[Recensione] The House of Da Vinci

Il genere delle escape room, per quanto io stesso fatichi a crederci, fatica sempre a conquistare il cuore dei videogiocatori. Che sia a causa di una qualche forma di diffidenza nei confronti della loro difficoltà, che non sempre viene calibrata correttamente, o magari per la scarsa longevità di questo particolare sottogenere delle avventure punta e clicca, c’è da ammettere che rimango sempre piuttosto esterrefatto quando vedo che l’ennesimo titolo di questo genere arriva sulla console ibrida Nintendo quasi nella totale indifferenza.

Ormai sapete bene come ami particolarmente i lavori firmati Artefix Mundi, ottimi esponenti dei titoli di ricerca degli oggetti nei quali il gameplay si sposa alla perfezione con un’esplorazione sempre coinvolgente votata alla ricerca di un gran numero di elementi fondamentali per risolvere i vari puzzle ambientali disseminati in ogni dove nella mappa di gioco. Anche se il titolo del quale vi parlerò oggi si discosta parecchio da questo genere di esperienze,

The House of Da Vinci è una interessantissima avventura puzzle punta e clicca che abbraccia in toto la filosofia escape room, in un modo molto particolare e votato all’analisi spasmodica di numerosi marchingegni che sembrano essere il frutto del lavoro del luminare che da il nome al gioco, esattamente come avviene nella serie The Room per la quale Team17 ha recentemente portato su Switch il primo episodio. Sviluppato dai ragazzi di Blue Brain Games, il gioco è approdato qualche anno fa su dispositivi mobile, ed oggi tenta di offrirsi anche ai giocatori di Nintendo Switch grazie ad un’ottima conversione in grado di adattarsi a tutte le configurazioni offerte dall’ibrida Nintendo. Il prezzo di lancio è pari a €9,99 e ci teniamo a precisare fin da questo momento che il gioco vale ogni singolo centesimo al quale viene venduto.

Anche se il paragone con The Room ritengo sia dei più azzeccati, è bene avvisarvi che The House of Da Vinci differenzia da quest’ultimo specialmente per quanto riguarda le atmosfere riproposte, e la collocazione storica rigorosamente legata all’era rinascimentale. Noi vestiremo i panni di un apprendista di Leonardo Da Vinci, esplorando la sua casa piena di enigmi e trovando numerose invenzioni e marchingegni che sono minacciati di essere rubati da persone con intenzioni poco raccomandabili.

Anche se non dovrebbe essere il fulcro dell’esperienza, la narrazione cerca sempre di essere coinvolgente per spezzare il ritmo di gioco tra una serie di enigmi ed un’altra. Il gioco inizia con una piacevole sequenza animata, nella quale assisteremo ad una esplosione sospetta, al seguito della quale troveremo una lettera del nostro maestro nella quale questo ci informa di volerci incontrare per mostrarci la sua nuova invenzione.  Attenzione però, poiché questa non deve assolutamente finire nelle mani di malintenzionati e dunque è richiesta la massima attenzione e riservatezza. Non a caso risolvendo i primi puzzle una presenza costante si farà sentire, nonostante non accada nulla di rilevante per farci sospettare di essere seguiti. La narrazione prosegue dunque con alcuni momenti animati e le classiche lettere sparse nella scena indispensabili per comprendere lentamente i vari retroscena. Oltre a questo non c’è molto altro, se non brevissimi dialoghi descrittivi che riguardano ciò che incontreremo, sugli enigmi, sulla casa e ovviamente sulle varie invenzioni del gran Leonardo.

Senza voler stravolgere il genere, The House of Da Vinci si presenta al giocatore con il fulcro sul gameplay e sugli enigmi, tralasciando il più possibile la storia vera e propria. Questo è un peccato, per il semplice fatto che l’incipit è valido così come lo sarebbe il contesto rinascimentale sul quale ci sarebbe veramente moltissimo da raccontare.

The House of Da Vinci rimane pur sempre un gioco di avventura puzzle punta e clicca. Ogni stanza in cui entrerai contiene più puzzle e questi puzzle sono quasi sempre interconnessi: dovrai risolverne parti per rivelare gli oggetti che devono essere utilizzati per poter avanzare su un altro puzzle presente nella stanza. Ciò significa che c’è un’enorme quantità di oggetti intorno a te e ognuno ha un gran numero di piccoli pezzi con cui puoi interagire. È utile esaminare attentamente tutti gli oggetti alla ricerca di qualcosa che manca o non è allineato per iniziare, ma come il genere insegna spesso si verrà letteralmente travolti di informazioni ogni volta che entreremo in una stanza, ma fortunatamente metabolizzare l’esplorazione è semplice ed appagante. Segnalo la completa assenza di un meccanismo di evidenziazione degli oggetti interattivi, tutto deve dunque essere esaminato con estrema attenzione.

Gli enigmi in sé non sono affatto complessi, e questo è un bene per permettere a tutti di giocare senza pensieri, ma comunque richiedono una certa dose di attenzione, sopprattutto nella ricerca degli elementi fondamentali a proseguire. C‘è anche una funzione di suggerimento per aiutarci nella ricerca e rivelare dove bisogna cercare per procedere. Personalmente sconsiglio di usarla, ma è comunque un bene che questa sia presente.

Anche l’inventario gioca un ruolo importante nella risoluzione dei puzzle, permettendoci di portare con noi tutti gli oggetti trovati che possono anche essere combinati tra di loro per essere trasformati in qualcosa di più utile.

Avremo anche degli oggetti utilissimi, ricorrenti in questo genere di avventure, come uno strumento in grado di rivelare meccanismi nascosti o uno che mostra lo stato di alcuni oggetti nel passato. L’unico appunto è che in questo caso non è mai chiaro quali sono gli elementi ambientali sui quali è possibile utilizzare l’uno o l’altro, dunque servirà spesso una buona dose di trial and error. Niente di stressante sia chiaro, però è bene abituarsi a testare ogni singolo elemento con questi interessanti strumenti del passato.

Uno degli aspetti del gioco che ho maggiormente apprezzato è che tantissimi enigmi sono basati su invenzioni reali di Leonardo Da Vinci, una decisione che aumenta di molto il coinvolgimento del giocatore e l’interesse di quest’ultimo nei confronti di ogni elemento interattivo. Anche il livello di dettaglio è tale che è davvero impossibile non rimanere affascinati dall’ottimo lavoro svolto dal team di sviluppo.

A livello grafico il gioco rende moltissimo anche su Nintendo Switch, e non sorprende affatto vista la sua natura mobile. L’atmosfera è ottimamente riprodotta così come gli ottimi giochi di luci ed ombre. Anche a livello di animazioni il lavoro è apprezzabile, e riesce quasi a far sembrare reali moltissimi marchingegni che utilizzeremo.

L’accompagnamento sonoro è rilassante e si adatta alla perfezione con l’atmosfera rinascimentale del gioco. Gli effetti audio si sposano bene con le varie azioni che compieremo , e manca però completamente una qualsiasi forma di doppiaggio. Segnaliamo la presenza della lingua italiana, ottimamente tradotta e apprezzata.

Sofferamndoci sulla versione Nintendo Switch il tutto gira alla perfezione in tutte le configurazioni di gioco. L’interfaccia utente è semplice ed intuitiva e permette di godere al meglio dell’esperienza sia mediante i controlli tradizionali sia attraverso l’utilizzo del touch screen in modalità portatile.

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Concludendo, The House of Da Vinci è un ottimo gioco puzzle, con enigmi intelligenti e sufficientemente intricati che sono molto divertenti da risolvere ma che non portano mai il giocatore alla frustrazione. Il comparto estetico è di ottima fattura, così come il sistema di controllo e gli accenni di trama che fanno da cornice all’esperienza. Chi ama questa tipologia di giochi non potrà in alcun modo rimanere deluso dal lavoro di Blue Brain Games, noi ve lo consigliamo caldamente anche a prezzo pieno. Non fate l’errore di dimenticarvi di questo piccolo gioiellino indie.

Il genere delle escape room, per quanto io stesso fatichi a crederci, fatica sempre a conquistare il cuore dei videogiocatori. Che sia a causa di una qualche forma di diffidenza nei confronti della loro difficoltà, che non sempre viene calibrata correttamente, o magari per la scarsa longevità di questo particolare sottogenere delle avventure punta e clicca, c'è da ammettere che rimango sempre piuttosto esterrefatto quando vedo che l'ennesimo titolo di questo genere arriva sulla console ibrida Nintendo quasi nella totale indifferenza. Ormai sapete bene come ami particolarmente i lavori firmati Artefix Mundi, ottimi esponenti dei titoli di ricerca degli oggetti…
VOTO FINALE - 7.6

7.6

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