Dietro la censura dei giochi NSFW su Steam e Itch: il ricatto delle banche svelato dal CEO di Patreon (e i 10 miliardi a rischio)

Patreon e la battaglia per i contenuti per adulti: il CEO denuncia le pressioni dei circuiti di pagamento
Secondo quanto riportato da Rock Paper Shotgun, il CEO di Patreon ha recentemente espresso tutta la sua frustrazione riguardo alle crescenti difficoltà nel mantenere i contenuti per adulti sulla piattaforma. Jack Conte, co-fondatore e amministratore delegato, ha parlato apertamente della pressione costante esercitata dai processori di pagamento e dalle principali società di carte di credito.
Un equilibrio precario tra espressione e regole bancarie
La tensione non è nuova per la piattaforma, che ha costruito gran parte del suo successo proprio grazie al sostegno economico diretto dei fan verso creator di ogni tipo, inclusi quelli che producono opere a sfondo erotico o esplicitamente sessuale. Tuttavia, questa libertà creativa è ora messa a dura prova dai gatekeeper finanziari.
“Non ci piace la posizione in cui ci troviamo,” ha dichiarato Conte. “Ci troviamo in un mondo in cui Visa, Mastercard e American Express dettano ciò che può e non può esistere su internet. Questo è terribile per l’arte, terribile per l’espressione creativa e terribile per la cultura.”
Il vero potere dei circuiti finanziari
Il problema centrale risiede nel rapporto con le istituzioni bancarie. Visa e Mastercard, agendo di fatto come un oligopolio globale, impongono standard molto rigidi sui contenuti “brand-safe” (sicuri per il marchio). Queste policy obbligano aziende come Patreon a implementare sistemi di moderazione sempre più stringenti e, talvolta, ad eliminare intere categorie di contenuti per non rischiare di perdere l’accesso ai circuiti di pagamento.
“Possiamo spingere oltre la richiesta di avere un essere umano che guarda ogni singolo contenuto che viene caricato su Patreon? No, dobbiamo avere un’espressione umana libera, in una certa misura,” ha aggiunto Conte, sottolineando come il confine tra moderazione responsabile e censura forzata stia diventando insostenibile.
Una minaccia per la sottocultura di internet
La frustrazione del CEO mette in luce una contraddizione sempre più evidente nell’ecosistema digitale: mentre le aziende tecnologiche promuovono la libertà di espressione, il controllo dei flussi di denaro rimane nelle mani di poche entità finanziarie estremamente conservatrici. Per i creatori di contenuti adulti, questa dinamica si traduce in una costante precarietà, dove l’intero modello di business può essere spazzato via non da una legge, ma da un cambio di policy di un singolo dipartimento legale bancario.
Conte ha definito questa situazione “l’inquinamento della sottocultura di internet”, un fenomeno che rischia di omologare il web, eliminando le nicchie creative più audaci che vivono grazie al sostegno diretto del proprio pubblico.
