[Recensione] Solo: Islands of the Heart

Solo è un puzzle game d’avventura creato dal Team Gotham che chiede al giocatore di riflettere sulle proprie relazioni romantiche nella vita reale. Nel gioco interpreteremo il ​​ruolo di un marinaio che sta esplorando un arcipelago, ossia un gruppo di isole di limitate dimensioni, ciascuna delle quali sarà in grado di regalarci emozioni sempre diverse tra di loro. Non a caso il nome del gioco, Solo: Islands of the Heart, richiama fin da subito questo concetto e si presenta come un puzzle game nel quale gli enigmi si basano principalmente sul sapiente utilizzo di blocchi mobili. Questi serviranno principalmente per raggiungere luoghi remoti troppo alti o lontani per essere calpestati senza aiuti dalla natura, al fine di completare il livello e passare a quello successivo.

Detto così sembra l’ennesimo titolo basato su meccaniche piuttosto semplici ed assodate, ma quello che differenzia (di molto) Solo: Islands of the Heart è proprio l’enorme grado di confidenza che si verrà a creare mano a mano tra il giocatore ed il tenero protagonista. Non a caso la primissima cosa che ci viene richiesta prima ancora di avviare la partita è di rispondere con estrema sincerità ad alcune domande sulla propria esperienza amorosa. In. questa fase è importantissimo essere sinceri, i dati non verranno in alcun modo diffusi, poiché l’intera esperienza di gioco verrà confezionata proprio a partire dalle nostre risposte. Aprite dunque il vostro cuore e lasciatevi cullare dalla poesia di Solo, specialmente ora che è finalmente stato reso disponibile all’interno del Nintendo Switch eShop al prezzo di lancio di €19,99.

Come detto in apertura, la storia di Solo non è troppo esplicita, in quanto l’idea di base è quella di renderla quanto più generalizzabile possibile, e richiederà al giocatore dunque un grande sforzo (in senso buono) interpretativo. Il fulcro della trama ruota attorno ad un marinaio che decide di lasciare la sua umile casa sull’isola e inizia a viaggiare attraverso i mari. All’inizio del gioco, ci vengono poste diverse domande che andranno a costituire la personalità del personaggio principale, come ad esempio “quale genere ti piacerebbe essere” e “quale genere ti piacerebbe amare”. Il Team Gotham ha previsto anche un opzione che ci permetterà di astenerci dal dare una risposta, ma sinceramente ve la sconsigliamo, come detto cercate di essere più sinceri possibile… ne varrà davvero la pena!

Attraversando ogni isola, entreremo in contatto con molti personaggi surreali. Troveremo per esempio guardiani galleggianti che ci daranno indicazioni sul nostro viaggio attraverso dialoghi di tipo poetico (purtroppo non nella nostra amata lingua italiana), totem che ci pongono domande riflessive e rivelano le altre isole e poi c’è il misterioso fantasma che continua ad apparire nel tuo viaggio. Questo fantasma corrisponde alla risposta alla domanda che hai scelto di quale genere ti piacerebbe amare ed è quindi ovvio che questo fantasma errante è il tuo passato, presente o futuro del tuo partner (avete presente la novella “La Storia di Natale”? ecco). Non puoi interagire direttamente con loro ma puoi sederti con loro per un momento tranquillo e a volte ti diranno qualcosa. Essendo come un fantasma, non puoi rispondere alle cose che dicono e questi momenti sono piuttosto emotivi. Anche le risposte che daremo in questi momenti influenzeranno i dialoghi successivi, e vi offriranno un’immersione nel gioco che per quanto mi riguarda non ha precedenti.

Gli enigmi in Solo sono divisi in isole interconnesse, mentre risolvi un enigma un’isola sorgerà dall’oceano indicando la posizione successiva del puzzle. Per risolvere un puzzle devi attivare un piccolo faro che risvegli un totem addormentato che ha il potere mistico di emergere sulla prossima isola. Il giocatore deve raggiungere i “fari intermedi” creando ponti e strutture da cubi con abilità diverse. Un cubo potrebbe aprirsi in una forma piatta, un altro spinge il giocatore in aria, tutti hanno abilità che influenzano il modo in cui puoi risolvere ogni enigma. Questi non sono mai troppo complessi da essere risolti, e soprattutto, non richiedono azioni specifiche per poter essere aggirati. Da questo ne consegue che la frustrazione non è una delle emozioni che proverete con Solo, e questi momenti in stile puzzle servono più per spezzare il ritmo che per sfidare il giocatore. Decisione che personalmente ho apprezzato molto, ma che alcuni potrebbero trovare un pò limitante, io da parte mia vi ripeto che Solo: Islands of the Heart non è un titolo canonico e che si gioca tutto il suo fascino sul fattore emotivo.

Anche se gli enigmi non sono troppo complessi, li ho trovati decisamente intriganti e perfettamente in linea con l’atmosfera generale del gioco. Solo, lo ripeterò fino allo sfinimento, è un gioco molto rilassante e contemplativo e quindi i suoi puzzle sono pensati per essere divertenti e non frustranti. Ci sono molte altre interazioni che mi sono piaciute, all’inizio gli animali hanno paura di te, ma se porti loro del cibo iniziano a diventare più amichevoli con te. Hai oggetti da usare come una chitarra che puoi estrarre e suonare una melodia o una fotocamera polaroid con cui puoi scattare foto e selfie. Questi sono completamente opzionali ma creano un’atmosfera poetica che vi farà innamorare di ogni singola creatura con la quale incrocerete il cammino.

Oltre al fattore puramente legato al gameplay, Solo è veramente una meraviglia da godere, grazie alla sua grafica colorata e vivace. Ogni isola ha una caratterizzazione differente che la rende unica, il che rende facilmente esplorabile l’arcipelago, ed è ben riempita di elementi quali animali e vegetazione. Poi il tema del gioco è di per se molto evocativo, basato sul viaggio e sulle brezze marine che tanto mi hanno ricordato il meraviglioso Wind Waker. Anche sul fattore audio la qualità è garantita, sia grazie agli ottimi effetti sonori che alla colonna sonora acustica che dona pace ad ogni momento di gioco. E’ davvero così bello passare del tempo nel gioco che le circa 5 ore necessarie a terminare l’avventura sembrano volare in un soffio, fortunatamente senza lasciarci alcuna sensazione di incompiutezza.

Limitandomi alla versione Nintendo Switch, c’è comunque da segnalare un effetto aliasing a volte esagerato, ma che fortunatamente non rompe l’atmosfera anche grazie ad un curatissimo comparto grafico in cell shading. Giocare in modalità portatile non ha nulla da invidiare all’esperienza PC, per cui possiamo comunque garantirvi un livello qualitativo assolutamente accettabile.

Concludendo, Solo: Islands of the Heart è un puzzle game riuscitissimo che basa l’intero suo fascino sul coinvolgimento, garantito da un continuo stimolo del giocatore attraverso domande mirate alla quali è fondamentale rispondere con estrema sincerità. Anche se avrei apprezzato un numero superiore di puzzle, ho trovato l’esperienza offerta dall’opera del Team Gotham assolutamente riuscita, non a caso questa è stata pubblicata dai ragazzi di Merge Games, che se ci seguite da tempo ormai sapete quanto siano bravi nel scovare perle videoludiche capaci di dimostrarsi valide e meritevoli di acquisto anche a prezzo pieno. In ogni caso se acquisterete il gioco entro il 14 agosto potrete farlo vostro con uno sconto del 20%. Personalmente noi di IndieReviews ve lo consigliamo senza riserva, se sarete sinceri ad ogni domanda l’esperienza che vi cucirete addosso sarà indimenticabile.

Solo è un puzzle game d'avventura creato dal Team Gotham che chiede al giocatore di riflettere sulle proprie relazioni romantiche nella vita reale. Nel gioco interpreteremo il ​​ruolo di un marinaio che sta esplorando un arcipelago, ossia un gruppo di isole di limitate dimensioni, ciascuna delle quali sarà in grado di regalarci emozioni sempre diverse tra di loro. Non a caso il nome del gioco, Solo: Islands of the Heart, richiama fin da subito questo concetto e si presenta come un puzzle game nel quale gli enigmi si basano principalmente sul sapiente utilizzo di blocchi mobili. Questi serviranno principalmente per raggiungere luoghi…
VOTO FINALE - 7.8

7.8

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