Recensione: BoxBoy! (3DS eShop)

BoxBoy

A causa del supporto via via decrescente degli sviluppatori di terze parti, l’eShop si sta arricchendo sempre più di due categorie di titoli. I first party, sviluppati o supervisionati direttamente da Nintendo – spesso di qualità eccelsa – e gli indie, nati dal desiderio di sperimentazione di piccoli team indipendenti. Tra questi ultimi figurano vere e proprie perle videoludiche, a volte esclusive, che riescono a tenere testa a titoli tripla A nati solo grazie a budget da capogiro. Tutta questa qualità, che sicuramente mette il consumatore in una posizione privilegiata quando deve scegliere a cosa giocare, rende difficile il mettersi in evidenza per alcune produzioni. Tralasciando quei giochi che sono dichiaratamente “spazzatura” (ahimè stanno arrivando anche da noi) vorrei concentrare per un attimo la riflessione sulle cause che possono portare un utente a saltare, o rimandare, l’acquisto di un titolo (se ne avete altre fatecelo sapere nei commenti):

  • Prezzo: Siamo abituati a dei prezzi abbastanza standardizzati quando si parla di eShop. Un costo superiore anche di pochi euro, seppur giustificato, può causare un mancato acquisto nell’attesa del tanto sperato sconto.
  • Data di lancio: C’è poco da fare. Se un indie viene pubblicato in concomitanza con il lancio di altri titoli “importanti” l’utente medio sarà sempre posto di fronte ad una scelta. Purtroppo le decisioni su questo parametro non sono pienamente sotto il controllo del publisher.
  • Publisher/Sviluppatore: A volte capita che i publisher attuino delle politiche poco simpatiche nei confronti dei propri clienti. Alcuni di questi sono (giustamente) molto permalosi e se si sentono presi in giro quanto un videogioco viene rimandato per mesi e senza giustificazioni “oneste”; questo vale sia se considerato in relazione alla propria piattaforma sia se legato alla zona (Europa – America – Giappone).
  • Grafica: Qui siamo al punto dolente. Seppure l’utenza Nintendo è storicamente poco interessata all’aspetto grafico a favore del gameplay, se un titolo ha un appeal troppo semplicistico potrebbe non destare quell’interesse iniziale necessario a valutarne l’acquisto.

Ma perché vi ho fatto tutta questa premessa? Il motivo è semplice: Il titolo che sto per recensire ricade nell’ultima categoria. Dimostra come il nome del publisher (Nintendo) e degli sviluppatori (HAL Laboratory) non è sufficiente quando a prima vista la grafica di un gioco sembra (SEMBRA SEMBRA SEMBRA SEMBRA) troppo minimale e semplicistica. Non voglio parlarvi troppo di BoxBoy! poiché credo che dobbiate essere voi a scoprirne le varie sfaccettature. Quello che cercherò di fare, invece, è convincervi che non vi pentirete di acquistarlo.

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Prima di tutto, ecco che cosa dice la stampa italiana di BOX BOY!

“Non versare 5 euro per BOXBOY! è da ritenersi un crimine contro l’originalità”

“Difficile davvero non restare affascinati da BOX BOY!”

“Un puzzle game simpatico, semplice, elegante e molto intelligente”

“BOX BOY! rappresenta un acquisto imprescindibile per qualunque appassionato di puzzle game”

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BoxBoy! rappresenta quello che dovrebbe essere qualsiasi videogioco, divertimento puro, genialità in ogni stage, intuitivo fin da subito e con un level design pulito ed efficace. Il fulcro di qualsiasi produzione di tutto rispetto deve essere sempre e solo il gameplay, la creatività e l’innovazione. Dunque, di cosa stiamo parlando?

BoxBoy! è un puzzle game, nel quale dobbiamo aiutare il simpatico Qbby nella ricerca dei propri compagni, presi in ostaggio da una minaccia rappresentata da una nebbia oscura, capace di sbarrare la strada a qualsiasi avventuriero. Nelle nostre mani abbiamo un unico, potentissimo, potere: creare blocchi dal nulla. Non solo, può anche generare molteplici blocchi in una volta sola, e arrangiarli in modi diversi: in una linea, in una formazione a scaletta, e molto altro ancora! Le forme create possono essere posizionate o lanciate ovunque ce ne sia il bisogno. Trovandoci di fronte ad un personaggio incapace di saltare oltre la propria testa, questa singolare caratteristica aprirà le porte per la rifinitura di moltissime tecniche grazie alle quali affrontare qualsiasi altezza, qualsiasi nemico, qualsiasi livello.

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Per controllare Qbby, dunque, non è necessario essere dei maghi del controller; i vari stage andranno affrontati con determinazione ma con tranquillità, studiando ogni mossa in anticipo. Il numero di blocchi che si possono creare in serie varia a seconda del livello per cui ogni volta dovrete dare libero sfogo alla vostra fantasia per risolvere in maniera sempre diversa situazioni apparentemente simili. Non è tutto, se volete completare in maniera perfetta i vari livelli e guadagnare big money dovrete porre un limite anche al numero totale delle strutture che creerete. I soldi potrete spenderli in svariati motivi: acquistando costumi, sbloccando tracce audio, per imparare nuove tecniche e per affrontare nuove sfide. Poiché il livello di sfida è appagante ma mai frustrante, complice un sistema di aiuti basato sulle monete di gioco (quelle accumulabili grazie alla funzione contattassi del 3DS), gli ideatori hanno ben pensato di prevedere alcuni attacchi a tempo nei quali sarà necessario completare alcuni stage il più in fretta possibile oppure raccogliendo un certo numero di oggetti entro lo scadere del timer. Piccole aggiunte che, a mio parere, aumentano la longevità ed enfatizzano la profondità del gameplay che fa da collante durante tutta l’avventura.

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Gli stage in totale sono 150, suddivisi lungo la bellezza di 22 mondi. All’inizio avrete la sensazione che il tutto proceda abbastanza spedito, ma è solo per via dell’intelligentissimo sistema di tutorial che hanno progettato gli sviluppatori. Ciascuno dei mondi di gioco aggiungerà sempre un nuovo elemento al gameplay, facendo salire pian piano il livello di sfida e sorprendendo in una carambola di idee il giocatore. Se affrontate l’avventura nel modo giusto, non vi ci vorranno meno di 10 ore prima di vedere i titoli di coda. E non è detto che a quel punto abbiate finito con il gioco. Alla fine, infatti, sarà possibile rigiocare non più i livelli ma gli interi mondi, con l’obiettivo di realizzare il miglior punteggio grazie alla velocità ed alla capacità di creare blocchi con parsimonia.

Graficamente il titolo si commenta da solo. Se all’apparenza risulta troppo minimale e semplicistico vi sfido a immaginare un concept alternativo che riesca a cogliere l’anima del gameplay ed eviti di distrarre il giocatore dal suo obiettivo principale: usare la materia grigia. Stiamo pur sempre parlando di HAL e chi ha giocato a Kirby Triple Deluxe sa benissimo cosa siano capaci di fare questi grandissimi sviluppatori. L’effetto 3D per questa volta non è stato nemmeno preso in considerazione, scelta che sinceramente mi ha lasciato indifferente. La colonna sonora, seppur di minima rilevanza, riesce ad amalgamarsi bene con le varie fasi di gioco. Per i più curiosi, è possibile spendere parte del ricavato dei livelli nel negozio per acquistare le varie tracce.

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Tirando le somme non posso dirvi altro se non di correre nell’eShop ad acquistare BoxBoy! Di sicuro non ve ne pentirete. Grazie ad un sistema di progressione che vi terrà incollati al vostro 3DS e ad un personaggio carismatico vi renderete conto fin da subito di avere tra le mani l’ennesima piccola perla offerta in esclusiva da Nintendo. Non fatevi trarre in inganno dalle apparenze; in un periodo in cui le produzioni retrò spuntano come funghi, questo gioco è realizzato da chi di retro gaming se ne intende davvero.

A causa del supporto via via decrescente degli sviluppatori di terze parti, l'eShop si sta arricchendo sempre più di due categorie di titoli. I first party, sviluppati o supervisionati direttamente da Nintendo - spesso di qualità eccelsa - e gli indie, nati dal desiderio di sperimentazione di piccoli team indipendenti. Tra questi ultimi figurano vere e proprie perle videoludiche, a volte esclusive, che riescono a tenere testa a titoli tripla A nati solo grazie a budget da capogiro. Tutta questa qualità, che sicuramente mette il consumatore in una posizione privilegiata quando deve scegliere a cosa giocare, rende difficile il mettersi in evidenza per…
VOTO FINALE - 8

8

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