EA chiude BioWare, cancella il nuovo Mass Effect e taglia 400 posti di lavoro

Una scena di Mass Effect Legendary Edition, la raccolta dei primi tre capitoli della serie di BioWare

EA chiude BioWare. Il gruppo Electronic Arts lo ha comunicato mercoledì 21 ottobre 2026 con una lettera ai dipendenti, firmata da Cam Weber, presidente e chief studios officer, e da David Tinson, presidente e direttore operativo. Lo stesso giorno l’account X dello studio ha scritto che BioWare “sta chiudendo” e che lo sviluppo iniziale del prossimo progetto Mass Effect “sta terminando” (traduzione nostra). Con lo studio di Edmonton cade anche il nuovo capitolo della serie, annunciato nel 2020 e ancora, secondo Polygon, in una fase iniziale di sviluppo.

La notizia è stata data per prima da Bloomberg, che ha letto il testo della lettera. Non siamo riusciti ad aprire l’articolo originale, bloccato da un controllo anti-bot, quindi quello che segue è il contenuto come lo riportano Polygon, IGN Middle East e Variety. In tutta EA i licenziamenti sono circa 400, intorno al 3% della forza lavoro mondiale, e circa 50 di quei posti sono a BioWare.

Cosa dice la lettera di EA

Il passaggio sullo studio, nella versione riportata da Polygon e da IGN Middle East e tradotto da noi, dice: “Mentre ci concentriamo su queste opportunità più grandi, avevamo un piccolo team in BioWare al lavoro sullo sviluppo iniziale di Mass Effect. Abbiamo deciso di non portare avanti questo sviluppo, il che significa che chiudiamo lo studio e la sede di Edmonton. BioWare è uno studio leggendario che ha contribuito a definire il genere dei giochi di ruolo, e non prendiamo questa decisione alla leggera.”

La motivazione è la cancellazione di un progetto affidato a un “piccolo team”, ma la conseguenza è la chiusura dell’intero studio e non un ridimensionamento. Wccftech descrive il progetto Mass Effect come un lavoro di circa 50 persone, dopo licenziamenti precedenti, e attribuisce gli altri 350 tagli ad altri studi di EA. Le testate che abbiamo letto non dicono quante persone lavorassero in tutto a BioWare né se i 50 posti indicati da Bloomberg coincidano con l’intero personale dello studio.

Nel messaggio pubblicato dallo studio, riportato da Shacknews e da Wccftech, BioWare scrive: “Non c’è niente di facile nello scrivere queste parole. Il nostro impegno adesso è per il nostro incredibile team, che ha messo il cuore in questi giochi, e per sostenerci a vicenda in questa transizione.”

Il resto della lettera elenca ciò su cui EA concentra gli investimenti: i giochi sportivi, Apex Legends di Respawn, Battlefield (Battlefield 6 è definito “un grande successo”), il prossimo Star Wars Jedi e Marvel’s Iron Man, con “meno progetti simultanei su larga scala” nel genere action-adventure. Respawn e DICE, lo studio di Battlefield, lavorano insieme a un progetto che la lettera non nomina e che secondo Bloomberg è Star Wars: Battlefront 3; EA non ha confermato il titolo.

Per IGN Middle East la lettera aggiunge altre voci. Nella linea The Sims il progetto Project Lotus è in pausa e Project Evergreen prosegue. Il team di skate. sarà più piccolo e concentrato su un piano di contenuti chiaro per la community. Sono in preparazione “Project Gridiron”, un gioco di football americano, e un nuovo Fight Night, da presentare nei mesi successivi al 21 ottobre, senza data.

I numeri e i nuovi proprietari

EA ha completato l’uscita dalla borsa il 4 agosto. L’operazione vale 55 miliardi di dollari ed è guidata dal PIF (Public Investment Fund, il fondo sovrano saudita), da Affinity Partners, la società di investimento di Jared Kushner, e da Silver Lake, fondo di private equity, come riportano Polygon e TechRaptor. Secondo Polygon l’operazione ha lasciato a EA circa 18 miliardi di dollari di debito, e la società ha poi indicato un piano per ridurre i costi annuali di 700 milioni di dollari, di cui 170 milioni legati a “efficienze organizzative”. Sempre secondo Polygon, negli ultimi due anni EA avrebbe già licenziato circa 970 persone.

L’amministratore delegato Andrew Wilson ha avuto per l’anno fiscale 2026 un compenso totale di 38.649.984 dollari, di cui 6,5 milioni di bonus in contanti, il massimo previsto, secondo il deposito alla SEC (la Commissione di vigilanza sulla borsa statunitense) di fine luglio 2026. Il documento cita Battlefield 6 tra gli obiettivi raggiunti, ma non presenta il bonus come premio per quel gioco.

Variety presenta i tagli del 21 ottobre come la prima mossa di rilievo dall’ingresso nella proprietà privata. Nella lettera Weber e Tinson scrivono, nella traduzione nostra: “Negli ultimi mesi abbiamo guardato con occhio critico al nostro business, a come operiamo e a cosa serve per guidare questa prossima era dell’intrattenimento interattivo”.

La voce sulla vendita e quello che è successo

Il 10 agosto avevamo scritto della voce sulla vendita di BioWare. La fonte era una risposta su Bluesky di Mike Straw, di Insider Gaming. Il 5 agosto, a chi gli chiedeva se EA fosse tornata a valutare la cessione dello studio, aveva risposto “100%”, aggiungendo che tutte le persone con cui aveva parlato si aspettavano licenziamenti su larga scala entro sei-dodici mesi. Al 9 agosto quel post aveva nove like.

L’esito del 21 ottobre non coincide con la voce. Non c’è stata una vendita: lo studio chiude.

Le fonti che abbiamo aperto non parlano di trattative con acquirenti né di una cessione tentata e fallita. Si è invece verificata l’altra metà dell’indiscrezione, quella sui licenziamenti su larga scala, arrivati a meno di tre mesi dal post, dentro l’orizzonte di sei-dodici mesi indicato da Straw.

Sul fronte Dragon Age, il 30 luglio avevamo riportato che il veterano di BioWare Mark Darrah riteneva la serie probabilmente morta dopo il risultato commerciale di Dragon Age: The Veilguard. Il 3 agosto un nostro editoriale sosteneva che EA dovesse cedere Dragon Age in licenza a studi esterni. Dopo la lettera, nessuna delle testate che abbiamo letto dice cosa accadrà ai due marchi come proprietà: Wccftech scrive che lo stato di Dragon Age e di Mass Effect “rimane poco chiaro”.

Gli ultimi anni di BioWare

BioWare è stata fondata nel 1995 ed è stata acquistata da EA nel 2007. Ha sviluppato Baldur’s Gate, Neverwinter Nights e Star Wars: Knights of the Old Republic, oltre a Dragon Age e Mass Effect. Per Massively OP i server di Anthem, il gioco in live service dello studio, sono stati chiusi all’inizio del 2026. Mass Effect: Andromeda è uscito nel 2017 con un’accoglienza mista. La raccolta Mass Effect Legendary Edition, del 2021, ha avuto invece un’accoglienza positiva secondo IGN Middle East.

Dragon Age: The Veilguard è l’ultimo grande gioco dello studio e, secondo Polygon, non ha raggiunto le aspettative di vendita. Wccftech riporta circa 1,5 milioni di giocatori nei primi tre mesi, tra acquisti e abbonamento EA Play, contro un obiettivo di EA almeno doppio; il dato non è confermato da una fonte primaria che abbiamo aperto. Dragon Age: Inquisition resta, sempre per Wccftech, il gioco più venduto dello studio, con 12 milioni di copie.

Cosa non si sa

Nessuna fonte che abbiamo letto indica chi possiederà i diritti di Dragon Age e di Mass Effect, né se EA li cederà o li darà in licenza. Le fonti parlano solo della sede di Edmonton e non dicono se BioWare avesse altre sedi ancora attive. IGN Middle East scrive che non è chiaro cosa significhi la chiusura per la serie live action su Mass Effect in sviluppo per Prime Video di Amazon. Massively OP aggiunge che Star Wars: The Old Republic continua, con il team Broadsword. Nessuna delle testate riporta cifre sul costo della chiusura o sul trattamento dei dipendenti. L’unico appuntamento citato nella lettera è la presentazione di Project Gridiron e del nuovo Fight Night, senza una data.

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