Il peggior luglio per le console dal 2020: la crisi delle memorie è arrivata agli scaffali
A luglio, negli Stati Uniti, si sono spesi 282 milioni di dollari in console e hardware da gioco: il 29 per cento in meno rispetto allo stesso mese del 2025. Per trovare un luglio peggiore bisogna risalire al 2020, quando la pandemia aveva bloccato le catene di fornitura e le console non arrivavano proprio sugli scaffali. Stavolta sugli scaffali ci sono, e il problema è quanto costano.
I dati vengono dal report mensile di Circana, la società che misura le vendite di videogiochi sul mercato americano, e sono stati diffusi il 20 agosto dall’analista Mat Piscatella. Le unità vendute sono calate del 39 per cento, mentre il prezzo medio di una console nuova è salito del 16 per cento, fino a 542 dollari. Nessuna delle tre piattaforme si salva: Switch 2 perde il 51 per cento, Xbox Series il 18, PlayStation 5 il 6.
Non è solo il confronto con il lancio di Switch 2
La spiegazione comoda ci sarebbe: luglio 2025 cadeva nella finestra di lancio di Switch 2, quindi il confronto è impietoso per definizione. Circana la mette nel report e poi la ridimensiona da sola: le difficoltà del mercato vanno oltre la semplice ciclicità. Sono i prezzi più alti, spinti dalla crisi delle memorie di sistema (la RAM) e degli altri componenti, ad aver frenato le vendite di PlayStation 5 e Xbox Series. La memoria che manca alle console è la stessa che i centri dati comprano a camionate per far girare i modelli di intelligenza artificiale, e i contratti di fornitura sono già impegnati per anni.
Il calendario dice che andrà peggio. Dal 1 settembre Nintendo alza il prezzo di Switch 2 negli Stati Uniti da 449,99 a 499,99 dollari, con aumenti paralleli in Europa e in Canada. La revisione dei listini era stata annunciata a maggio, e Circana la cita fra i motivi per cui il quadro non migliorerà a breve. In Giappone il ritocco è scattato il 25 maggio.
Il mercato si restringe dal lato dell’hardware
La spesa complessiva degli americani in videogiochi, contenuti e accessori compresi, è scesa del 10 per cento a 4,5 miliardi di dollari, con gli accessori a 187 milioni. Ma è l’hardware il capitolo che si sta sgretolando, ed è quello che decide chi entrerà nella prossima generazione: una console che non si vende oggi è un utente che tra due anni non compra giochi.
Le stime sulla generazione che verrà sono già state fatte, e non sono rassicuranti: secondo Ampere Analysis, PS6 e Xbox Helix lanciate a mille dollari venderebbero 39 milioni di pezzi in meno nei primi cinque anni. Sul PC il conto è già arrivato ai singoli pezzi, con i 249 dollari di memoria dentro una configurazione di fascia media da 1.300.
Chi compra la memoria per addestrare modelli linguistici non ha smesso di comprarla, e i produttori non hanno alcun motivo di vendere a chi paga meno. Il conto della bolla arriva a chi voleva soltanto una console.
