[Recensione] Valfaris

Devo ammettere che qualche settimana fa mi sono reso conto di quella che è una delle più grandi mancanze del nostro sito, che speriamo di colmare molto presto. Sto parlando di Slain: Back from Hell, un titolo assolutamente imperdibile per ogni amante dei platform brutali e che sono riuscito a recuperare di recente grazie ad un sostanzioso sconto che questo ha avuto sul Nintendo Switch eShop. Basta davvero qualche minuto in compagnia del protagonista dell’opera, nata dalle idee del suo creatore Andrew Gilmour e della sua software house Steel Mantis, per rendersi conto di come nonostante alcuni limiti del progetto (dei quali speriamo di potervi parlare presto in una recensione dedicata) questo titolo sia trasudi impegno e passione da parte del team. Impegno e passione che allo stesso modo è richiesto al giocatore, che si ritroverà in un mondo assolutamente ostile nel quale dovrà avanzare a suon di spada e parate, elemento cardine dell’intera esperienza di gioco.

Tutta questa introduzione ci porta al nuovo progetto di Steel Mantis in collaborazione con il publisher Big Sugar Games, uscito di recente sempre su Nintendo Switch, che prende tutto ciò che Slain aveva di buono e rilancia la formula in una nuova avventura futuristica che porta il nome di Valfaris. Un titolo che sinceramente abbiamo aspettato tanto, e che dopo averlo divorato tutto d’un fiato possiamo assolutamente premiare grazie alle sue ottime idee di design ed il fatto di essere riuscito a prendere la formula del suo predecessore (spirituale) e migliorarla fino al suo perfezionamento. Ma andiamo con ordine e vediamo assieme di che cosa si tratta.

Prima di tutto è bene rispondere ad una domanda importantissima: “Che cosa sta a significare la parola Valfaris?”. Valfaris altro non è che il nome di un pianeta fortezza che un giorno svanì nel nulla senza un apparente motivo. Dopo essere scomparso per diversi anni e senza alcun preavviso, Valfaris è dal nulla riapparso in un orbita attorno ad un sole morente. Therion, un ex abitante di Valfaris ed erede al trono, si rende conto che la sua amata città è tornata in vista sui radar e decide di partire per un’avventura spaziale la cui meta è proprio il pianeta.

Ovviamente Therion cercherà di invadere la fortezza armato fino ai denti, dotandosi di una spada di energia, una manciata di pistole laser, fucili a pompa e molto altro. Rispetto a Slain dunque la varietà è sicuramente il piatto portante della portata ludica, e ci accompagnerà durante l’intero viaggio che vedrà Therion addentrarsi fino al nucleo del pianeta dove lo aspetta la sua vendetta finale e la pace per tutto l’universo.

Come già detto, Valfaris richiama in tutto per tutto quello che era il gameplay di Slain, come per esempio la frenesia del gameplay che richiede velocità di azione e nervi saldi, ma lo fa arricchendo la formula e perfezionandola rendendo l’avventura molto migliore e divertente. Valfaris ci mette nei panni di Therion, il quale deve attraversare diverse fasi a scorrimento laterale sfogando la sua violenza e rabbia contro i diversi nemici che incontreremo, raggiungendo anche numerosi boss da abbattere prima di poter proseguire.

In questo caso viene aggiunta una piccola componente di backtracking, in Slain completamente assente, anche se come quest’ultimo la maggior parte dell’esplorazione è lineare e per nulla dispersiva. Questo è sicuramente un bene se teniamo conto di come il titolo voglia nuovamente offrirsi come un’esperienza assolutamente impegnativa (ma mai frustrante). Therion è equipaggiato con tre armi, delle quali un’arma è dedicata agli attacchi in mischia, una a quelli a distanza e un’arma “speciale” per creare un pò di sano caos che non guasta mai. L’arma speciale tendenzialmente ci permetterà di attaccare i nemici dalla distanza ma con una potenza superiore alle armi classiche ed è comunque utilizzabile solamente per un lasso di tempo limitato poiché legata ad un indicatore che va caricato di volta in volta. Ora le armi sono molte sia nella tipologia sia nella diversità, è queste possono essere raccolte procedendo nel gioco ed utilizzate a seconda della situazione alla quale andremo in contro. Anche la parata continua ad essere un elemento fondamentale dell’approccio ai nemici, e senza imparare a padroneggiarla a dovere sarà sempre più difficile proseguire senza alcuna difficoltà.

Valfaris introduce una piccolissima componente RPG con la quale personalizzare il proprio approccio. Therion può decidere per esempio di imboccare diversi percorsi per andare alla ricerca di segreti, come per esempio le armi citate poco più sopra, dando parecchia soddisfazione al giocatore che deciderà di spolpare Valfaris in ogni suo piccolo angolo remoto. Dopotutto completare il proprio arsenale non è solo un’operazione dedicata ai completisti, ma permette a ciascun giocatore di farsi trovare sempre pronto quando l’ennesimo boss di turno cercherà di farci fuori. Raccogliere tutte le armi non è certamente indispensabile, ma potrebbe toglierci più facilmente da alcune situazioni toste, motivo per cui suggeriamo a tutti quanti di dedicare parte del loro tempo non solo agli scontri brutali con i nemici ma anche all’esplorazione del pianeta, la quale risulta comunque molto piacevole grazie ad un ottimo comparto grafico.

Tornando velocemente sul discorso difficoltà, questa è sicuramente tarata verso l’alto, ma l’ottimo modo in cui sono stati gestiti i punti di salvataggio rende il tutto più piacevole e meno frustrante. Il sistema di checkpoint è molto simile a quello di Ori And The Blind Forest, con il protagonista che può portare con sé una certa quantità di Idoli della Resurrezione e disseminarli lungo il percorso per poi riprendere la propria partita da quei punti specifici in caso di morte. Non solo, in questi punti specifici (sempre come Ori) è possibile anche accedere all’equipaggiamento di Therion e modificarlo a proprio piacimento. Se dovessimo raccogliere il numero massimo di Idoli trasportabili, quelli nuovi non andranno comunque completamente sprecati ma ci permetteranno di aumentare la nostra salute, cosa che potrebbe ben presto fare la differenza. Dosare attentamente dove rilasciare checkpoint, dunque, è un’operazione delicata e che non va presa con leggerezza, ma che comunque ci fa sentire molto al sicuro rispetto a sapere di poter tendenzialmente ripartire da un posto molto lontano da dove siamo in un certo momento specifico in caso di morte.

Sotto l’aspetto puramente estetico Valfaris è una gioia per gli occhi, nonostante una pixel art non estremamente complessa che comunque riesce ad offrire un buon colpo d’occhio in quasi tutte le situazioni nelle quali incapperemo. La decisione di ambientare il gioco nello spazio aiuta sicuramente gli sviluppatori a dimostrare di non essersi troppo cullati sugli allori con Slain e dunque di non sfruttare troppo quanto di buono fatto nel loro primo gioco. La varietà dei nemici è ottima e le animazioni riescono ancora una volta ad enfatizzare lo spirito del gioco, fatto di tanta azione e divertimento.

La deliziosa colonna sonora di Curt Victor Bryant ci accompagnerà per numerose ore di pura follia in perfetta sincronia con i ritmi di gioco. Il rock metal continua ad essere il genere di riferimento e lo abbiamo trovato anche questa volta perfettamente adatto al contesto spaziale nel quale siamo calati. Davvero tanti complimenti dunque anche al compositore, che ha saputo valorizzare un titolo sicuramente in grado di entrare di prepotenza nelle nostre softeche digitali.

In conclusione Valfaris riesce a migliorare la formula già ottima di Slain e la rilancia in un contesto completamente nuovo e capace di offrire nuovi spunti al gameplay ed alle situazioni proposte dagli sviluppatori. L’ambientazione così come la varietà nemica è ora uno dei vanti più grandi dell’opera firmata Steel Mantis Games, che devono sicuramente ritenersi soddisfatti del risultato finale ottenuto dopo anni di duro lavoro. Noi crediamo che Valfaris sarà un successone, e lo consigliamo senza alcun dubbio soprattutto a coloro che si sono divorati con estremo piacere l’ottimo Slain: Back from Hell. Una volta che avrete per le mani questo nuovo gioco e lo avrete finito con gusto sappiate che ben presto avrete un ulteriore pretesto per ricominciare l’avventura attraverso la modalità Full Metal, una sorta di new game plus con nemici ancora più cattivi e potenziamenti più blandi.

Devo ammettere che qualche settimana fa mi sono reso conto di quella che è una delle più grandi mancanze del nostro sito, che speriamo di colmare molto presto. Sto parlando di Slain: Back from Hell, un titolo assolutamente imperdibile per ogni amante dei platform brutali e che sono riuscito a recuperare di recente grazie ad un sostanzioso sconto che questo ha avuto sul Nintendo Switch eShop. Basta davvero qualche minuto in compagnia del protagonista dell'opera, nata dalle idee del suo creatore Andrew Gilmour e della sua software house Steel Mantis, per rendersi conto di come nonostante alcuni limiti del progetto (dei quali…
Ambientato in un angolo remoto dello spazio, Valfaris è un gioco d'azione platform 2D heavy metal realizzato dal team dietro il gioco Slain: Back From Hell, gioco finalista dell'Unity Awards. Combattimenti brutali. Nemici mortali. Splendida pixel art. Colonna sonora selvaggia. Preparati a squarciare la galassia!

Valfaris

VOTO FINALE - 8.9

8.9

Ambientato in un angolo remoto dello spazio, Valfaris è un gioco d'azione platform 2D heavy metal realizzato dal team dietro il gioco Slain: Back From Hell, gioco finalista dell'Unity Awards. Combattimenti brutali. Nemici mortali. Splendida pixel art. Colonna sonora selvaggia. Preparati a squarciare la galassia!

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