[Recensione] The Wardrobe (Switch eShop)

Se impersonare un simpatico scheletro nascosto nell’armadio è sempre stato il vostro sogno, se siete attratti da un umorismo macabro e graffiante allora con The Wardrobe avete trovato l’ndie giusto.
Nato dalla mente tutta italiana degli sviluppatori del team di C.I.N.I.C. Games, Wardrobe approda su Nintendo Switch nella sua smagliante veste di punta e clicca infarcito di humor nero e di una gran vastità di citazioni che sommergono il giocatore screen dopo screen: ovunque riferimenti alle opere “culto” del cinema, della letteratura, della serialità e del videogame che donano a questo titolo una spiccata personalità. Se poi aggiungiamo che non si tratta del classico punta e clicca dove si va avanti a tentativi, in quanto gli sviluppatori hanno puntato proprio sulla capacità del giocatore di spremersi per bene le meningi per arrivare alla giusta soluzione (che non sempre in wardrobe è dettata dalla logica), allora siamo davanti ad una bella sfida.

La storia ha come fulcro principale la grande amicizia di Ronal e Skinny, un rapporto così bello da finire con un omicidio durante un pic nic… ma non è così grave come potrete pensare: Ronald offre a Skynny una prugna e il ragazzino, scambiandola per un acino d’uva, la ingerisce e subito dopo viene stroncato dallo shock anafilattico provocato dall’allergia proprio a quel frutto. L’amico Ronald fugge impaurito, lasciando il poverino al suo destino: no, Skinny non diventa un angioletto e vola in cielo ma viene trasformato da forze sovrannaturali in uno scheletro dalla testa grossa che indossa una felpa con su la scritta “Born to rot” (“Nato per marcire”… questo x mettere da subito in chiaro l’aria che tira in The Wardrobe) e vincolato a vivere proprio dentro l’armadio di Ronald.

Il compito del nostro mucchietto d’ossa infatti è quello di salvare l’amico alla dannazione eterna, costringendolo a confessare il suo “crimine”: Ronald infatti dal giorno della dipartita di Skinny si chiude ermeticamente in se stesso, rifiutandosi di parlare e di ammettere ciò che è successo. A complicare tutto lo già strampalato insieme di elementi arriva un trasloco ed è qui che inizia la nostra avventura. Skinny infatti dopo una piccola pausa gabinetto (sì, uno scheletro più che morto che ha necessità di andare in bagno…sì) si ritroverà nella pessima posizione di non avere più a disposizione il caro armadio che lo nascondeva dagli occhi indiscreti dei viventi e a questo punto inizia la corsa sfrenata all’inseguimento del camion dei traslochi.

Durante l’avventura, mentre cercheremo di parlare con l’amico e convincerlo a sciogliere la maledizione che grava su di lui, guidando Skinny incontreremo i personaggi più strampalati: un Gesoo alcolizzato, un paio di Acchiappafantasmi, il pittore Manet, una pelle d’orso parlante in preda alle allucinazioni e, durante le prime battute del gioco, un mostro di polvere megalomane… che già di loro potrebbero risultare abbastanza irritanti ma fortunatamente la nostra controparte scheletrica è caratterizzata da un animo nerd cinicamente freddo e distaccato che critica e insulta tutti (giocatore compreso), affermando ad ogni occasione la propria superiorità intellettuale su tutto il resto del cosmo. Ed è proprio questa componente sarcastica e cinica che dona un tocco unico e scanzonato al gioco, attraverso battutine acide e continue citazioni cult di cinema e serie tv come How I Met Your Mother, ai tanti collegamenti ai Simpson e Futurama, per non parlare dei numerosi omaggi ad alcuni classici videoludici come Follout e Portal, vivremo quest’avventura come pochi punta e clicca (o giochi in generale) permettono di fare, facendoci capire quanta cura stilistica e lavoro di ricerca c’è dietro il lavoro di questa produzione.

Il titolo è una classica avventura grafica in 2D, avremmo modo di interagire con ogni oggetto in quattro modi diversi, infatti con quasi ogni hotspot disponibile è possibile parlare, interagire, prendere e guardare, e da questa impostazione decisamente tradizionale ne nasce un impianto di gioco basato soprattutto su enigmi legati alla giusta interazione con gli oggetti. Purtroppo per noi però spesso e volentieri sarà facilissimo perdere il filo cercando di portare Skinny alla meta, infatti confondersi cercando una soluzione logica dove questa non esiste sarà una questione di attimi e c’è il rischio che il nervoso renda difficile riagguantare la situazione anche se, quando le cose si sbloccano per un guizzo di genio, la soddisfazione è palpabile. Il clima che predomina gli enigmi di The Wardrobe infatti è spesso surreale e totalmente illogico e proprio per questo motivo il più delle volte sarà difficile uscire da una situazione in cui ci si trova impantanati… il nostro consiglio, se arrivate a questo punto, è quello di mettere da parte ogni traccia di dignità e chiedere a Skinny di compiere le azioni più basse e più assurde e sperare che si produca un qualche tipo di effetto che permetta di procedere con l’avventura, per poi ricominciare subito a sperimentare combinazioni sempre più indegne.

Il compito di tenere sveglia l’attenzione del giocatore è affidato quindi alle gag comiche che si sviluppano un enigma dopo l’altro. Gli enigmi sono surreali ed esilaranti, decisamente non lineari; questo comporta come effetto collaterale che le soluzioni proposte dal game design siano spesso ben oltre il confine dell’assurdità. Un’altra piccola chicca che ci strapperà un ennesimo sorriso la troveremo nell’inventario: esso infatti è stipato nella gabbia toracica di Skinny che proprio come la famosissima borsa di Mary Poppins può essere molto più capiente delle sue reali dimensioni e sarà sempre popolato da un certo numero di oggetti, peraltro combinabili tra di loro, che andranno utilizzati nei modi spesso più impensabili.
Ciò che ci ha colpito in questo titolo è proprio la stupida leggerezza, quell’umorismo allo stesso tempo cinico e ingenuo, gli enigmi sempre più assurdi e complicati, gli scenari strapieni di citazioni, gli insulti continui di Skinny al giocatore e il suo astio verso le persone e le cose che ci hanno regalato risate continue durante tutto il gameplay.
Dal punto di vista grafico ci troviamo di fronte ad un’avventura bidimensionale in stile cartoon, con disegni realizzati a mano e molto spesso stilizzati che nell’insieme risultano molto gradevoli. Stesso azzeccato lavoro riguarda il comparto sonoro, caratterizzato da dialoghi in italiano e accompagnamento che si adattano perfettamente allo stile scanzonato e irriverente del titolo.

Per arrivare ai titoli di coda di The Wardrobe occorreranno dalle 6 alle 8 ore e l’unico consiglio che possiamo darvi è di godervi questo titolo assolutamente fuori dal comune immergendovi del tutto nel surrealismo che trasuda ad ogni click dei joycon… e aggiungiamo: “lasciate ogni speranza, oh voi che entrate…”.

Se impersonare un simpatico scheletro nascosto nell’armadio è sempre stato il vostro sogno, se siete attratti da un umorismo macabro e graffiante allora con The Wardrobe avete trovato l’ndie giusto. Nato dalla mente tutta italiana degli sviluppatori del team di C.I.N.I.C. Games, Wardrobe approda su Nintendo Switch nella sua smagliante veste di punta e clicca infarcito di humor nero e di una gran vastità di citazioni che sommergono il giocatore screen dopo screen: ovunque riferimenti alle opere “culto” del cinema, della letteratura, della serialità e del videogame che donano a questo titolo una spiccata personalità. Se poi aggiungiamo che non…
VOTO FINALE - 7.7

7.7

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