[Recensione] Path of Sin: Greed

Artifex Mundi è un tornado inarrestabile, ormai lo avete capito, e quando si tratta di pubblicare le proprie avventure su Nintendo Switch noi di IndieReviews siamo sempre in prima linea pronti per potervene parlare in una recensione. Ormai tutto il nostro staff fa a gara su chi deve occuparsi dell’articolo sull’ennesimo punta e clicca in stile Hidden Object, e quest’oggi l’onore spetta a me. Alla fine c’è davvero qualcosa di magico nel modo in cui lavora il piccolo team indie dietro a tutti questi giochi, se ci pensate si sta praticamente abusando dello stesso concept più e più volte, cambiando ad ogni iterazione l’ambientazione di fondo e limando piano piano quelle che sono le meccaniche peculiari dell’esperienza. E lo ribadisco ora più che mai, seppure con qualche alto e basso ad oggi nessun titolo Artifex Mundi ha mai tradito le nostre aspettative. Vediamo dunque se lo stesso vale anche per Path of Sin: Greed, approdato recentemente sul Nintendo Switch eShop.

Un ispettore alle prime armi e il suo collega esperto arrivano sul luogo dell’incidente: un’appartata isola di lusso nel mezzo dell’oceano posseduta da un giovane miliardario, il quale auspica la rapida e discreta conclusione dell’indagine. Apparentemente il caso leva una sola domanda: la guardia di sicurezza si è suicidata con un tuffo dalla scogliera, o è stata una caduta accidentale? La famiglia Bradford, che abita l’isola, si mostra cordiale e perfino scossa per la morte del loro dipendente. Ma basta poco per capire che covano rancori malcelati e moventi plausibili. Più le indagini svelano i segreti dell’isola e le contorte relazioni familiari, più la questione diventa complessa e poco scontata. Un caso all’apparenza ordinario, svela il potere dell’avidità, un male capace di portare a sordide macchinazioni e terribili omicidi. Ci sarà almeno un innocente? Riuscirai a prevedere le mosse dell’assassino?

Sorvolando sulla struttura della trama, che come detto non offre nulla di memorabile ma un puro accompagnamento al proseguimento del gioco, il gameplay di Path of Sin: Greed rimane canonico. Come ormai siamo abituati non esiste alcun supporto al touch screen, ma è una feature della quale non sentirete la mancanza, e gli enigmi scorrono lisci senza troppe complicazioni. Attraverso la comoda mappa ci muoveremo lungo una gran serie di ambientazioni (a seconda del livello di difficoltà impostato potranno esserci dei suggerimenti o meno sulle nostre destinazioni) e in ciascuna schermata si dovrà interagire con una gran quantità di oggetti, enigmi, NPG e zone di accesso alle piacevoli sezioni hidden object.

Le scene con oggetti nascosti arrivano a un ritmo veloce, il che non è poi così male perché sono piuttosto divertenti da risolvere. La maggior parte di essi si attengono al formato di elenco di testo standard con uno o due elementi interattivi contrassegnati in un colore più scuro. Anche i minigiochi sono qui molto più ispirati che in passato, riuscendo a volte addirittura a distrarci dal fulcro del gioco. Ci sono ovviamente molti altri tipi di puzzle. Anche in questo caso il tema del gioco sarà una costante dell’avventura e dunque plasmerà di conseguenza enigmi e dialoghi (come avveniva nei precedenti capitoli). Al di fuori di questo, ci sono puzzle standard di tutti i tipi, e come da tradizione una gran quantità di oggetti da raccogliere per approcciarsi in seguito ai numerosissimi puzzle ambientali (e non). Se sei qui solo per i puzzle, difficilmente rimarrai deluso. C’è un sistema di suggerimento in atto, ma, vorrei consigliarti di non usarlo per mantenere intatta l’esperienza che avevano in. mente gli sviluppatori in fase di progettazione del gioco.

Ovviamente è presente anche il classico sistema di inventario, indispensabile per raccogliere merci e oggetti utili durante i tuoi viaggi. Questi oggetti tendono a inserirsi in un puzzle di qualche tipo, di solito lontano dal luogo in cui li hai scoperti. Onestamente, è relativamente semplice. Anche qui vi sono meccaniche particolari che non è presente trovare in tutti i giochi Artifex Mundi e che bene si integrano con l’ambientazione del gioco. Per esempio, due gadget fondamentali sono qui introdotti per giustificare le abilità caratteristiche della protagonista. Il primo è una telecamera con la quale fotografare i vari indizi sulla scena del crimine, il secondo un taccuino sul quale annotare tutto ciò che sarà poi fondamentale per srotolare la matassa degli eventi. Insomma, anche in questo caso è estremamente apprezzabile lo sforzo degli sviluppatori di variare ogni volta la loro formula ormai rodata.

Gli enigmi sono piacevoli, come già detto, e non mi è mai capitato di volerli saltare mediante la possibilità che da sempre ci viene offerta, anche il backtraching è praticamente nullo complice la mappa ben realizzata e facilmente consultabile. Le aree da esplorare sono molte, e gli enigmi sono ben distribuiti per rendere il più possibile evidente il tema del “viaggio”; questa è forse una delle cose che ho maggiormente apprezzato dal gioco.

Sul versante tecnico non c’è praticamente nulla da segnalare. Su Nintendo Switch il tutto scorre al meglio, con ambientazioni disegnate in maniera piacevole ed accompagnate da ottimi sottofondi musicali. Si vede che Artifex Mundi ha cercato di migliorare il comparto estetico gioco dopo gioco, e posso senza alcun dubbio affermare che – nonostante qualche animazione un pò fuori luogo – il gioco è assolutamente sbalorditivo in tutte le sue bellissime ambientazioni, molte delle quali sono semplicemente mozzafiato (e molto più cupe del solito vista l’ambientazione della storia), il design audio del gioco trascina la magia anche attraverso un’ottima recitazione (ovviamente solo in inglese). Nonostante come detto il titolo non supporti affatto il touch screen della console mi viene da consigliarvi ugualmente di giocare in modalità portatile in quanto credo che sia proprio questo il modo migliore per godersi al meglio l’avventura.

Al netto di qualche difetto, Path of Sin: Greed è un gioco che consiglio agli amanti del genere, specialmente se sei un fan di questi abili sviluppatori. L’intera avventura fa un lavoro stellare per sfidare i suoi giocatori attraverso puzzle intelligenti, e assicura che la ripetizione sia tenuta a bada attraverso la sua impressionante varietà di contenuti. La campagna del gioco impiega circa quattro ore per essere completata, con un’ora o due in più che viene aggiunta quando si tiene conto del capitolo bonus e quello dell’enorme numero di oggetti da collezionare che si possono raccogliere lungo il percorso. Path of Sin: Greed è un ottimo gioco, con un buon equilibrio tra complessità e accessibilità, caratteristica fondamentale e comune a tutte le opere di Artifex Mundi. La curva di difficoltà, inoltre, è solida e non porta mai a frustrazione. Insomma, anche questa volta ve ne consiglio caldamente l’acquisto!

Artifex Mundi è un tornado inarrestabile, ormai lo avete capito, e quando si tratta di pubblicare le proprie avventure su Nintendo Switch noi di IndieReviews siamo sempre in prima linea pronti per potervene parlare in una recensione. Ormai tutto il nostro staff fa a gara su chi deve occuparsi dell'articolo sull'ennesimo punta e clicca in stile Hidden Object, e quest'oggi l'onore spetta a me. Alla fine c'è davvero qualcosa di magico nel modo in cui lavora il piccolo team indie dietro a tutti questi giochi, se ci pensate si sta praticamente abusando dello stesso concept più e più volte, cambiando…
VOTO FINALE - 7

7

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