[Recensione] The Eyes of Ara

Il genere delle escape room, per quanto io stesso fatichi a crederci, fatica sempre a conquistare il cuore dei videogiocatori. Che sia a causa di una qualche forma di diffidenza nei confronti della loro difficoltà, che non sempre viene calibrata correttamente, o magari per la scarsa longevità di questo particolare sottogenere delle avventure punta e clicca, c’è da ammettere che rimango sempre piuttosto esterrefatto quando vedo che l’ennesimo titolo di questo genere arriva sulla console ibrida Nintendo quasi nella totale indifferenza.

Ormai sapete bene come ami particolarmente i lavori firmati Artefix Mundi, ottimi esponenti dei titoli di ricerca degli oggetti nei quali il gameplay si sposa alla perfezione con un’esplorazione sempre coinvolgente votata alla ricerca di un gran numero di elementi fondamentali per risolvere i vari puzzle ambientali disseminati in ogni dove nella mappa di gioco. Anche se il titolo del quale vi parlerò oggi si discosta parecchio da questo genere di esperienze, sappiate che a mio parere condividono fortemente la schiera di appassionati grazie ad un concetto alla base del gameplay molto simile.

The Eyes of Ara (gli occhi di Ara nella versione dedicata al nostro bel paese) è una interessantissima avventura puzzle punta e clicca ambientata in un castello misterioso e che abbraccia in toto la filosofia escape room, in un modo di gioco molto particolare e votato all’analisi spasmodica di enigmi ambientali. Sviluppato da 100 Stones Interactive, una software house indipendente capitanata dal solo Ben Droste, il gioco è approdato qualche tempo fa su PC, ed oggi tenta di offrirsi anche ai giocatori di Nintendo Switch grazie ad un’ottima conversione in grado di adattarsi a tutte le configurazioni offerte dall’ibrida Nintendo. Il prezzo di lancio è pari a €12,99 e ci teniamo a precisare fin da questo momento che il gioco vale ogni singolo centesimo al quale viene venduto.

La storia di The Eyes of Ara è semplice ma assolutamente funzionale all’atmosfera ricreata per dar via alla serie di ottimi enigmi che saremo richiamati a superare. Impersoneremo un tecnico incaricato di indagare su uno strano segnale che all’improvviso ha incominciato a propagarsi partendo proprio dal castello abbandonato che ci ospiterà durante le quasi 10 ore necessarie ad arrivare fino ai titoli di coda. Dicevamo, questo castello ha una fama non propriamente felice, in quanto tutti coloro che lo hanno visitato in passato raccontano di avvenimenti spaventosi riconducibili ad una invasione di fantasmi.

Ovviamente noi non possiamo dare credito a queste voci e decidiamo comunque di visitare il castello, all’interno del quale sono presenti alcune note (per la nostra gioia tradotte ottimamente anche in italiano) che ci aiuteranno lentamente a scoprire i vari avvenimenti e retroscena del castello. Una di queste ci racconterà di come gli abitanti del villaggio limitrofo pensassero che la magione fosse abitata da un uomo che conduceva alcuni strani esperimenti, lascio a voi immaginare quali. In ogni caso l’aspetto importante, e che noi abbiamo assolutamente deciso di premiare in recensione, è che tutte queste note appaiono sempre ben ponderate e mai eccessive, e nonostante questo lentamente riusciranno a toglierci ogni singolo interrogativo a riguardo. Ultimo aspetto, per nulla trascurabile, queste note non solo ci aiuteranno ad approfondire la storia del castello ma spesso conterranno anche utilissimi suggerimenti su come proseguire con gli enigmi.

Il castello è l’elemento cardine dell’avventura, e come tale ogni singolo oggetto contenuto al suo interno potrebbe avere assoluta importanza per aiutarci a risolvere questo grande enigma videoludico. Moltissimi oggetti che ad un primo passaggio ci sembravano solo messi li come decorazione molto presto assumeranno un significato specifico, rivelandosi veri e propri rompicapi da risolvere. Così come questi, vi sono moltissimi collezionabili che faranno la gioia dei completisti, e grazie alle descrizioni con questi associate aiuteranno a coinvolgerci sulla lore dell’avventura.

Esplorando il castello dovremo inevitabilmente prestare attenzione ad ogni cosa che ci circonda, perché a volte potrà essere davvero complesso capire come procedere. Non è da escludere che un mobile possa contenere qualche utile indizio o una parola chiave necessaria per proseguire, così come dovremo essere molto abili nello scovare i numerosi interruttori sapientemente dislocati per la magione. Fino a che tutto andrà bene e riuscirete a cogliere i vari segnali lanciati dal comunque ottimo level design tutto andrà bene, il castello ben arredato è piacevole da esplorare e non da mai la sensazione di essere troppo vuoto o arredato senza un senso logico (a volte accade anche questo); d’altro canto se doveste ritrovarvi bloccati perché magari non trovate l’elemento chiave per procedere questa generosità ambientale potrebbe ritorcersi contro di voi, obbligandovi a scandagliare ogni singolo elemento di un ambiente piuttosto popolato.

I puzzle sono molto ben diversificati, ed offrono una curva di difficoltà ben calibrata. Si parte cercando oggetti fino alla risoluzione di veri e propri minigiochi. Come detto in precedenza, non capiterà di rado di dover spulciare molto attentamente tutte le note raccolte per capire come venire a capo di un puzzle specifico (il menu di gioco aiuta molto in questa fase) e personalmente ho apprezzato moltissimo questo aspetto.

La versione Nintendo Switch, soprattutto in mobilità grazie al supporto al touch screen della console, risulta un ottima conversione di questo strabiliante gioco che ricordiamo è stato realizzato da un solo sviluppatore. Il titolo in questa configurazione non solo appare fluido costantemente, ma riesce a farci sentire più a nostro agio durante le fasi di ricerca degli indizi. D’altro canto in modalità TV il titolo risulta altrettanto godibile, specie graficamente, anche se il sistema di controlli ci è sembrato leggermente più macchinoso.

A stimolare l’esplorazione ci pensano una varietà di elementi ottimamente sfruttati. Il primo di questi è senza ombra di dubbio l’accompagnamento sonoro, sempre presente e pronto a sottolineare i momenti di tranquillità rispetto a quelli più concitati. Anche gli effetti giocano un ruolo chiave, e restituiscono un ottimo feedback su come stiamo procedendo.

Esistono anche molti altri accorgimenti che Ben ha adottato per non indurre a frustrazione il giocatore, come l’impossibilità di interagire con un enigma già risolto – e dunque limitando le zone in cui cercare ulteriori indizi – e rendendo accessibili gli oggetti raccolti solamente nell’area in cui questi sono necessari. La telecamera fissa è un altro aspetto da non trascurare, e che solitamente se mal gestita potrebbe portare a disorientare il giocatore. Insomma, The Eyes of Ara è un titolo assolutamente godibile e che fa di tutto per far sentire a suo agio colui che sta dall’altra parte dello schermo, e questo a noi non può che fare piacere!

Potrei parlare ancora all’infinito su questo piacevole progetto, ma mi limiterò a consigliare l’acquisto senza ombra di dubbio agli amanti del genere. The Eyes of Ara è un grande gioco, pensato appositamente per divertire il più possibile stimolando la nostra capacità di problem solving, accompagnandoci in un viaggio piacevole sia a livello visivo che puramente sensoriale. La trama semplice ma efficace ci terrà incollati allo schermo per sessioni di gioco molto lunghe, e quando raggiungerete i titoli di coda vi assicuro che sarete assolutamente soddisfatti del vostro acquisto!

Il genere delle escape room, per quanto io stesso fatichi a crederci, fatica sempre a conquistare il cuore dei videogiocatori. Che sia a causa di una qualche forma di diffidenza nei confronti della loro difficoltà, che non sempre viene calibrata correttamente, o magari per la scarsa longevità di questo particolare sottogenere delle avventure punta e clicca, c’è da ammettere che rimango sempre piuttosto esterrefatto quando vedo che l’ennesimo titolo di questo genere arriva sulla console ibrida Nintendo quasi nella totale indifferenza. Ormai sapete bene come ami particolarmente i lavori firmati Artefix Mundi, ottimi esponenti dei titoli di ricerca degli oggetti…
Perditi in una sorprendente avventura a enigmi ricca di spettacolari ambientazioni 3D. Esplora un antichissimo castello in cui si celano volte segrete e stanze nascoste. Risolvi elaborati enigmi, scova tesori perduti e sciogli un mistero a metà tra scienza e arcano.

The Eyes of Ara

VOTO FINALE - 7.9

7.9

Perditi in una sorprendente avventura a enigmi ricca di spettacolari ambientazioni 3D. Esplora un antichissimo castello in cui si celano volte segrete e stanze nascoste. Risolvi elaborati enigmi, scova tesori perduti e sciogli un mistero a metà tra scienza e arcano.

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