, come la raccolta di note musicali, il completamento senza morire, e la ricerca di un simpatico pappagallo nascosto. Sotto questo punto di vista ritengo che solamente chi ambisce al completismo saprà godere al meglio il gioco, mentre tutti gli altri potrebbero non trovare un sufficiente livello di sfida e dunque non apprezzare al meglio il lavoro di DeviNari.

In ogni caso gli stage non sono troppo lineari o privi di sfida. Avremo a che fare con numerose piattaforme mobili, animali da risvegliare per creare passaggi per luoghi altrimenti irraggiungibili, e power up simpatici che riescono a rendere il meno possibile monotono l’avanzamento. Non voglio parlarvi troppo di questo aspetto in quanto ho trovato molte delle idee simpatiche ed interessanti, per cui ritengo che scoprirle da sé faccia parte dell’esperienza di gioco offerta da Newt One. Quello che invece è importante sottolineare è che alcuni elementi di gioco introdotti ad avventura avviata permettono di offrire un elevato livello di rigiocabilità al gioco, elemento che non va mai sottovalutato quando questo riesce ad amplificare la longevità complessiva senza alcun tipo di forzatura.

La grafica di Newt One è tutto fuorché complessa, anche a causa dei fondi limitati ai quali ha potuto fare affidamento lo sviluppatore indipendente, ma la scelta di ricadere in un mondo di gioco coloratissimo e ricco di elementi cartooneschi riesce a mettere una pezza su queste limitazioni e a divertire nonostante le sue limitazioni. Quello che era più importante fare è stato fatto, ossia uniformare tra loro l’ambiente e gli elementi in movimento, creando un risultato ben amalgamato e piacevole alla vista. Le musiche sono anch’esse piacevoli e portano alla mente i vecchi puzzle game del passato, anche se possono essere considerate tutto fuorché indimenticabili. Nel complesso sono comunque funzionali al gameplay e per questo non riteniamo corretto penalizzarle.

Insomma, Newt One è un titolo adatto a tutte le tipologie di giocatori. I più giovani si potranno divertire in questo mondo colorato e spensierato privo di nemici, facendo di conseguenza la gioia dei propri genitori, mentre i più grandi potranno dedicarsi alle sfide di completismo che questo offre. Newt One è stato una piacevole sorpresa, anche se ho dovuto prima dedicare parecchio tempo a metabolizzarne i comandi a volte troppo legnosi, e ritengo che gli amanti dei collect-a-thon debbano fortemente valutarne l’acquisto.

Al giorno d'oggi è sempre più difficile trovare un videogioco capace di stimolare l'intuito del giocatore senza dover chiamare in causa meccanismi legati in un modo o nell'altro alla violenza. Spesso è quasi obbligatorio immaginare un videogioco con una qualsiasi forma di nemico che possa giustificare l'introduzione di un livello di sfida, e talvolta di disturbo, per il giocatore. Il bello di Nintendo Switch è che il suo grande successo ha permesso al suo store digitale di arricchirsi di titoli della più disparata natura, e tra questi ve ne sono alcuni che rappresentano l'essenza di un gioco rilassante e completamente…
VOTO FINALE - 7

7

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