[Recensione] Super Adventure Hand

Super Adventure Hand parte da un’idea talmente assurda da sembrare quasi uno scherzo: si controlla una mano senziente, separata dal proprio braccio dopo l’attacco di un gruppo di piedi malintenzionati. Da qui nasce una piccola avventura di vendetta, recupero e platforming fisico, in cui l’obiettivo finale è ritrovare Arm, il braccio perduto, attraversando una serie di livelli brevi, strani e pieni di ostacoli. È un concept bizzarro, certo, ma funziona proprio perché il gioco non prova mai a renderlo più normale di quanto sia. Super Adventure Hand abbraccia la propria stranezza dall’inizio alla fine, costruendo attorno a una mano disincarnata un platform 3D leggero, fisico e spesso buffo, dove il piacere sta tanto nel superare il livello quanto nel vedere il protagonista arrancare, scivolare, arrampicarsi e cadere nei modi più improbabili.

La struttura è semplice: si attraversano oltre cinquanta livelli artigianali, ciascuno con l’obiettivo di raggiungere una tazza che funge da traguardo. Nel mezzo ci sono piattaforme mobili, trappole infuocate, lame rotanti, ventilatori, superfici scivolose, chiavi da recuperare, oggetti da spostare e piccoli enigmi ambientali. La progressione non rivoluziona mai davvero la formula, ma introduce abbastanza variazioni da mantenere vivo l’interesse, soprattutto quando il gioco decide di sperimentare con idee più particolari, come veicoli radiocomandati, skateboard, treni, zipline o piccoli aiutanti a forma di mano.

Il cuore dell’esperienza, però, resta il movimento. La mano si muove in modo volutamente innaturale, quasi come un ragno, usando le dita per avanzare, saltare, aggrapparsi e arrampicarsi. È una scelta che rende Super Adventure Hand immediatamente riconoscibile. Non si ha mai la precisione pulita di un platform tradizionale: qui il corpo del personaggio è goffo, elastico, fisico, e ogni salto può trasformarsi in una piccola gag involontaria. A volte si finisce fuori traiettoria perché un dito tocca una superficie nel modo sbagliato, altre volte ci si ribalta durante un salto apparentemente banale. È parte del fascino del gioco, ma anche il suo limite più evidente.

Su PS5 la sensazione tattile aiuta parecchio. Il supporto al DualSense aggiunge una piacevole fisicità alle superfici, facendo percepire meglio il contatto con materiali diversi e rafforzando l’idea di controllare davvero qualcosa che striscia, afferra e si trascina nel mondo. Non è una funzione che cambia radicalmente il gameplay, ma si sposa bene con la natura del progetto e rende la versione PlayStation 5 particolarmente adatta a questo tipo di esperienza. I controlli richiedono un po’ di adattamento. All’inizio possono sembrare impacciati, soprattutto nei salti e nelle sezioni in cui bisogna gestire oggetti mobili o superfici strette. Con il tempo, però, diventano più comprensibili. Non sempre perfetti, non sempre eleganti, ma abbastanza coerenti da permettere al giocatore di migliorare. Quando si impara a dosare movimento, presa e salto, completare un livello difficile dà una soddisfazione sincera, proprio perché si ha la sensazione di aver domato un sistema volutamente scomodo.

Il gioco è al suo meglio quando costruisce livelli brevi, leggibili e pieni di piccole idee. Alcune sezioni basate sulla raccolta di chiavi risultano un po’ ripetitive, e non tutti gli scenari sfruttano fino in fondo le possibilità offerte dall’arrampicata libera sui muri. Considerando quanto sia originale il protagonista, si sarebbe potuto osare ancora di più con puzzle verticali, percorsi nascosti e sfide basate sulle pareti. Detto questo, la leggerezza della struttura evita che la ripetizione diventi davvero pesante: molti livelli si completano in pochi minuti, rendendo Super Adventure Hand un gioco facile da riprendere anche per brevi sessioni.

La difficoltà è ben bilanciata se ci si limita a completare l’avventura. Gli ostacoli aumentano, i livelli diventano più lunghi e alcune sequenze richiedono tempismo preciso, ma i checkpoint frequenti impediscono alla frustrazione di prendere troppo spazio. La situazione cambia se si punta al completamento: raccogliere tutti i ditale nascosti, ottenere i migliori tempi e sbloccare ogni elemento cosmetico richiede più attenzione e una padronanza maggiore dei movimenti. Non è un gioco profondissimo, ma offre abbastanza margine per chi vuole perfezionare le proprie prestazioni.

La personalizzazione è una delle sorprese più simpatiche. Si possono modificare colore della pelle, smalti, anelli, orologi e altri dettagli estetici, fino a scegliere se controllare la mano destra o sinistra. Sono elementi puramente cosmetici, ma contribuiscono a dare personalità a un protagonista che, per ovvi motivi, non ha volto né espressioni tradizionali. Vedere una mano con smalto vistoso, anello elegante e orologio lanciarsi tra lame e baratri ha un fascino tutto suo.

Visivamente Super Adventure Hand è pulito e funzionale. Non punta al realismo né a una grande varietà scenografica, ma offre ambienti colorati, leggibili e abbastanza curati da sostenere bene l’azione. Il vero protagonista grafico è senza dubbio la mano stessa: il modo in cui le dita si piegano, si aggrappano, si deformano sulle superfici e corrono in maniera quasi aracnide è allo stesso tempo disturbante e divertente. C’è qualcosa di volutamente sgradevole nel vederla muoversi, ma è proprio questa stranezza a renderla memorabile.

La direzione artistica alterna ambienti domestici, strutture rocciose, tubi, trappole e oggetti quotidiani trasformati in ostacoli giganti. Non tutto è ugualmente ispirato, e alcuni livelli appaiono più anonimi di altri, ma il tono generale rimane coerente con l’assurdità del concept. Anche i piccoli dettagli, come le battute dopo una caduta o i cerotti applicati alla mano dopo un fallimento, aiutano a rendere il tutto più simpatico.

L’audio accompagna l’azione con musiche spesso più epiche e drammatiche di quanto ci si aspetterebbe da un gioco su una mano che insegue dei piedi. Questo contrasto può risultare curioso e a tratti un po’ fuori tono, ma non rovina l’esperienza. Anzi, in certi momenti aumenta l’effetto comico involontario, come se il gioco prendesse tremendamente sul serio una situazione totalmente ridicola.

La longevità dipende molto dall’approccio del giocatore. Chi vuole semplicemente arrivare alla fine troverà un’avventura abbastanza breve e scorrevole, probabilmente completabile in poche ore. Chi invece vuole raccogliere tutto, migliorare i tempi e sbloccare ogni cosmetico avrà diversi motivi per tornare sui livelli già affrontati. Non è un titolo pensato per durare decine di ore, ma non ne ha nemmeno bisogno: la sua forza sta nella compattezza, nella stranezza e nella capacità di proporre un’idea chiara senza stiracchiarla troppo.

Super Adventure Hand non è un platform perfetto. Alcuni controlli restano ruvidi, qualche livello si affida troppo a meccaniche ripetute e la fisica può occasionalmente tradire il giocatore nei momenti meno opportuni. Però è anche un gioco con una personalità rara, capace di trasformare un’idea assurda in un’esperienza davvero piacevole. Fa sorridere, mette alla prova senza diventare crudele e riesce a rendere interessante qualcosa di apparentemente impossibile: controllare una mano sola in un mondo che sembra progettato per farla cadere. Su PS5, grazie anche al DualSense, Super Adventure Hand trova una buona casa. È un platform fisico eccentrico, accessibile, a tratti goffo ma sinceramente divertente. Non pretende di essere un capolavoro del genere, e forse è meglio così: arriva, diverte, sorprende e lascia il ricordo di un’avventura piccola ma molto riconoscibile.

Super Adventure Hand è un platform 3D originale e piacevolmente strano, con controlli volutamente fisici, livelli brevi e una buona dose di umorismo. Qualche ripetizione e alcune imprecisioni non cancellano il fascino di un’esperienza creativa, leggera e decisamente fuori dal comune.

Super Adventure Hand parte da un’idea talmente assurda da sembrare quasi uno scherzo: si controlla una mano senziente, separata dal proprio braccio dopo l’attacco di un gruppo di piedi malintenzionati. Da qui nasce una piccola avventura di vendetta, recupero e platforming fisico, in cui l’obiettivo finale è ritrovare Arm, il braccio perduto, attraversando una serie di livelli brevi, strani e pieni di ostacoli. È un concept bizzarro, certo, ma funziona proprio perché il gioco non prova mai a renderlo più normale di quanto sia. Super Adventure Hand abbraccia la propria stranezza dall’inizio alla fine, costruendo attorno a una mano disincarnata…
Super Adventure Hand è un platform 3D bizzarro, leggero e sorprendentemente riuscito, capace di trasformare un’idea assurda in un’esperienza divertente e memorabile. I controlli fisici richiedono un po’ di pratica e qualche livello poteva osare di più, ma il risultato resta piacevole, originale e perfetto per chi cerca qualcosa di diverso dal solito.

Super Adventure Hand

VOTO FINALE - 7.8

7.8

Super Adventure Hand è un platform 3D bizzarro, leggero e sorprendentemente riuscito, capace di trasformare un’idea assurda in un’esperienza divertente e memorabile. I controlli fisici richiedono un po’ di pratica e qualche livello poteva osare di più, ma il risultato resta piacevole, originale e perfetto per chi cerca qualcosa di diverso dal solito.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi