[Recensione] Future Knight

Ci sono giochi che cercano la nostalgia andando a pescare nei ricordi delle vecchie console, altri che si limitano a riproporre pixel art e musichette a 8 bit sperando che basti qualche riferimento al passato per conquistare il giocatore. Future Knight, invece, prova a fare qualcosa di decisamente più curioso: prendere un oggetto appartenente alla preistoria dell’intrattenimento elettronico, i vecchi giochi LCD portatili, e trasformarlo in un vero e proprio action shooter moderno. Il risultato è un gioco strano, colorato, volutamente assurdo e, soprattutto, dotato di una personalità che non passa inosservata. È come se uno di quei vecchi Tiger o Game & Watch fosse improvvisamente diventato molto più ambizioso, mettendosi in testa di essere uno shoot’em up contemporaneo senza rinunciare alla propria natura da giocattolo elettronico.

La storia non fa nulla per rendere il tutto più normale. È il 23 maggio 1993 e la misteriosa Signora del Passato, a capo della setta “Presente”, ha cancellato il cervello dell’intera umanità. Mancano appena otto ore alla catastrofe definitiva e l’unica speranza è un androide costruito nell’arco di trent’anni utilizzando i resti biologici di un attore di soap opera degli anni Novanta. Il suo nome, naturalmente, è Future Knight. E come se non bastasse, dentro di lui vive Two More, una specie di tumore benigno dotato di vita propria e di abilità tutt’altro che trascurabili. È proprio da questa coppia improbabile che nasce una delle caratteristiche più interessanti del gioco.

Future Knight è il personaggio più tradizionale dei due. È lui a impugnare il Techno Blaster, a correre, saltare, arrampicarsi, attaccare corpo a corpo e rotolare per evitare i proiettili. Lo sparo può essere indirizzato liberamente, mentre un apposito comando permette di immobilizzare il personaggio e concentrarsi sulla mira. La vera sorpresa arriva però quando decidiamo di espellere Two More. Il piccolo compagno può muoversi autonomamente, aderire alle pareti, infilarsi negli spazi più stretti, attaccare a distanza ravvicinata e raggiungere zone che Future Knight, con i suoi movimenti decisamente più ingombranti, non riuscirebbe mai a toccare. La cosa interessante è che non si tratta semplicemente di un secondo personaggio da utilizzare per risolvere qualche enigma ambientale. Two More è integrato direttamente nel combattimento e diventa progressivamente indispensabile. In determinate situazioni bisogna scegliere in pochi istanti chi utilizzare, quando separarsi e quando ricongiungersi.

La gestione delle risorse rende tutto ancora più interessante. Future Knight dispone di una barra energetica, mentre Two More può essere eliminato con un singolo colpo. Se Future Knight cade, però, Two More rimane in campo e, resistendo abbastanza a lungo, può rigenerare il proprio compagno. Viceversa, Future Knight può contribuire a ricaricare Two More. Ne nasce una sorta di danza continua, nella quale bisogna alternare forza bruta e agilità. È un sistema semplice da capire ma sorprendentemente soddisfacente da padroneggiare, soprattutto quando il gioco comincia a costruire situazioni che obbligano a sfruttarlo in maniera sempre più creativa.

Future Knight si presenta come uno shooter a scorrimento laterale, ma sarebbe riduttivo definirlo semplicemente un run-and-gun. Spesso l’avanzamento viene bloccato finché non abbiamo eliminato tutti i nemici presenti sullo schermo, costringendoci quindi ad affrontare ogni situazione invece di correre semplicemente verso l’uscita. I livelli alternano sezioni orizzontali e verticali e propongono ambientazioni piuttosto bizzarre: cantieri, percorsi cittadini, imbarcazioni, nastri trasportatori e situazioni sempre più fuori di testa. I nemici seguono la stessa filosofia. Ci troviamo davanti a operai armati, bambini giganteschi, cigni tutt’altro che pacifici, mezzi da cantiere e creature che sembrano uscite direttamente da una mente che non conosce il significato della parola “normalità”. Anche i boss seguono questa regola. Sono grandi, espressivi e dotati di pattern che richiedono un minimo di studio, ma soprattutto riescono spesso a strappare un sorriso proprio per la loro assurdità.

Il combattimento funziona grazie a una buona combinazione di movimento, schivate, attacchi corpo a corpo e gestione delle abilità. Il roll è fondamentale per attraversare indenni le raffiche nemiche, mentre il particolare attacco ravvicinato di Future Knight può rivelarsi sorprendentemente utile. Bisogna inoltre fare attenzione ai tempi di ricarica: sparare senza criterio può significare trovarsi momentaneamente senza risorse proprio quando lo schermo comincia a riempirsi di nemici. La difficoltà è ben calibrata nella modalità normale. Si muore, anche abbastanza spesso, ma raramente si ha la sensazione che il gioco stia barando. I checkpoint aiutano parecchio, soprattutto nelle prime fasi, mentre più avanti sarà necessario imparare davvero a gestire le proprie capacità.

L’avventura è costruita intorno a una vera e propria corsa contro il tempo. Gli otto biomi rappresentano altrettante ore prima della cancellazione definitiva della memoria dell’umanità e, procedendo, il mondo diventa progressivamente più impegnativo. Il level design non è sempre geniale e alcune sezioni possono risultare un po’ lunghe, soprattutto quando si arriva alle parti finali di determinati blocchi. In compenso, il gioco incentiva l’esplorazione attraverso stanze opzionali e collezionabili. I triangoli della setta sono particolarmente importanti e recuperarli tutti non è sempre una passeggiata. Alcune stanze richiedono precisione e sangue freddo e, in caso di errore, si torna all’ultimo checkpoint. La possibilità di rigiocare i livelli attraverso la mappa è quindi molto gradita, anche perché alcune zone diventano accessibili soltanto dopo aver ottenuto determinate abilità. Le monete raccolte durante l’avventura possono inoltre essere utilizzate per sbloccare nuovi elementi estetici, compresi i particolari “bezel” che circondano lo schermo, contribuendo ulteriormente a quella sensazione di avere tra le mani un vecchio giocattolo elettronico evoluto.

È però sul piano artistico che Future Knight riesce probabilmente a distinguersi maggiormente. L’intero gioco sembra svilupparsi dentro uno schermo LCD, con fondali pastello e traslucidi sui quali si muovono sprite neri, nitidi e dettagliatissimi. L’effetto richiama immediatamente i vecchi dispositivi portatili, ma senza sacrificare la fluidità delle animazioni moderne. La contrapposizione tra l’aspetto quasi innocente dei vecchi giochi elettronici e le situazioni grottesche messe in scena dal gioco funziona benissimo. È una direzione artistica che riesce a essere contemporaneamente rétro e moderna, carina e inquietante. Anche i riferimenti all’immaginario giapponese e alle opere di Satoshi Kon contribuiscono a creare quell’atmosfera surreale che accompagna tutta l’avventura. Non è un semplice esercizio estetico: l’interfaccia, le cornici e l’impostazione dello schermo sono parte integrante dell’identità del gioco.

Su PS5 questa scelta rende particolarmente bene su uno schermo di grandi dimensioni, dove gli sprite risaltano maggiormente. L’audio segue coerentemente la filosofia generale, con musiche elettroniche volutamente sintetiche e ripetitive che ricordano i limiti sonori dei dispositivi di un tempo. È una scelta precisa e perfettamente coerente con il progetto. Sul fronte tecnico, Future Knight se la cava generalmente bene e non richiede hardware particolarmente potente.

Future Knight è uno di quei giochi difficili da confondere con qualunque altro. Prende un’idea apparentemente semplice, quella di ricreare l’esperienza dei vecchi giochi LCD, e la trasforma in uno shooter moderno dotato di una propria personalità. La meccanica basata sulla collaborazione tra Future Knight e Two More è il vero cuore dell’esperienza, mentre la direzione artistica, l’umorismo surreale, i nemici improbabili e l’ottimo accompagnamento musicale completano un pacchetto che riesce a divertire senza prendersi troppo sul serio. Non tutto è perfetto: qualche sezione avrebbe beneficiato di una maggiore varietà e la narrazione avrebbe potuto essere più approfondita, ma sono difetti che non riescono a mettere in ombra un progetto originale e sorprendentemente riuscito.

Future Knight non vive soltanto di nostalgia. È proprio questo il suo merito maggiore: utilizza il passato come punto di partenza, non come destinazione. Chi ha passato l’infanzia con Game & Watch e giochi LCD troverà una quantità enorme di riferimenti e suggestioni, mentre chi non li ha mai conosciuti potrà comunque godersi uno shooter colorato, folle e ben costruito. A un prezzo contenuto, soprattutto per chi cerca qualcosa di diverso dal solito, è un’avventura che merita senza dubbio una possibilità.

Ci sono giochi che cercano la nostalgia andando a pescare nei ricordi delle vecchie console, altri che si limitano a riproporre pixel art e musichette a 8 bit sperando che basti qualche riferimento al passato per conquistare il giocatore. Future Knight, invece, prova a fare qualcosa di decisamente più curioso: prendere un oggetto appartenente alla preistoria dell'intrattenimento elettronico, i vecchi giochi LCD portatili, e trasformarlo in un vero e proprio action shooter moderno. Il risultato è un gioco strano, colorato, volutamente assurdo e, soprattutto, dotato di una personalità che non passa inosservata. È come se uno di quei vecchi Tiger…
Future Knight è un riuscito incontro tra nostalgia e modernità, capace di trasformare l'estetica limitata dei vecchi giochi LCD in un'esperienza d'azione sorprendentemente ricca. Il sistema a due personaggi funziona, il combattimento è divertente e progressivamente più appagante, mentre direzione artistica e umorismo contribuiscono a renderlo immediatamente riconoscibile. Qualche limite nel level design, una narrazione non particolarmente approfondita e alcuni bug, anche fastidiosi, impediscono al gioco di raggiungere l'eccellenza assoluta, ma non ne compromettono il valore complessivo. Un titolo originale, divertente e consigliato soprattutto a chi cerca un'esperienza fuori dagli schemi.

Future Knight

VOTO FINALE - 8.5

8.5

Future Knight è un riuscito incontro tra nostalgia e modernità, capace di trasformare l'estetica limitata dei vecchi giochi LCD in un'esperienza d'azione sorprendentemente ricca. Il sistema a due personaggi funziona, il combattimento è divertente e progressivamente più appagante, mentre direzione artistica e umorismo contribuiscono a renderlo immediatamente riconoscibile. Qualche limite nel level design, una narrazione non particolarmente approfondita e alcuni bug, anche fastidiosi, impediscono al gioco di raggiungere l'eccellenza assoluta, ma non ne compromettono il valore complessivo. Un titolo originale, divertente e consigliato soprattutto a chi cerca un'esperienza fuori dagli schemi.

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