[Recensione] Still There

Avviare un titolo nostrano è sempre un’emozione difficile da descrivere per il sottoscritto. Nonostante un pò di sano patriottismo sia inevitabile, quando mi appresto ad analizzare un titolo indipendente è bene che venga mantenuto un approccio quanto più distaccato nei confronti degli sviluppatori, per permettere sia a voi lettori di avere un parere quanto più oggettivo possibile e allo stesso tempo essere onesto nei confronti di chi dietro al gioco ci ha lavorato per anni ed anni. Con il gioco di oggi devo ammettere che questa cosa mi è venuta decisamente spontanea, poiché il progetto del quale vi parlerò a breve è davvero un qualcosa di unico nel suo genere e capace di brillare di luce propria.

Still There nasce proprio dalle menti di tre giovani sviluppatori nostrani, Davide Barbieri, Domenico Barbieri e Armando Teora, che nel lontano 2011 hanno fondato lo studio GhostShark Games e realizzato il forse non troppo conosciuto Blockstorm (uno sparatutto online disponibile dal 2015). Rispetto a questo primo progetto, Still There segna un grandissimo cambiamento sia nel genere che nelle ambientazioni, calando il giocatore all’interno di una particolarissima avventura spaziale basata sulla risoluzione di una gran quantità di rompicapi intervallati da lunghi dialoghi testuali capaci di dipanare una trama che in più di un’occasione si è rivelata essere portata avanti in maniera intelligente.

Arrivato da un paio di settimane su Steam e Nintendo Switch, grazie al publisher Iceberg Interactive, noi di IndieReviews siamo pronti a parlarvi proprio di quest’ultima versione.

Come specificato in apertura, Still There pone le sue fondamenta sulla narrazione, che funge da perfetto collante per tutte le azioni che compieremo nell’arco dell’avventura. L’ambientazione spaziale ha permesso ai ragazzi di GhostShark Games di creare una storia fatta di solitudine, con un protagonista calato in un contesto in grado di allontanarlo completamente dalla società. Nonostante questo gli sviluppatori sono stati così saggi da introdurre qualche elemento di contatto con il protagonista, il quale sarà in grado di intrattenere qualche azzeccato dialogo con una sinistra voce sintetica che si palesa da dietro un citofono.

Più nello specifico, Still There ci immergerà nei panni di Karl Hamba, un guardiano del faro spaziale sulla stazione di Bento. Karl deve mantenere la stazione in funzione eseguendo una serie di mansioni quotidiane sempre più complesse e combattendo verbalmente con la suddetta intelligenza artificiale Gorky. Attorno a lui nessuna forma di vita, ad esclusione della sua fidata iguana che lo fissa incessantemente dalla sua piccola teca di vetro. Un giorno con un’altro, Karl riprende una misteriosa trasmissione radio che cambia la natura del suo lavoro e riporta alla sua mente vecchi ricordi spiacevoli.

La maggior parte delle meccaniche di gioco di Still There ruota attorno al lavoro di Karl come operatore di un faro spaziale. Le attività consistono in gran parte nella gestione di grandi plancie di controllo piene zeppe di pulsanti e leve, da imparare a gestire con sempre più naturalezza. Ovviamente di tanto in tanto potremo perderci nell’osservare il panorama mozzafiato che si scorge dai piccoli oblò della navicella, così come intrattenere strani dialoghi con la voce sintetica della IA e con il nostro strano animale domestico. Tutti i puzzle si svolgono sulla stessa serie vertiginosa di pulsanti, tasti e schermate.Il gioco implementa in modo intelligente la tua workstation e utilizza le sue molteplici sfaccettature per farci compiere sempre azioni diverse, al fine di limitare quanto più possibile il fattore ripetitività. Tra tenere sempre sotto controllo i parametri della stazione spaziale e eseguire compiti specifici come quello di ricezione di capsule in arrivo dall’esterno, generalmente il gameplay scorre liscio senza troppe complicazioni e svolge egregiamente il suo compito di contorno alla narrazione.

Tutti i puzzle si basano sul Manuale tecnico di Bento, un piccolo libro che contiene informazioni cruciali sul funzionamento del sistema di controllo. Ogni enigma di Still There ci richiederà di controllare una sezione diversa del Manuale. Potrebbe essere necessario ruotare una serie di interruttori secondo uno schema, ad esempio, o suonare una determinata melodia della tastiera per ricevere un messaggio. Dato il tono emotivo della storia, ci saremmo aspettati una serie di enigmi molto semplici e marginali, cosa che accade molto spesso in questa tipologia di esperienze interattive. Fortunatamente, i ragazzi di GhostShark Games hanno adottato un approccio decisamente opposto alla tendenza, offrendoci molti enigmi complessi al punto giusto da non poter essere risolti senza attivare le proprie capacità logico-deduttive.

Consapevoli che questa decisione avrebbe potuto rendere il loro gioco poco fruibile a certi giocatori, gli sviluppatori hanno comunque ben pensato di intserire nel gioco una modalità facile con la quale molti puzzle ostici possono essere aggirati. Avremmo forse preferito un sistema di aiuti, grazie al quale far godere a tutti dell’esperienza in egual misura, ma ce ne faremo una ragione anche così.

Nel complesso, dunque, Still There è un progetto davvero ben riuscito, che amalgama alla perfezione un gameplay mai banale ad una narrazione capace di regalare alcuni momenti di pura riflessione, spesso emozionando il giocatore che si lascia coinvolgere dalle atmosfere solitarie offerte dalla nave spaziale. In alcuni momenti la linea che separa la storia e i diversi compiti da svolgere è così sottile che il tutto si integra in maniera magistrale, coinvolgendo il giocatore in una vera e propria spirale di emozioni. Avremmo sicuramente voluto che questi momenti fossero molti di più in numero, ma considerando la natura indipendente del progetto, ed il ridotto budget che ne consegue, possiamo ritenerci assolutamente soddisfatti di come tutto sia stato gestito.

Insomma, Still There nel suo cuore è un gioco su come prendersi cura della propria stazione spaziale, chattare con la propria intelligenza artificiale da compagnia e, occasionalmente, prendere grandi decisioni emotive. Come esperienza, Still There ha pochi fronzoli. Non ci sono finali aggiuntivi da sbloccare e non ci sono veri e propri alberi di dialogo attraverso il quale diramare l’esperienza. A volte, avrai la possibilità di scegliere un’opzione di dialogo, ma questi momenti non hanno alcun impatto reale sulla trama. Il che in ogni caso non si è mai rivelato un problema, visto che il ritmo di gioco ci è sembrato sempre scandito a dovere.

Still There, nel complesso, è stata un’esperienza davvero piacevole per me nonostante ci siano stati alcuni momenti di alti e bassi. L’ho trovato sia stimolante che gratificante, con una gameplay che mi ha interessato in quanto capace di variare la formula quel tanto da non portare mai a noia nostante la gran quantità di testo da leggere. Per quanto riguarda Nintendo Switch non solo segnaliamo che il titolo risulta piacevole al pari della versione Steam, ma siamo abbastanza sicuri di come la sua formula leggera ma assolutamente appagabile si sposi in maniera pressoché perfetta con la filosofia dell’ibrida Nintendo. Se amate i titoli ricchi di enigmi accompagnati da una narrazione per nulla banale vi consigliamo di farlo vostro quanto prima, anche senza aspettare alcuno sconto, il prezzo di €14,99 è pienamente giustificato.

Avviare un titolo nostrano è sempre un'emozione difficile da descrivere per il sottoscritto. Nonostante un pò di sano patriottismo sia inevitabile, quando mi appresto ad analizzare un titolo indipendente è bene che venga mantenuto un approccio quanto più distaccato nei confronti degli sviluppatori, per permettere sia a voi lettori di avere un parere quanto più oggettivo possibile e allo stesso tempo essere onesto nei confronti di chi dietro al gioco ci ha lavorato per anni ed anni. Con il gioco di oggi devo ammettere che questa cosa mi è venuta decisamente spontanea, poiché il progetto del quale vi parlerò a…
Still There è un gioco d’avventura psicologico dalla forte vena narrativa. Affronta puzzle impegnativi mentre ti confronti con un lutto mai superato, IA eccentriche e humor nero. Eludi il passato, accogli l’oblio, prepara il perfetto caffè italiano.

Still There

VOTO FINALE - 8.2

8.2

Still There è un gioco d’avventura psicologico dalla forte vena narrativa. Affronta puzzle impegnativi mentre ti confronti con un lutto mai superato, IA eccentriche e humor nero. Eludi il passato, accogli l’oblio, prepara il perfetto caffè italiano.

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