[Recensione] River City Girls

Il gioco del quale vi parleremo oggi appartiene ad un genere, quello dei picchiaduro a scorrimento orizzontale, che si potrebbe definire intramontabile. Su queste pagine ve ne abbiamo parlato spesso, e praticamente tutte le volte siamo finiti a citare pilastri del genere come il mitico Streets of Rage. In molti hanno provato a scopiazzare la formula di tale capolavoro d’altri tempi, alcuni riuscendoci altri un pò meno, ed oggi siamo qui ad analizzare l’ennesimo tentativo di riportare in auge il genere. Signori, i ragazzi di WayForward e di Arc System Works sono i protagonisti di questa recensione, ed il gioco in esame sarà il loro recente River City Girls.

Il gioco altro non è se non uno spinoff della storica saga nata nei tempi del NES, e non ci sorprende il fatto che l’ambientazione per dare vita alle vicende sia proprio la città di River City. Le protagoniste saranno Kyoko e Misako, due giovani studentesse che durante una normalissima lezione (sono pur sempre due liceali molto devote allo studio) scoprono che i loro fidanzati sono stati rapiti. Quale pretesto migliore, dunque, se non entrare nel vivo dell’azione per andare a salvarli?

River City a quanto pare è una città molto strana, e non c’è da stupirsi se qualsiasi pretesto è valido per scatenare una rissa. Dopotutto come dicevamo siamo alle prese con un picchiaduro, e come da tradizione sia per il genere che per la saga ogni momento del gioco lo impegneremo ad alzare le mani. Dovremo dunque sfruttare ogni elemento dello scenario per massacrare ogni cattivone di turno.

Inizialmente le mosse disponibili è decisamente limitato; avremo a nostra disposizione una serie di attacchi standard, un attacco potente, potremo afferrare i nemici quando questi sono storditi (potremo sia attaccarli che scagliarli lontano). Per questo motivo inizialmente potrebbe essere difficile ingranare ed innamorarsi del gioco, ma vi assicuriamo che appena inizieremo ad acquisire nuove mosse il gameplay inizierà a diventare sempre più profondo regalandoci tantissime soddisfazioni.

Un aspetto interessante del gioco è quello che ci permette di reclutare alcuni nemici particolari, qual’ora questi durante un pestaggio decidessero di arrendersi alla nostra superiorità. Una volta arruolato un nemico questo può essere invocato in battaglia come assistente. Il sistema è sicuramente interessante ma espone una piccola leggerezza nella programmazione della IA che governa gli assistenti, che in più di un’occasione si sono rivelati completamente inutili allo scopo.

“Come si sbloccano le mosse?” vi chiederete a questo punto. Molte di queste verranno rese disponibili in maniera automatica man mano che saliremo di livello picchiando nemici a più non posso. Il sistema di progressione di River City Girls è ben progettato e ci permetterà anche di essere sempre più forti man mano che avanzeremo nel gioco. Nonostante questo non tutte le mosse potranno essere ottenute semplicemente lottando in strada. Per alcune di esse dovremo recarci al dojo ed acquistarle con la moneta guadagnata picchiando i cittadini ostili di River City. Ottenere denaro non è troppo difficile per cui l’avanzamento è piacevole e mai frustrante.

Uno dei grandi problemi che ho riscontrato usando questo sistema, però, riguarda proprio le tipologie di acquisto che ci offrono i vari negozi. Moltissime cose che vi compreremo le dovremo acquistare a scatola chiusa. Mi spiego meglio. Quando acquistiamo qualcosa l’unica informazione che ci viene fornita è il nome dell’oggetto ed il suo costo. Per questo succederà spesso, ve lo assicuro, che comprerete oggetti senza sapere qual’è il loro reale scopo, magari sprecando involontariamente i vostri sudati risparmi. Il problema è che molte cose costano anche tanto, e quindi in quelle circostante potreste pentirvi amaramente di ciò che avete preso.

Perdere denaro potrebbe costarci la pelle in questo gioco. Questo anche a causa di un sistema che ci sottrae denaro anche quando esauriamo la nostra energia vitale. Così come vi dissi quando vi parlai di Shovel Knight, in questo tipo di giochi la cosa migliore da fare con il nostro denaro è spenderlo, perché vi sono situazioni quali i boss dove è inevitabile un pò di trial and error, il quale ci porterà lentamente a prosciugare invano il portafogli.

River City Girls ha un altro problema da segnalare: il backtracking. Mentre cerchiamo dove si trova il nostro ragazzo, saremo letteralmente sbattuti ripetutamente in diversi angoli della città. Ciò significa che rivisiteremo le aree già attraversate più volte, il che può diventare un po’ noioso. Per fortuna ci sono fermate dell’autobus che ti consentono di viaggiare velocemente tra alcuni punti della mappa, ma nonostante questo spesso ci ritroveremo a camminare un sacco.

Un grande problema che affligge River City Girls, e qui ammettiamo di essere rimasti piuttosto sorpresi visto la qualità delle opere prodotte sia dallo sviluppatore sia dal publisher in esame, è la localizzazione italiana, che spesso e volentieri sembra letteralmente tradotta con Google Translator. Forse è anche questo il motivo per cui il gioco ignora le impostazioni di sistema e parte in inglese, obbligandoci ad impostare l’italiano manualmente. Sinceramente in queste circostante preferisco sempre che la traduzione manchi completamente, sicuramente chi l’ha realizzata in questo caso non ci farà una bella figura.

Ciò che distingue River City Girls dai progetti analoghi è la sua brillante grafica pixel art, che trasuda carattere da ogni pixel. Vi assicuro che video e screenshot non rendono onore alla bellezza del comparto estetico quando questo viene eseguito tra le nostre mani, specialmente in modalità portatile (vi ricordiamo che stiamo parlando della versione Nintendo Switch). Anche la colonna sonora è ritmata ed incalzante, una vera e propria gioia per le nostre orecchie.

River City Girls è giocabile in singolo o in multiplayer locale, ed è affrontabile tranquillamente con la modalità a due JoyCon separati. Parlando di longevità ci assestiamo intorno alla decina di ore, al termine delle quali si sblocca la modalità New Game+ con la quale ricominciare da capo il gioco con le abilità ottenute già sbloccate. Sicuramente piacevole ed interessante, dato che Kyoko e Misako vanno livellate separatamente. Il prezzo sinceramente ci è sembrato un pò altino, stiamo parlando di ben €29,99, però tutto sommato la quantità di contenuti offerti giustifica anche una spesa di questa entità. Una cosa è certa, se siete amanti del genere avete due possibilità: comprarlo subito o metterlo in wishlist ed attendere uno sconto. L’opzione di passare oltre questa volta non è contemplata!

Il gioco del quale vi parleremo oggi appartiene ad un genere, quello dei picchiaduro a scorrimento orizzontale, che si potrebbe definire intramontabile. Su queste pagine ve ne abbiamo parlato spesso, e praticamente tutte le volte siamo finiti a citare pilastri del genere come il mitico Streets of Rage. In molti hanno provato a scopiazzare la formula di tale capolavoro d'altri tempi, alcuni riuscendoci altri un pò meno, ed oggi siamo qui ad analizzare l'ennesimo tentativo di riportare in auge il genere. Signori, i ragazzi di WayForward e di Arc System Works sono i protagonisti di questa recensione, ed il gioco in…
VOTO FINALE - 7.8

7.8

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