[Recensione] Queen’s Quest 3: The End of Dawn

Dopo avervi raccontato della versione Nintendo Switch di Queen’s Quest 2, credo sia arrivato finalmente il momento di tuffarsi a capofitto anche nel suo seguito, giunto qualche settimana fa nell’eShop dell’ibrida Nintendo. Come venne già specificato nella nostra precedente recensione, sarebbe preferibile aver giocato al precedente capitolo per riuscire ad ambientarsi meglio in questa avventura. Questa volta il prequel è presente sulla medesima piattaforma (cosa che non era purtroppo avvenuta in occasione del secondo capitolo da noi già recensito) per cui vi invitiamo caldamente, qual’ora riuscissimo a convincervi nell’acquisto di recuperare entrambi i capitoli e giocarli in successione; possibilmente uno subito dopo l’altro. Ma non perdiamo troppo tempo, e scopriamo assieme se l’ennesimo titolo di Hidden Object firmato Artifex Mundi è riuscito a fare centro n el nostro cuore da videogiocatori accaniti.

Inizio con una doverosa premessa: ho giocato davvero a tantissimi titoli di Artifex Mundi (praticamente tutti quelli presenti nell’eShop più qualche titolo sul mio dispositivo Android) e personalmente stimo moltissimo questo studio si sviluppo. Con questo non voglio però affatto condizionare il mio giudizio, bensì rafforzarlo con quella che speso essere una competenza che ho potuto maturare nel corso di quest’ultimo anno. Ovviamente, alcuni di questi giochi erano grandiosi mentre altri un pò sottotono, ma nel complesso posso garantirvi che la qualità media è ben sopra gli standard e che personalmente ritengo questo team di sviluppo il punto di riferimento per quanto riguarda il genere punta e clicca in tema hidden objects.

In Queen’s Quest 3: The End of Dawn i giocatori assumono il ruolo dell’alchimista Eliana, una ragazza che sta per finire la sua formazione alla Zora Academy of Alchemy. Per completare il suo addestramento, Eliana viene inviata in una pericolosa missione per catturare un potente e antico artefatto. Anche se il tutto risulterà molto prevedibile, molto presto un grande pericolo si abbatterà sulla protagonista, offrendole (si fa per dire) una nuova avventura ricca di colpi di scena. Come al solito, la narrazione viene accompagnata da piacevoli cutscene, che a volte risultano monotone mentre altre riescono a dare un gran senso di coinvolgimento al giocatore. Nel complesso, comunque, siamo in linea con quanto offerto dai precedenti capitoli di questa serie.

Sorvolando sulla struttura della trama, che come detto non offre nulla di memorabile ma un puro accompagnamento al proseguimento del gioco, il gameplay di Queen’s Quest 3: The End of Dawn rimane canonico. Come ormai siamo abituati non esiste alcun supporto al touch screen, ma è una feature della quale non sentirete la mancanza, e gli enigmi scorrono lisci senza troppe complicazioni. Attraverso la comoda mappa ci muoveremo lungo una gran serie di ambientazioni (a seconda del livello di difficoltà impostato potranno esserci dei suggerimenti o meno sulle nostre destinazioni) e in ciascuna schermata si dovrà interagire con una gran quantità di oggetti, enigmi, NPG e zone di accesso alle piacevoli sezioni hidden object. Rispetto al precedente episodio questo mi è risultato leggermente più vasto (infatti a volte mi sono perso), ma pur sempre facilmente esplorabile con un pò di attenzione su quelli che sono i nostri obiettivi principali.

Le scene con oggetti nascosti arrivano a un ritmo veloce, il che non è poi così male perché sono piuttosto divertenti da risolvere. La maggior parte di essi si attengono al formato di elenco di testo standard con uno o due elementi interattivi contrassegnati in un colore più scuro. Anche i minigiochi sono qui molto più ispirati che in passato, riuscendo a volte addirittura a distrarci dal fulcro del gioco. Ci sono ovviamente molti altri tipi di puzzle. Dato il tema dell’alchimia del gioco l’uso di pozioni e altri simili saranno una costante dell’avventura (come avveniva nei precedenti capitoli). Al di fuori di questo, ci sono puzzle che ti vedono abbinare coppie, puzzle che ti vedono usando rune, puzzle che ti vedono manipolare oggetti per formare un allineamento corretto e molte altre aggiunte. Se sei qui solo per i puzzle, difficilmente rimarrai deluso. C’è un sistema di suggerimento in atto, ma, vorrei consigliarti di non usarlo per mantenere intatta l’esperienza che avevano in. mente gli sviluppatori in fase di progettazione del gioco.

Ovviamente è presente anche il classico sistema di inventario, indispensabile per raccogliere merci e oggetti utili durante i tuoi viaggi. Questi oggetti tendono a inserirsi in un puzzle di qualche tipo, di solito lontano dal luogo in cui li hai scoperti. Onestamente, è relativamente semplice. Anche qui vi sono meccaniche particolari che non è presente trovare in tutti i giochi Artifex Mundi e che bene si integrano con l’ambientazione del gioco. Per esempio, qui è presente una fatina che tornerà spesso utile per raggiungere oggetti troppo lontani dalla nostra portata, e anche un amuleto magico con il quale sconfiggere alcuni particolari nemici che ogni tanto si metteranno in mezzo al nostro percorso. Quest’ultimo inserisce forse forzatamente un minigioco (basato sulle combinazioni di colori) che alla lunga può risultare ripetitivo, ma rimane comunque apprezzabile lo sforzo degli sviluppatori di variare ogni volta la loro formula ormai rodata.

Gli enigmi sono piacevoli, come già detto, e non mi è mai capitato di volerli saltare mediante la possibilità che da sempre ci viene offerta, anche il backtraching è praticamente nullo complice la mappa ben realizzata e facilmente consultabile. Le aree da esplorare sono molte, e gli enigmi sono ben distribuiti per rendere il più possibile evidente il tema del “viaggio”; questa è forse una delle cose che ho maggiormente apprezzato dal gioco.

Sul versante tecnico non c’è praticamente nulla da segnalare. Su Nintendo Switch il tutto scorre al meglio, con ambientazioni disegnate in maniera piacevole ed accompagnate da ottimi sottofondi musicali. Si vede che Artifex Mundi ha cercato di migliorare il comparto estetico capitolo dopo capitolo, ed ora che ci troviamo ad analizzare la terza iterazione della serie posso senza alcun dubbio affermare che – nonostante qualche animazione un pò fuori luogo – il gioco è assolutamente sbalorditivo in tutte le sue bellissime ambientazioni, molte delle quali sono semplicemente mozzafiato, il design audio del gioco trascina la magia anche attraverso un’ottima recitazione (ovviamente solo in inglese). Nonostante come detto il titolo non supporti affatto il touch screen della console mi viene da consigliarvi ugualmente di giocare in modalità portatile in quanto credo che sia proprio questo il modo migliore per godersi al meglio l’avventura.

Al netto di qualche difetto, Queen’s Quest III: The End of Dawn è un gioco che consiglio agli amanti del genere, specialmente se sei un fan di questi abili sviluppatori. L’intera avventura fa un lavoro stellare per sfidare i suoi giocatori attraverso puzzle intelligenti, e assicura che la ripetizione sia tenuta a bada attraverso la sua impressionante varietà di contenuti. La campagna del gioco impiega circa cinque ore per essere completata, con un’ora o due in più che viene aggiunta quando si tiene conto del capitolo bonus e quello dell’enorme numero di oggetti da collezionare che si possono raccogliere lungo il percorso. Queen’s Quest 3: The End of Dawn è un. ottimo gioco, con un buon equilibrio tra complessità e accessibilità, caratteristica fondamentale e comune a tutte le opere di Artifex Mundi. La curva di difficoltà, inoltre, è solida e non porta mai a frustrazione. Insomma, anche questa volta ve ne consiglio caldamente l’acquisto!

Dopo avervi raccontato della versione Nintendo Switch di Queen’s Quest 2, credo sia arrivato finalmente il momento di tuffarsi a capofitto anche nel suo seguito, giunto qualche settimana fa nell'eShop dell'ibrida Nintendo. Come venne già specificato nella nostra precedente recensione, sarebbe preferibile aver giocato al precedente capitolo per riuscire ad ambientarsi meglio in questa avventura. Questa volta il prequel è presente sulla medesima piattaforma (cosa che non era purtroppo avvenuta in occasione del secondo capitolo da noi già recensito) per cui vi invitiamo caldamente, qual'ora riuscissimo a convincervi nell'acquisto di recuperare entrambi i capitoli e giocarli in successione; possibilmente uno subito…
VOTO FINALE - 7.4

7.4

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