[Recensione] Unepic (Switch eShop)

Cosa fareste se una sera mentre giocate con i vostri amici nerd a Dungeons & Dragons e vi assentaste un attimo per andare al bagno saltasse la corrente nell’intero edificio? E se al ritorno della luce vi ritrovaste in un posto completamente diverso da quello in cui eravate convinti di essere? Io personalmente crederei di essere completamente ubriaco e che il tutto sia una pura allucinazione… Ebbene è la stessa reazione di Daniel, protagonista di Unepic, il quale non può nemmeno immaginare quale epica avventura sta per vivere all’interno di un castello sperduto in cima ad una montagna. La caratteristica principale di questo castello è che (stranamente) è infestato da numerose creature e da moltissimi spiriti pronti a renderci il nostro viaggio un inferno. Il primo di questi, Zera, prenderà possesso del nostro corpo non appena varcheremo la soglia della dimora; Esso però è ignaro di una cosa che differenzia Daniel da tutte le sue precedenti vittime: è un nerd appassionato di giochi di ruolo che sogna da anni di prendere parte ad un’avventura così irrealistica. Spesso Zera tenterà invano di ingannarci per farci soccombere alle avversità e potersi liberare del nostro fardello, fino ad arrendersi all’evidenza che un’alleanza è l’unica soluzione per tornare libero ad infestare il castello.

Il gioco si caratterizza, dunque, come un RPG con fasi platform nel quale l’esplorazione la fa da padrona. Nonostante l’apparenza labirintica delle stanze, però, è facile spostarsi con armonia lungo il nostro percorso senza perdersi grazie ad una mappa ben strutturata contenente molti punti di teletrasporto. Il primo di essi lo incontreremo nelle prime sezioni di gioco: una grande sala sicura in cui è possibile salvare e ripristinare la barra dell’energia. Un altro è rappresentato da un enorme stanzone pieno di porte che funge da hub tra le numerosissime aree di gioco. Un’aspetto davvero apprezzato della mappa è, infatti, la struttura a sezioni indipendenti da esplorare in maniera ordinata, ciascuna delle quali contiene quest specifiche risolvibili utilizzando oggetti in esse contenuti per ottenere ricompense più o meno interessanti. Quando visiteremo per la prima volta una stanza, essa sarà completamente buia e sarà nostro compito ripristinare la visibilità accendendo le numerose torce in essa contenute. Più aumenta la luminosità e più sarà possibile scorgere i passaggi segreti rilevabili aprendo porte, uccidendo nemici o spaccando muri (proprio come avviene in shovel knight).

Come ogni RPG che si rispetti l’elemento chiave dell’intero svolgimento del gioco è l’inventario ricco di oggetti che, a seconda del nemico da affrontare, risulteranno più o meno efficaci. Tale inventario ha una dimensione fissa e non può essere espanso quindi molto spesso ci troveremo di fronte al dilemma di quali oggetti tenere e quali abbandonare. In questi casi le opzioni sono 3: vendere, nascondere (ci sarà un solo posto in tutto il castello in cui questo sarà possibile) e abbandonare. Perché nascondere vi starete chiedendo; beh, se un oggetto viene lasciato cadere a terra e lasciato in una stanza non faremo ora a voltare le spalle che un simpatico ladruncolo apparirà e se lo porterà via in un batter d’occhio. Da qui emergono situazioni davvero epiche: tale aspetto può essere utilizzato per compiere imboscate ed appropriassi di refurtive ben superiori al valore dell’oggetto abbandonato (previo successo del suddetto trucchetto). Durante l’avventura scopriremo una caratteristica tanto assurda quanto geniale dell’inventario: esso non verrà utilizzato solo per contenere oggetti di nostro interesse, ma anche creature che metteranno in pericolo la nostra salute; Imbattendosi in pipistrelli, vespe, sanguisughe e altri esseri potrà capitare di trovarseli nell’inventario che giocano spensieratamente con la nostra preziosa energia vitale.

Parlando di difficoltà il titolo offre un livello di sfida medio-alto, ed è possibile scegliere fin dall’inizio tra facile, normale, difficile e difficile++. L’azione è talmente frenetica che nemmeno mettendo pausa per entrare nell’inventario siamo al sicuro, infatti mentre trafficheremo con il nostro zaino i nemici circostanti continueranno ad attaccarci.

Confrontando il titolo con altre produzioni contemporanee della scena indie, grafica e audio non danno il meglio di se. La grafica, in 2D e ricca di sprite, è infatti adattissima in ogni situazione, mentre la colonna sonora, pur lontana dall’apparire indimenticabile, non risulta mai invadente e accompagna le vostre gesta con grazia. Considerando che il gioco è stato interamente realizzato da una sola persona (Francisco Téllez de Meneses di Barcellona), è possibile ritenere il risultato ottenuto molto più soddisfacente di quanto esso appaia.

Veniamo, infine, alle noti dolenti. La traduzione del gioco è un po’ ballerina; alcune parole sono state storpiate (accendino – eccendino) mentre altre non sono state neppure tradotte (inchiostro nero – dark ink). La versione Switch, inoltre, è stata privata della modalità multiplayer. Un altra mancanza davvero impiegabile è quella delle note su mappa; nella versione PC è infatti possibile effettuare delle annotazioni, utili per tracciare le varie quest. Tale caratteristica avrebbe sicuramente esaltato le caratteristiche dello schermo touch della console.

In conclusione, Unepic miscela diversi elementi in modo interessante: una storia piena di citazioni del mondo dei videogiochi e del cinema, una struttura action platform d’altri tempi, all’insegna del back tracking e del respawn; Considerando che è stata sviluppata da un’unica persona, si tratta di un’opera enorme che omaggia palesemente l’epoca degli 8 bit e non rinuncia alla formula trial and error che da sempre l’ha caratterizzata. Esso ha da offrire una longevità che va dalle 20 alle 30 ore a seconda del livello di difficoltà scelto, che aumentano notevolmente nel momento in cui scopriremo che il titolo offre diversi finali alternativi. Il titolo dimostra come produzioni da un solo sviluppatore non hanno nulla da invidiare a titoli tripla A presenti nel mercato videoludico.

 

Cosa fareste se una sera mentre giocate con i vostri amici nerd a Dungeons & Dragons e vi assentaste un attimo per andare al bagno saltasse la corrente nell'intero edificio? E se al ritorno della luce vi ritrovaste in un posto completamente diverso da quello in cui eravate convinti di essere? Io personalmente crederei di essere completamente ubriaco e che il tutto sia una pura allucinazione... Ebbene è la stessa reazione di Daniel, protagonista di Unepic, il quale non può nemmeno immaginare quale epica avventura sta per vivere all'interno di un castello sperduto in cima ad una montagna. La caratteristica principale di questo…
VOTO FINALE - 8.3

8.3

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