[Recensione] Nine Sols

Red Candle Games è una software house con un’identità ben precisa. I suoi precedenti lavori, Detention e Devotion, hanno esplorato l’orrore psicologico con una forte impronta culturale taiwanese, affrontando tematiche delicate e intrecciando il folklore locale con atmosfere oppressive. Con Nine Sols, lo studio abbandona il genere horror per avventurarsi in un territorio completamente diverso, unendo il metroidvania con un sistema di combattimento fortemente incentrato sul parry. Il risultato? Un’esperienza che fonde tradizione e modernità, sia nel gameplay che nella direzione artistica, creando un universo taopunk unico nel panorama videoludico.

La storia di Nine Sols ruota attorno a Yi, un guerriero mascherato dall’aspetto felino (a metà tra un gatto e una volpe), risvegliatosi da un lungo sonno con un unico obiettivo: abbattere i Nove Soli, divinità che governano il mondo con pugno di ferro. Il gioco si sviluppa in un contesto che mescola mitologia taoista e fantascienza, dando vita a una narrazione che esplora il concetto di divinità, controllo e vendetta.

Il mondo di Nine Sols è misterioso e affascinante, un luogo in cui l’antico e il futuristico si fondono in un equilibrio precario. Templi decorati con simboli sacri si ergono accanto a strutture meccanizzate e neon lampeggianti, in un’estetica che la stessa Red Candle definisce taopunk. Questo stile non è solo un espediente visivo, ma un vero e proprio motore narrativo che permea ogni aspetto del gioco.

Man mano che Yi si addentra nel cuore dell’ambientazione, scopre che i Nove Soli non sono semplici boss da eliminare, ma figure con una storia, un passato e un ruolo ben preciso nell’equilibrio del mondo. La loro caduta non è solo una questione di potere, ma anche di scelte morali e conseguenze, che il gioco lascia spesso all’interpretazione del giocatore. Questo elemento aggiunge spessore alla narrazione, trasformando ogni scontro in qualcosa di più di un semplice combattimento.

A livello di gameplay, Nine Sols si presenta come un metroidvania con un sistema di combattimento che ruota interamente attorno alla parata perfetta (parry). Se nei classici del genere (Hollow Knight, Metroid Dread) la mobilità e l’attacco diretto sono i cardini dell’azione, qui l’elemento chiave è la capacità di difendersi al momento giusto.

Fin dai primi istanti, il gioco insegna al giocatore che attaccare indiscriminatamente non è la strategia vincente. Yi può schivare, ma il suo vero potere sta nel parry: se eseguito con il giusto tempismo, non solo respinge l’attacco nemico, ma permette di accumulare Qi, una risorsa che consente di infliggere danni devastanti applicando sigilli esplosivi sugli avversari.

Questo sistema crea un ritmo di gioco estremamente tecnico e punitivo, dove ogni errore può costare caro. Gli scontri contro i boss – i Nove Soli – mettono alla prova i riflessi e la pazienza del giocatore, costringendolo a studiare i pattern d’attacco e a rispondere con precisione chirurgica. Il gioco non concede vie di fuga: non esistono oggetti curativi rapidi e il danno subito è spesso elevato. Per recuperare energia, Yi deve fumare la sua pipa (un dettaglio stilistico che richiama le pratiche meditative del Tao), ma il tempo per farlo è limitato, e spesso bisogna scegliere se attaccare o curarsi.

Questo rende ogni boss fight un duello ad altissima tensione, in cui si alternano momenti di frenetico scambio di colpi e attimi di attesa strategica, in cerca della finestra perfetta per contrattaccare. Il gioco premia la padronanza del sistema, senza lasciare spazio a tattiche basate sul grinding o sul potenziamento delle statistiche. La vittoria dipende solo dalla capacità del giocatore di adattarsi e migliorare.

Come ogni metroidvania che si rispetti, Nine Sols incoraggia l’esplorazione, offrendo un mondo interconnesso ricco di segreti, scorciatoie e percorsi bloccati che possono essere sbloccati con nuove abilità. Tuttavia, a differenza di altri esponenti del genere, qui il percorso del giocatore è più guidato. Non si tratta di una totale linearità, ma il gioco suggerisce in modo chiaro dove andare e quando, limitando l’effetto dispersivo tipico di alcuni metroidvania più vasti.

Le abilità che permettono di sbloccare nuove zone – come il dash potenziato, la schivata avanzata e le varianti dei sigilli esplosivi – non si ottengono dai boss, ma si trovano esplorando il mondo di gioco. Questo spinge il giocatore a muoversi in ogni angolo della mappa, senza mai sapere con certezza dove troverà il prossimo potenziamento.

Un’assenza evidente, almeno nelle prime fasi, è quella del doppio salto. Per molti è un’abilità imprescindibile nei metroidvania, ma Nine Sols dimostra che si può creare un level design stimolante anche senza di esso. Il gioco premia il controllo del movimento piuttosto che l’aggiunta di nuove capacità di salto, costringendo il giocatore a sfruttare al meglio gli strumenti a disposizione.

Visivamente, Nine Sols è un capolavoro. Red Candle Games ha scelto uno stile che richiama il manga, con un’estetica disegnata a mano che fonde influenze tradizionali orientali con tocchi cyberpunk. L’ispirazione al fumetto giapponese non è solo estetica: anche la narrazione adotta soluzioni simili, con sequenze in bianco e nero, vignette statiche e dialoghi gestiti con balloon da fumetto.

Gli ambienti sono ricchi di dettagli e ogni boss ha un design unico che riflette la sua storia e la sua personalità. La colonna sonora è altrettanto curata, mescolando strumenti tradizionali asiatici con sonorità elettroniche moderne. Questo contribuisce a creare un’atmosfera ipnotica, in cui antico e futuristico si fondono alla perfezione.

Nine Sols non è un gioco per tutti. La sua difficoltà elevata, il sistema di combattimento basato interamente sul parry e l’assenza di scorciatoie per facilitare i combattimenti lo rendono un titolo impegnativo, destinato a chi cerca una sfida vera. Tuttavia, per chi è disposto a mettersi alla prova, l’esperienza è incredibilmente gratificante.

Il mondo taopunk di Red Candle Games è affascinante, ricco di personalità e raccontato con uno stile che si distingue nettamente da altri esponenti del genere. Il gameplay, pur ispirandosi a Sekiro, riesce a ritagliarsi una propria identità, creando una danza di attacchi e parate che trasforma ogni scontro in una battaglia quasi coreografica.

Se amate i metroidvania e non temete la difficoltà, Nine Sols è un’esperienza da non perdere.

Red Candle Games è una software house con un’identità ben precisa. I suoi precedenti lavori, Detention e Devotion, hanno esplorato l’orrore psicologico con una forte impronta culturale taiwanese, affrontando tematiche delicate e intrecciando il folklore locale con atmosfere oppressive. Con Nine Sols, lo studio abbandona il genere horror per avventurarsi in un territorio completamente diverso, unendo il metroidvania con un sistema di combattimento fortemente incentrato sul parry. Il risultato? Un’esperienza che fonde tradizione e modernità, sia nel gameplay che nella direzione artistica, creando un universo taopunk unico nel panorama videoludico. La storia di Nine Sols ruota attorno a Yi, un…
Nine Sols è un platform d'azione 2D disegnato a mano, ricco di tradizione, con combattimenti incentrati sulla deviazione ispirati a Sekiro. Intraprendi un viaggio di fantasy orientale, esplora la terra che un tempo ospitava un'antica razza aliena e segui la missione di un eroe vendicativo per uccidere i 9 Sol, formidabili sovrani di questo regno abbandonato.

Nine Sols

VOTO FINALE - 9

9

Nine Sols è un platform d'azione 2D disegnato a mano, ricco di tradizione, con combattimenti incentrati sulla deviazione ispirati a Sekiro. Intraprendi un viaggio di fantasy orientale, esplora la terra che un tempo ospitava un'antica razza aliena e segui la missione di un eroe vendicativo per uccidere i 9 Sol, formidabili sovrani di questo regno abbandonato.

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