[Recensione] Angry Cat

Negli ultimi anni Upscale Studio ha costruito una piccola nicchia tutta sua: quella dei giochi in cui si impersona un gatto decisamente poco incline alla disciplina domestica. Dopo Bad Cat (del quale arriverà presto una nostra recensione) e Cat From Hell (1 e 2), questo nuovo capitolo riprende la stessa formula di base – caos felino in ambiente casalingo – ma prova ad arricchirla con qualche novità che, pur senza stravolgere l’impianto, aggiunge un minimo di varietà in più.

Angry Cat si presenta come un’esperienza in 3D in prima persona, ambientata nella casa della nonna, trasformata per l’occasione in un vero e proprio parco giochi distruttivo. L’obiettivo è semplice e dichiarato fin da subito: combinare più dispetti possibile senza farsi beccare. Si rovesciano vasi, si graffiano mobili, si lanciano oggetti fragili, si rubano snack e si sfrutta ogni stanza – dal soggiorno alla soffitta – per accumulare punti caos e scatenare reazioni spesso esilaranti.

La struttura è immediata e accessibile. I comandi sono fluidi e rispondono bene al pad DualSense, rendendo l’esplorazione piacevole e le interazioni rapide. Non c’è una complessità particolare nelle meccaniche, ma il gioco non punta a quello: vuole essere un’esperienza leggera, da sessioni brevi, capace di regalare qualche risata e un po’ di sano vandalismo virtuale.

Rispetto ai capitoli precedenti, la novità più evidente è l’introduzione delle armi e di minigiochi più interattivi. Le armi ampliano le possibilità di creare caos, rendendo alcune situazioni più dinamiche e meno basate esclusivamente sull’interazione ambientale classica. Non si tratta di un cambiamento radicale, ma è un’aggiunta che rompe la monotonia e dà al giocatore qualche opzione in più. Anche i minigiochi contribuiscono a variare il ritmo, inserendo piccoli momenti alternativi che spezzano il loop principale.

Proprio il loop è il cuore dell’esperienza: si accettano missioni, si completano compiti legati a determinate azioni (rompere oggetti specifici, creare una certa quantità di disordine, ecc.) e si guadagna valuta di gioco. Questa valuta ha un ruolo molto più centrale rispetto al passato, perché è necessaria per sbloccare le armi. È una scelta interessante: incentiva a giocare con più costanza e dà un senso concreto alla progressione.

Il rovescio della medaglia è che le missioni disponibili non sono molte e tendono a ripetersi. Per una partita “normale” la cosa non pesa troppo, ma se si punta al platino, la situazione cambia. Per sbloccare tutto e ottenere ogni trofeo bisogna accumulare parecchia valuta, e questo significa ripetere le stesse missioni in loop. Alla lunga, la ripetitività si fa sentire, soprattutto perché le varianti sono limitate. A proposito di trofei, c’è un piccolo aspetto tecnico da segnalare: i contatori non sono sempre precisissimi. Può capitare di sbloccare un trofeo legato a un’azione diversa da quella appena eseguita, come ottenere l’obiettivo per aver rotto un certo numero di piatti subito dopo aver lanciato un cuscino. Non è un problema grave né blocca la progressione, ma è un dettaglio che si nota, specialmente per chi tiene d’occhio gli obiettivi.

Dal punto di vista estetico, lo stile rimane coerente con i precedenti lavori dello studio: colori vivaci, animazioni esagerate e un tono volutamente sopra le righe. Il gatto è espressivo, le reazioni della nonna sono caricaturali e l’intero impianto punta più sulla comicità che sul realismo. Anche la personalizzazione contribuisce a mantenere viva la curiosità, con skin e abiti sbloccabili che permettono di dare un tocco diverso al proprio felino distruttore.

In definitiva, Angry Cat è un’evoluzione leggera ma coerente della formula già vista in Bad Cat e Cat From Hell. Non rivoluziona la serie, ma introduce qualche elemento in più – armi e minigiochi – che rende l’esperienza leggermente più ricca. Rimane un titolo pensato per divertirsi senza troppe pretese, ideale per sessioni brevi e per chi apprezza questo tipo di umorismo caotico. Chi cerca profondità o grande varietà potrebbe trovare la struttura un po’ limitata, soprattutto nel lungo periodo. Ma preso per quello che è – un simulatore di dispetti felini con un’anima arcade e un obiettivo chiaro – riesce a fare il suo dovere, regalando qualche ora di caos spensierato prima che la routine inizi a farsi sentire.

Negli ultimi anni Upscale Studio ha costruito una piccola nicchia tutta sua: quella dei giochi in cui si impersona un gatto decisamente poco incline alla disciplina domestica. Dopo Bad Cat (del quale arriverà presto una nostra recensione) e Cat From Hell (1 e 2), questo nuovo capitolo riprende la stessa formula di base – caos felino in ambiente casalingo – ma prova ad arricchirla con qualche novità che, pur senza stravolgere l’impianto, aggiunge un minimo di varietà in più. Angry Cat si presenta come un’esperienza in 3D in prima persona, ambientata nella casa della nonna, trasformata per l’occasione in un…
Angry Cat su PS5 porta avanti con coerenza la formula ormai consolidata di Upscale Studio, aggiungendo qualche elemento in più come armi e minigiochi che rendono il caos domestico leggermente più vario rispetto al passato. L’esperienza resta immediata, accessibile e perfetta per sessioni brevi, con un tono leggero che punta tutto sul divertimento spensierato. La struttura delle missioni e la necessità di accumulare valuta per sbloccare contenuti possono però rendere il percorso verso il platino un po’ ripetitivo, e qualche imprecisione nei trofei segnala una rifinitura non impeccabile. Nonostante questo, il titolo centra il suo obiettivo: offrire un simulatore di dispetti felini semplice, divertente e consapevole dei propri limiti.

Angry Cat

VOTO FINALE - 7

7

Angry Cat su PS5 porta avanti con coerenza la formula ormai consolidata di Upscale Studio, aggiungendo qualche elemento in più come armi e minigiochi che rendono il caos domestico leggermente più vario rispetto al passato. L’esperienza resta immediata, accessibile e perfetta per sessioni brevi, con un tono leggero che punta tutto sul divertimento spensierato. La struttura delle missioni e la necessità di accumulare valuta per sbloccare contenuti possono però rendere il percorso verso il platino un po’ ripetitivo, e qualche imprecisione nei trofei segnala una rifinitura non impeccabile. Nonostante questo, il titolo centra il suo obiettivo: offrire un simulatore di dispetti felini semplice, divertente e consapevole dei propri limiti.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi