[Recensione] Trine – Enchanted Edition (Switch eShop)

Inizio la recensione con una piccola nota personale: all’epoca del liceo (parecchie generazioni videoludiche fa) il mio prof d’inglese (Professor Egilberto Petraccaro di Caserta R.i.p.) era un convinto organizzatore di cineforum per cui spesso ci conduceva al cinema a vedere film dei più svariati generi, talvolta in lingua originale. Tornati in classe, il compito era quello di scrivere la nostra recensione del film che avevamo visto ed una delle cose che l’insegnante ci invitava sempre a valutare nel giudizio complessivo era la sala in cui era stato proiettato il film.

Una sala scomoda o sporca o dall’audio pessimo avrebbe di fatto influenzato in negativo la nostra valutazione mentre al contrario un cinema dotato di confort adeguati e schermi moderni non poteva che esaltare la pellicola proiettata.

Tutto questo amarcord personalissimo per anticiparvi che Nintendo Switch è la console più adeguata per “proiettare” questa “incantata” versione del successo di Frozenbyte e che, lo diremo meglio in seguito, le caratteristiche della console Nintendo esaltano in maniera convincente il lavoro di remake fatto dallo studio indipendente finlandese.

Trine_Enchanted_Edition_Forest1_Bridge

La serie Trine non debutta oggi su eShop Nintendo, infatti questo stesso episodio e la versione Director’s Cut del sequel del titolo che recensiamo oggi, era stata una della prime scelte della piattaforma digitale del Wii U.

Evidentemente il successo di vendite di Trine 2 (la line-up iniziale dei titoli only download lo rendeva un must to have) e la successiva realizzazione del terzo capitolo (che però non vide la luce anche su Wii U), hanno spinto gli sviluppatori a pubblicare anche il titolo originale rivedendone ex novo anche il comparto grafico.

Per chi non conoscesse la serie, la “trinità” a cui fa riferimento il titolo del gioco è quella dei tre (appunto!) personaggi che dovremo usare per progredire nel gioco e le cui rispettive ed uniche features sono il cuore del gameplay stesso. Avremo a disposizione il Mago Amadeus, in grado di far levitare oggetti e creare dei cubi o delle tavole (disegnandoli anche col gamepad!) utili per scalare gli ambienti; la ladra Zoya che con il suo rampino ci farà aggrappare a tutte le strutture in legno e dondolando raggiungeremo sporgenze altrimenti irraggiungibili e con il suo arco ci consentirà di colpire nemici a distanza ed infine il cavaliere Ponzio dotato di scudo e spada per gli attacchi corpo a corpo con gli avversari di turno.

Trine_Enchanted_Edition_Forest2_Boxbreaking

Il gioco offre tutti e tre i personaggi fin da subito e con il dorsale R potremo swappare tra gli stessi in ogni momento. Ciascuno dei tre eroi è dotato di barra dell’energia per cui la morte di uno o due di essi non comporta il game over (al primo check point – una sfera di color celeste – risusciteranno i nostri eroi con il massimo della salute!)

La risoluzione dei puzzle ambientali che si presenteranno nei diversi livelli passerà proprio per una sapiente e complementare alternanza dei tre personaggi e degli strumenti o delle armi a loro disposizione. Andare da un punto all’altro dello schermo o riuscire a raccogliere tutti gli item ed i collezionabili (sì, ce ne sono per i “completisti” come me!), e contemporaneamente sconfiggere i nemici a schermo sarà impossibile usando uno solo dei tre eroi.

La bellezza del gioco sta nel dosare a piacimento l’utilizzo dei tre personaggi e sperimentare modi diversi di superare lo stesso passaggio di gioco, se può apparire immediato, ad esempio, affrontare i nemici (degli scheletri) armati di barde con il cavaliere, è anche interessante perseguire lo stesso risultato utilizzando i blocchi “creati” dal mago (lasciandoli cadere sulla testa del malcapitato) o le frecce lanciate dalla ladra in modalità “stealth”.

Trine_Enchanted_Edition_CrystalCaverns_FireSkeleton_1

Aspettatavi, comunque, più un platform con puzzle ambientali da risolvere che un metroidvania in salsa cavalleresca, i nemici a schermo non sono mai troppi nè tanto letali o intelligenti.

I livelli più impegnativi vi vedranno, invece, fare i conti con ostacoli fissi e mobili, bocche sputafuoco e fossati muniti di bastoni appuntiti, talvolta anche sott’acqua con apposita barra dell’ossigeno che apparirà a fianco dell’eroe che state usando.

Il livello di difficoltà (su tre gradi) è selezionabile fin dall’inizio ed è modificabile in corso d’opera. Esiste anche la possibilità di affrontare i livelli in modalità Hard core per un livello di sfida sicuramente più alto ma che vi consentirà meno di godervi gli scenari.

C’è una spruzzata di componente RPG nel miglioramento delle arti ed armi dei nostri eroi mediante l’acquisizione in gioco di punti esperienza che possiamo spendere a nostro piacimento aprendo con il tasto – l’apposito menù.

Trine_Enchanted_Edition_Mines_PontiusHammer

L’incanto della versione che abbiamo già giocato su Wii U e ora anche su Switch è dato dal rifacimento del titolo (che era uscito su PC nel 2012) con il motore grafico usato per Trine 2. Facendo una comparazione con i video che potrete reperire su youtube della prima versione, effettivamente si trova una ricchezza di colori e di dettagli che esteticamente rendono affascinanti i diversi dungeon e ben accompagnano il senso di avventura che vuole narrare il gioco.

La mia impressione però è che con Trine 2, Frozenbyte aveva raggiunto un grado di pulizia e di nitidezza dell’immagine che qui non abbiamo. Va ricordato anche che il sequel aveva beneficiato di un’apposita patch (rilasciata a qualche mese dall’uscita) che aveva gradevolmente e sensibilmente migliorato l’estetica complessiva del titolo.

L’unica pecca estetica sta nella scarsa cura dei nemici (peraltro poche varianti dello stesso scheletro) che un po’ stona con un ottimo stile grafico che percorre tutti i livelli.

Quello che fa di Switch (come vi dicevo nella mia nostalgica premessa) la console ideale per giocarlo è la sua utilissima modalità portatile: la possibilità di utilizzare il touch per alcuni comandi (usare il mago per “creare” oggetti è impagabile) e l’opzione di gioco off-tv rendono definitiva questa versione del titolo.

Tra le opzioni di sistema vi è la possibilità di impostare anche la luminosità del gamepad e di selezionare l’opzione “Cuffia” per un’esperienza, vi assicuro, davvero coinvolgente.

Trine_Enchanted_Edition_Tutorial_Amadeus

Trine, come il suo sequel/predecessore permette su Switch un avvincente multiplayer sia in locale (un vostro amico potrà entrare anche a partita in corso) che on line. Ho provato la modalità cooperativa in locale (con i miei figli) e devo dire che stravolge completamente il gioco rendendolo un divertente party-platform.

Ho avuto invece difficoltà a trovare compagni di gioco on line (tranne tale Sergej), forse perché il multi è limitato alla regione d’appartenenza.

Sia per il multi locale che per quello on line è possibile creare partite ad hoc scegliendo lo scenario tra quelli già sbloccati, il livello di difficoltà e, per l’online, prediligere partite tra amici o sfidarsi con chiunque.

L’audio è fatto molto bene con musiche davvero indovinate e – sorpresa quanto mai gradita – una voce narrante in italiano che vi racconta (tra un caricamento e l’altro) la tenue storia che sottende la trama di gioco.

Trine_Enchanted_Edition_Forest1_Mushrooms3

Io ho completato i 16 livelli di gioco in meno di 6 ore, ma credo che il mio già citato “completismo” mi porterà a spenderne almeno altre 3/4 se desidero accaparrarmi tutti i collezionabili ed uscire da ogni livello con il 100% di oggetti e tesori.

Il gioco è dotato di 5 slot di salvataggio ed è possibile giocarlo anche con il Controller pro e con il wiimote – si usa il puntatore per gli amanti di questo tipo di comando – collegato o meno ad un nunchuck (ovviamente i controller aggiuntivi servono per il multiplayer mentre in singolo si userà il solo gamepad).

Trine 2 non l’ho mai finito per due motivi: era più lungo e più difficile. Questo ai fini della valutazione finale per me significa un piccolo passo indietro. Chi ha assaporato il livello di sfida del Director’s cut, proverà un po’ di delusione nell’affrontare questa versione incantata.

Inizio la recensione con una piccola nota personale: all’epoca del liceo (parecchie generazioni videoludiche fa) il mio prof d’inglese (Professor Egilberto Petraccaro di Caserta R.i.p.) era un convinto organizzatore di cineforum per cui spesso ci conduceva al cinema a vedere film dei più svariati generi, talvolta in lingua originale. Tornati in classe, il compito era quello di scrivere la nostra recensione del film che avevamo visto ed una delle cose che l’insegnante ci invitava sempre a valutare nel giudizio complessivo era la sala in cui era stato proiettato il film. Una sala scomoda o sporca o dall’audio pessimo avrebbe di…
VOTO FINALE - 8

8

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi