Resident Evil Requiem ha incassato più dai dischi PlayStation che da tutte le copie su Xbox, secondo Alinea

Resident Evil Requiem ha incassato con i dischi PlayStation 1,8 volte più di tutte le copie vendute su Xbox, fisiche e digitali, compreso Xbox su PC. Lo calcola Rhys Elliott, analista di Alinea Analytics, una società di analisi del mercato, nella newsletter di Alinea del 20 ottobre 2026. Elliott stima 1,3 milioni di dischi venduti su PlayStation, per oltre 92,3 milioni di dollari di ricavi. È il 15% degli incassi del gioco su tutte le piattaforme e il 30,2% di quelli su PlayStation.
Eurogamer ha ripreso i dati inserendoli nella discussione sul passaggio di Sony ai giochi senza disco, mentre la newsletter allarga il conto a tutti i giochi PlayStation usciti nel 2026.
Gli altri numeri della newsletter
Secondo le stime di Alinea, i giochi nuovi del 2026 venduti su disco hanno portato a PlayStation oltre 655 milioni di dollari di ricavi. È molto meno del 20% del totale dei giochi nuovi, perché pesano le uscite solo digitali e i bonus di preordine. I dischi che incassano di più sono quelli dei giochi per giocatore singolo di grande budget, cioè quelli per cui PlayStation è nota.
Per Marvel’s Wolverine Alinea stima 2,6 milioni di copie, di cui quasi 800.000 su disco: circa 64,6 milioni di dollari, il 32,3% dei ricavi complessivi. Sulla quota fisica di quel gioco avevamo già scritto quando Ampere Analysis la dava al 35% al lancio: i due istituti misurano cose diverse.
I giochi di Capcom sono quelli con la quota più alta di dischi. Pragmata ha 442.000 copie fisiche e 26,4 milioni di dollari di ricavi, il 44,0% delle copie. Onimusha: Way of the Sword ne ha 423.000 e 30,2 milioni, il 44,1%.
Il Giappone pesa per il 12% delle copie di Onimusha e per l’11% di quelle di Pragmata. Secondo Elliott i giapponesi preferiscono il fisico più di ogni mercato occidentale, perché è radicato nella loro cultura. Altri giochi di impronta giapponese stanno fra il 41% e il 51% di copie su disco.
Il gioco che incassa di più, EA SPORTS FC 27 (scheda Steam), ha generato 727,9 milioni di dollari su PlayStation. Solo l’8,9%, cioè 64,9 milioni, è in versione fisica. È comunque il secondo per ricavi da dischi, per la dimensione delle sue vendite. Elliott spiega che nei giochi sportivi si gioca soprattutto la modalità Ultimate Team, e che le edizioni digitali deluxe offrono vantaggi iniziali e spingono gli acquirenti verso il digitale.
Eurogamer aggiunge che tre altri grandi giochi del 2026 restano sotto il 30% di copie su disco.
Perché Sony punta sul digitale, secondo Alinea
Elliott spiega che una vendita digitale vale di più per Sony di una fisica. Sul disco Sony cede una quota al negoziante, sostiene i costi di produzione e distribuzione e rinuncia alla commissione del 30% che incassa su ogni vendita digitale. A questo si somma l’usato, da cui Sony non ricava niente.
L’analista ricorda che i ricavi dei dischi vengono dai giochi per giocatore singolo su cui PlayStation è costruita, mentre i giochi sportivi e i live service su cui Sony punta di più sono già quasi tutti digitali. Per Elliott la reazione contraria è in gran parte di una minoranza rumorosa di una minoranza di ricavi, che però spende molto. L’economia della scelta regge, dice, e il problema è stato il modo di comunicarla e l’assenza di una via d’uscita per chi ama il fisico.
Sul calendario, Push Square ricorda che Sony smetterà di produrre dischi da gennaio 2028, come avevamo scritto il 19 ottobre.
La PS5 nera in Giappone
Sony vende in Giappone una PS5 nera, bloccata per regione, a 350 dollari e solo nella versione digitale, ricordano la newsletter ed Eurogamer. Il lettore dischi si compra a parte, a circa 75 dollari. Per Elliott è un modo di spingere i giapponesi verso il digitale, e il prezzo del lettore pesa molto in quel mercato.
Un’offerta analoga, scrive Alinea, c’era già stata con il modello originale: IGN la raccontò nel novembre 2025, con una PS5 Digital Edition solo in giapponese a 55.000 yen, circa 350 dollari.
Il contesto: Kutaragi e il boicottaggio
Il 16 ottobre VGC ha pubblicato l’intervista in cui il fondatore di PlayStation Ken Kutaragi dice che i dischi sono diventati una metafora del possedere i giochi. Il malcontento per la loro scomparsa è, per lui, probabilmente un problema di mentalità. Ne abbiamo scritto il 17 ottobre.
Anche il boicottaggio nato intorno ai dischi di PS5 è stato analizzato dallo studio di Cyabra, che lo ha trovato in gran parte spontaneo, come abbiamo raccontato.
Cosa non si sa
Sony non pubblica la ripartizione fra dischi e digitale: i dati sono stime di Alinea, costruite con il suo modello, e il rapporto di 1,8 volte con Xbox non è accompagnato dal valore assoluto degli incassi su Xbox. Elliott avverte che i prezzi regionali possono spostare le quote fra copie e ricavi. Nei testi che abbiamo letto né Capcom né Sony hanno confermato le stime.
