[Recensione] Remothered: Tormented Fathers

Adoro gli horror, sono letteralmente cresciuto guardando film di questo genere in gran quantità, oltre all’ovvia mia passione per i videogiochi a tema. Quello che più apprezzo di questo genere è che al contrario di quanto si possa pensare questo è estremamente versatile ed offre un enorme numero di approcci diversi al gameplay, alcuni focalizzati sull’esplorazione, altri sull’orrore più vicino possibile al termine stesso, altri sulla pura sopravvivenza e così via. Negli ultimi anni ha spopolato, complice l’arrivo di una serie importante come quella di Outlast, un approccio più legato alla furtività che allo scontro diretto con i nemici, con il quale gli sviluppatori si sono sempre più sbizzarriti nel creare situazioni al cardiopalma nelle quali immergere il povero giocatore. Remothered: Tormented Fathers, opera italianissima dello studio di sviluppo Stormind Games diretta da Cgris Darril, rientra esattamente in questa categoria.

A dirla tutta il gioco in oggetto non è propriamente un nuovo capitolo, se ci seguite assiduamente saprete benissimo che fa parte di una trilogia e che il secondo episodio è già in lavorazione, ma un progetto che vede la sua prima apparizione lo scorso anno su PC, PlayStation 4 e Xbox One, piattaforme sulle quali il successo è stato indiscusso complice di un comparto estetico talmente ben realizzato da garantire un’immersione incredibile per le vicende narrate con grande maestria dal team di sviluppo. La situazione non è stata la stessa quanto Remothered: Tormented Fathers si è apprestato ad arrivare anche su Nintendo Switch. Senza considerare i numerosi ritardi sul rilascio del gioco in suolo Europeo e Americano (il Giappone ha fatto da apripista visto che lo studio che si è occupato di tale porting, DICO Co. Ltd., è proprio di quella “regione”), è innegabile il fatto che quest’ultima versione si è presentata sull’eShop carica di numerosi problemi. Fondamentalmente è questo il motivo per cui state leggendo questa recensione solamente un mese dopo dell’uscita del gioco, esattamente una settimana dopo l’uscita di una tanta attesa patch, poiché abbiamo ritenuto doveroso nei vostri confronti (e in quelli degli sviluppatori) cercare di raccontarvi dell’esperienza “definitiva” piuttosto che di quella ancora acerba del day one. Ma procediamo con ordine…

Per quanto riguarda la narrazione, questa ricopre un ruolo assolutamente centrale del gioco, e anche su Nintendo Switch può essere seguita senza alcuna difficoltà sia su grande schermo che in modalità portatile. Le vicende ci vedranno seguire la storia del Dottor Felton, costretto a vivere recluso nella sua grande dimora a causa di una gravissima malattia. Un giorno la sua giovane figlia Celeste scompare senza lasciare alcuna traccia o indizio di dove possa essere finita e la nostra protagonista, Rosemary, inizierà un lungo viaggio investigativo che la porteranno a fare chiarezza sui misteri che avvolgono il Dottor Felton e tutta la sua famiglia. La storia procede piuttosto solitaria, ma ci porterà alla conoscenza anche di un’altra persona, Gloria, che svolge il ruolo di infermiera del signor Felton. Questo a seguito dell’insistenza di Rosemary decide di cacciarla da casa sua, obbligandola a rientrare senza essere scoperta per portare a termine il suo obiettivo investigativo. Inutile dirvi che il rientro, e soprattutto, la vostra sopravvivenza sarà un operazione piuttosto difficile da compiere.

Se sul punto di vista narrativo il tutto funziona alla grande, esattamente come in passato, sul punto di vista tecnico ci sarebbero alcune osservazioni da fare, ma bisogna che nel frattempo teniamo bene a mente su che tipo di console stiamo eseguendo il codice del gioco. Se da un lato è vero che l’esperienza è dovuta scendere a grossi compromessi, dall’altro ci sentiamo di premiare il lavoro svolto dal team di sviluppo che ha insistito fino a riuscire ad offrire un’esperienza assolutamente dignitosa a questo squisito prodotto made in Italy.

Sul punto di vista del gameplay non troviamo alcuna variazione rispetto a quanto visto in passato, dovremo muoverci nell’ombra senza farci notare da nessuna delle creature che cercheranno inevitabilmente di accompagnarci diretti verso il game over, con una telecamera che fortunatamente segue bene l’azione e nonostante i movimenti a volte legnosi della protagonista è sempre facile seguire l’azione sia durante le sezioni di fuga sia durante quelle in cui cercheremo in tutti i modi di rimanere nascosti da occhi indiscreti.

Remothered: Tormented Fathers è senza alcun dubbio un titolo ambizioso, e lo si nota dalle numerose idee messe in campo e dall’ottima narrazione che si mescola ad atmosfere horror assolutamente convincenti. Le magagne della versione del day one erano sicuramente legate a problematiche di natura tecnica, poiché altrove nulla ci era sembrato aver subito dei ridimensionamenti a causa del passaggio al nuovo hardware. Tra i difetti più evidenti trovavamo un frame-rate singhiozzante, unito a texture a bassissima risoluzione che non rendevano assolutamente giustizia all’eccezionale comparto estetico godibile altrove, e infine una gestione dell’illuminazione e degli effetti pop-up per nulla convincente.

Sarete sicuramente felici, così come lo siamo stati noi, di scoprire che la patch è riuscita nell’ardua impresa di migliorare l’esperienza complessiva andando a limare tutte e tre queste grandissime criticità del porting. Ovviamente non aspettatevi il miracolo, nel complesso rimane pur sempre una versione piena di compromessi, ma possiamo garantirvi che se possedete solamente Nintendo Switch non sarà per nulla impossibile apprezzare questo titolo immancabile nelle collezioni degli amanti dell’horror. Entrando nello specifico, scaricata la patch abbiamo con nostra enorme gioia notato che si è svolto un enorme lavoro per rendere l’esperienza quanto più stabile possibile, con il frame rate che purtroppo continua ad essere vittima solamente delle situazioni più concitate. Il sistema di illuminazione, invece, ha fatto passi da gigante risultando ora decisamente più convincente e permettendo non solo di migliorare la lettura della scena ma anche di aumentare sensibilmente il coinvolgimento del giocatore, che ora riesce meglio a comprendere quelli che possono essere i nascondigli ideali per non morire prematuramente.

Le migliorie non finiscono qui. Un gran lavoro è stato svolto anche sul fronte delle ombreggiature e della gestione generale dell’aliasing, che ora appare meno evidente e dunque mina decisamente meno il comparto estetico della produzione. Inoltre qualche ritocco è stato dato anche alle scritte di gioco, precedentemente troppo piccole, le cui dimensioni sono ora sufficienti per far apprezzare tutti i dialoghi (ottimamente tradotti) anche su grande schermo. Vedono infine la loro scomparsa, anche se parziale, alcuni bug minori e gli eccessivi tempi di caricamento che ora risultano più rapidi.

Se dovessimo comunque rimanere critici ed imparziali nei confronti dell’opera firmata Stormind Games e Darril Arts, è giusto evidenziare come le caratteristiche peculiari di Nintendo Switch non siano in alcun modo state sfruttate. Se per quanto riguarda il touch screen possiamo assolutamente chiudere un occhio (di fatto la sua mancanza non si farà mai sentire, anzi), lo stesso non possiamo dire per l’HD rumbe che a nostro parere si sarebbe sposato alla perfezione con questo tipo di gioco. In ogni caso la portabilità è un valore aggiunto non da poco, specie se abbinato ad un buon paio di cuffie con le quali immergersi completamente nell’avventura.

In definitiva non possiamo fare altro se non premiare il costante impegno degli sviluppatori per quanto riguarda la versione Switch di Remothered: Tormented Fathers, che ora appare notevolmente migliorata e degna di essere acquistata da coloro che si erano scoraggiati quando il mese scorso sono cominciate a fioccare recensioni tutt’altro che positive a riguardo. E’ vero, alcuni compromessi permangono, ma fortunatamente non minano più l’esperienza complessiva come invece avveniva al lancio. Noi siamo contenti di aver potuto giocare a Remothered: Tormented Fathers su Nintendo Switch e non vediamo l’ora di fare altrettanto con Remothered: Broken Porcelain, nella speranza che la collaborazione col publisher Modus Games e lo sviluppo contemporaneo a quello delle altre piattaforme ci donino un prodotto perfettamente realizzato fin dal suo esordio!

Adoro gli horror, sono letteralmente cresciuto guardando film di questo genere in gran quantità, oltre all'ovvia mia passione per i videogiochi a tema. Quello che più apprezzo di questo genere è che al contrario di quanto si possa pensare questo è estremamente versatile ed offre un enorme numero di approcci diversi al gameplay, alcuni focalizzati sull'esplorazione, altri sull'orrore più vicino possibile al termine stesso, altri sulla pura sopravvivenza e così via. Negli ultimi anni ha spopolato, complice l'arrivo di una serie importante come quella di Outlast, un approccio più legato alla furtività che allo scontro diretto con i nemici, con…
Rosemary Reed, un'affascinante donna di 35 anni, raggiunge la casa di un notaio in pensione, il dottor Felton, affetto da una misteriosa malattia. La donna viene accolta da Gloria, l'infermiera che si occupa dell’uomo. Quando Rosemary rivela le sue vere intenzioni, ecco che il terrore ha inizio.

Remothered: Tormented Fathers

VOTO FINALE - 7.5

7.5

Rosemary Reed, un'affascinante donna di 35 anni, raggiunge la casa di un notaio in pensione, il dottor Felton, affetto da una misteriosa malattia. La donna viene accolta da Gloria, l'infermiera che si occupa dell’uomo. Quando Rosemary rivela le sue vere intenzioni, ecco che il terrore ha inizio.

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