[Recensione] Blacksad: Under the Skin (PlayStation 5)

Proprio in questi giorni il PlayStation Store ha accolto una nuova avventura grafica narrativa che vi consigliamo di non sottovalutare assolutamente. Blacksad: Under the Skin è un progetto che sembra essere nato proprio per abbracciare la filosofia del gioiellino firmato Sony, offrendo un gameplay avvincente e profondo ma allo stesso tempo rapido ed estremamente adatto ad essere fruito in sessioni di modesta durata, esattamente quel tipo di esperienza che come ben sapete piace alla nostra redazione. Certo palare di “nuovo” forse in questo caso specifico non è proprio il termine adatto. Blacksad: Under the Skin è infatti un titolo che già ha potuto dare prova della sua validità, e dopo essere approdato su tutte le altre piattaforme della scorsa generazione ha ben pensato di fare una capatina anche su PlayStation 5 e Xbox Series X/S, evento che stavamo aspettando con un certo interesse.

Nonostante per molti di noi Blacksad possa sembrare semplicemente una avventura grafica tridimensionale come un’altra, è bene approcciarsi all’opera firmata Pendulo Studios e Microids come ci si approccia ad un tie in o comunque ad una trasposizione videoludica di un prodotto precedentemente disponibile altrove. Non vi nego che personalmente non ho avuto il piacere di leggere prima di oggi uno dei fumetti dedicati a Blacksad, a quanto pare è una serie molto di moda per gli amanti del genere, ma posso affermare senza ombra di dubbio che dopo aver terminato questo interessante videogioco (nonostante i suoi difetti che elencheremo a breve) la voglia di recuperarne qualcuno si è attivata in me più che mai. Prima di correre verso le conclusioni, però, come al solito vi invitiamo a sedervi comodi e a compiere con noi questo interessante viaggio con Blacksad: Under The Skin, l’avventura in salsa poliziesca dello sviluppatore spagnolo Pendulo Studios, già conosciuti per i loro ottimi Yesterday Origins e Runaway: A Twist of Fate.

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Ambientato in un mondo alternativo popolato da animali umanoidi, Blacksad: Under The Skin è un grintoso film noir che offre una trama tutta da scoprire, piena di violenza, tradimento e mistero. Sei scelto per il ruolo di John Blacksad, una pantera veterana di guerra che fuma troppo, si fida troppo poco ed è perseguitato dai demoni del suo passato. Insomma il classico stereotipo che con questo genere di narrazione ci calza a pennello, ma che se non viene sviluppato a dovere potrebbe ricadere nei classici cliché e rovinare quelle che sono le ottime intenzioni di partenza degli sviluppatori. Fortunatamente non è questo il nostro caso.

L’ultimo caso di Blacksad riguarda l’omicidio del proprietario della palestra Joe Dunn e l’inspiegabile scomparsa del suo allievo protagonista. Mentre viaggi da un luogo all’altro, ti ritroverai a raccogliere indizi, a interrogare i sospetti e, molto spesso, a combattere letteralmente per la tua vita. Blacksad: Under The Skin prende in prestito pesantemente dal libro dei segreti di TellTale Games, quindi, come in The Wolf Among Us, ti troverai di fronte a parlare di animali umanoidi, molte decisioni rapide sul tempo, molte domande tra cui scegliere e una serie di indizi mettere insieme per formare un’immagine coerente della situazione.

La storia in sé è abbastanza avvincente da farti domandare chi sta mentendo e cosa probabilmente sta nascondendo. A volte sarai in grado di attivare la modalità di pensiero di John, in cui collega gli indizi per capire cosa dovrebbe fare per proseguire. Il fatto che sia un gatto significa che ha anche un acuto senso della vista e dell’olfatto, utile per annusare indizi e oggetti basati sulla posizione. Tale caratteristica dell’investigatore ci ha convinto decisamente più di ogni altro aspetto legato al gameplay, sia per la sua indubbia utilità nel gioco sia per il fatto che riesce a creare un ottimo punto di collegamento tra i racconti della serie a fumetti e questa nuova avventura inedita.

Graficamente, Blacksad: Under The Skin fa un ottimo lavoro nel ricreare la città caratteristica e spigolosa dei romanzi pieni di edifici dettagliati, strade animate e vicoli bui. L’esplorazione e il girovagare per la città non sono azioni da compiere come semplici riempitivi, ma ci permetteranno di imbatterci in indizi fondamentali per poter proseguire nelle nostre indagini, senza alcuna soluzione di continuità. Vale comunque la pena sottolineare come Blacksad: Under The Skin faccia ben poco per tenere la mano mentre vaghi cercando di mettere insieme indizi e risolvere enigmi. Non è disponibile alcun sistema di suggerimento, quindi esplorare ogni angolo è un must assoluto se hai intenzione di passare attraverso le 10 ore del gioco di mistero e intrighi.

La voce che recita in Blacksad: Under The Skin è incredibilmente ben realizzata. Dopotutto a dedicarcisi è stato il famoso Barry Johnson, personaggio che ha prestato la sua voce in numerosi progetti videoludici, Detroit: Become Human è uno tra i più importanti. Barry Johnson è riuscito ottimamente nell’impresa di dare una voce ad un personaggio che fino ad oggi aveva maturato la sua personalità attraverso le pagine silenziose di un fumetto, rendendo John un personaggio allo stesso tempo burbero e simpatico, proprio quello che serve ad un detective di successo.

Sebbene le versioni precedenti di Blacksad: Under The Skin fossero minate da evidenti problemi tecnici, la versione che abbiamo giocato è stata, per la maggior parte, piacevolmente solida. C’è comunque da dire che sul versante tecnico su PlayStation 5 non si nota un passo in avanti generazionale tale da giustificare ad esempio un ulteriore acquisto del gioco, ma in ogni caso il comparto estetico riesce sempre a valorizzare le interazioni tra i diversi personaggi. Ci sono stati purtroppo anche alcuni bug minori che, pur non rovinando in alcun modo l’esperienza di gioco, ci hanno fatto storcere il naso in più di un0occasione.

Blacksad: Under the Skin, nel complesso, è stata un’esperienza davvero piacevole per me nonostante ci siano stati alcuni momenti di alti e bassi. L’ho trovato sia stimolante che gratificante, con una gameplay che mi ha interessato in quanto capace di variare la formula quel tanto da non portare mai a noia nostante la gran quantità di testo da leggere. Per quanto riguarda PlayStation 5 non solo segnaliamo che il titolo risulta piacevole al pari di tutte le precedenti versioni, ma siamo abbastanza sicuri di come la sua formula leggera ma assolutamente appagabile si sposi in maniera pressoché perfetta con la console made in Sony. Se amate i titoli ricchi di enigmi accompagnati da una narrazione per nulla banale vi consigliamo di farlo vostro quanto prima, anche se forse il prezzo di lancio di €24,99 non ci è sembrato dei più economici.

Proprio in questi giorni il PlayStation Store ha accolto una nuova avventura grafica narrativa che vi consigliamo di non sottovalutare assolutamente. Blacksad: Under the Skin è un progetto che sembra essere nato proprio per abbracciare la filosofia del gioiellino firmato Sony, offrendo un gameplay avvincente e profondo ma allo stesso tempo rapido ed estremamente adatto ad essere fruito in sessioni di modesta durata, esattamente quel tipo di esperienza che come ben sapete piace alla nostra redazione. Certo palare di “nuovo” forse in questo caso specifico non è proprio il termine adatto. Blacksad: Under the Skin è infatti un titolo che…
Con i suoi personaggi antropomorfi e un'incredibile ambientazione anni '50, BLACKSAD: Under the Skin promette tutto il fascino e il mistero di un giallo dalle tinte noir, come l'eponima serie a fumetti.

Blacksad: Under the Skin

VOTO FINALE - 7.7

7.7

Con i suoi personaggi antropomorfi e un'incredibile ambientazione anni '50, BLACKSAD: Under the Skin promette tutto il fascino e il mistero di un giallo dalle tinte noir, come l'eponima serie a fumetti.

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