Stretta UK sugli under-16: perché il ban dei social rischia di stravolgere anche i videogiochi

UK social media crackdown presents a "threat" to gaming comms innovation, expert warns

L’impatto delle nuove normative britanniche sull’industria dei videogiochi

Il governo britannico, guidato dal Primo Ministro Keir Starmer, ha recentemente presentato un piano d’azione volto a migliorare la sicurezza dei minori online. Tra le misure di punta spicca il divieto di utilizzo dei social media per i ragazzi sotto i 16 anni, un intervento che, come analizzato dalla testata PCGamesN, non si limiterà alle piattaforme social ma estenderà i suoi effetti anche al settore videoludico. Le autorità intendono infatti limitare le cosiddette “funzionalità dannose”, che includono le dirette streaming e le chat, sia testuali che vocali, con utenti sconosciuti.

UK social media ban gaming impact: a kid playing Fortnite

Rischi di un’implementazione affrettata

L’iter governativo procede a ritmo serrato: a soli tre mesi dalla chiusura della consultazione nazionale, la normativa dovrebbe entrare in vigore già all’inizio del prossimo anno. Secondo la Dr. Celia Pontin, direttrice presso Flux Digital Policy, questa velocità di esecuzione solleva timori significativi circa possibili conseguenze impreviste per gli sviluppatori.

Il problema principale, secondo l’esperta, risiede nella difficoltà tecnica di conformarsi a tali richieste. Per permettere ai minori di accedere ai giochi multiplayer, le aziende potrebbero essere costrette a vincolare le funzioni di chat esclusivamente a contatti conosciuti, una sfida che va ben oltre la semplice verifica dell’età e che impatta profondamente sulla struttura stessa dei titoli.

Impatto sull’innovazione e sui piccoli studi

La preoccupazione degli operatori del settore è che i videogiochi vengano trattati alla stregua delle piattaforme social, ignorando che le funzioni comunicative nei titoli cooperativi o competitivi sono nate per scopi radicalmente diversi. Questo clima di incertezza legislativa rischia di inibire l’innovazione, in particolare per i piccoli e medi studi di sviluppo.

UK social media ban gaming impact: a scout troupe crosses a bridge in Peak

Molte case di sviluppo potrebbero decidere, per puro pragmatismo economico, di eliminare funzioni come la “proximity chat” in popolari titoli indie, a causa degli elevati costi richiesti per implementare sistemi di verifica dell’età a prova di norma.

Oltre la comunicazione: il rischio su “addictive features”

Un ulteriore punto di criticità riguarda la possibile regolamentazione delle cosiddette funzioni “che inducono dipendenza”. Il rischio paventato è che restrizioni concepite per i social media vengano applicate indistintamente ai videogiochi, colpendo elementi storici come i sistemi di trofei, i bonus di accesso giornaliero o le classifiche di performance.

Come sottolinea la Dr. Pontin, demonizzare il tempo trascorso in-game rischia di avere effetti deleteri. I videogiochi, al pari di un libro o di un film, offrono intrattenimento e arricchimento creativo; classificarli esclusivamente in base al tempo di utilizzo significa non comprendere la natura stessa del medium videoludico.

UK social media ban gaming impact: two kids playing Fortnite

Mentre il Regno Unito si prepara a rivoluzionare il panorama digitale, l’attenzione resta alta anche a livello globale. Con decine di altri Paesi che osservano con interesse lo sviluppo della normativa britannica, l’industria sembra destinata a dover affrontare cambiamenti strutturali non indifferenti, con i costi di adeguamento che potrebbero raggiungere cifre elevate: si stima che le spese di conformità per gli studi possano superare, in alcuni casi significativi, l’equivalente di circa 600.000 euro per singola implementazione, a seconda della complessità del titolo.

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