[Recensione] The Kindeman Remedy

Il più blasfemo, diabolico e moralmente inaccettabile dei gestionali è arrivato su PlayStation 5, ed è sviluppato da un team tutto italiano! Credo che basterebbero queste come premesse per convincerci a provare nel dettaglio il nuovo gioco di cui vi parleremo oggi, e tutto sommato vi confesso che se siamo qui a recensirvi The Kindeman Remedy è sicuramente anche merito del modo in cui il team di sviluppo ha saputo pubblicizzare la sua creatura. The Kindeman Remedy è un progetto che sembra essere nato proprio per abbracciare la filosofia del gioiellino firmato Sony, offrendo un gameplay avvincente e profondo ma allo stesso tempo rapido ed estremamente adatto ad essere fruito in sessioni di modesta durata, esattamente quel tipo di esperienza che come ben sapete piace alla nostra redazione. Certo palare di “nuovo” forse in questo caso specifico non è proprio il termine adatto. The Kindeman Remedy è infatti un titolo che già ha potuto dare prova della sua validità, e dopo essere approdato su Steam verso la fine dello scorso anno ha ben pensato di fare una capatina anche su PlayStation 5, evento che stavamo aspettando con un certo interesse. Non perdiamo altro tempo, dunque, e tuffiamoci a capofitto nel magico mondo di The Kindeman Remedy, titolo di Troglobytes Games (sviluppatore) e 3D Realms (publisher) che cerca di portare un pò di novità all’interno di un genere ormai più volte riproposto.

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Già dal trailer del gioco, che ci ha spinto a scrivere questa recensione, possiamo già capire qual è la natura dello stesso. Rivediamo nella nostra mente la storia della medicina e le barbarie che sono state fatte in suo nome. Molti uomini di potere hanno sognato di essere Dio, e la medicina ha sempre avvicinato molti uomini a quell’impronta. La saggezza di avere tra le mani la vita o la morte di qualcun altro è un peso immenso, che sicuramente, per molti, diventa un’opportunità. The Kindeman Remedy prende un po’ quella strada. Un dottore di dubbia etica e morale è giudicato per le sue pratiche poco ortodosse, e lo bandiscono dal prestigio accademico. Senza perdere la speranza, e sempre in nome della scienza, l’uomo trova in una prigione il suo nuovo spazio per tornare a giocare ad essere Dio. In un luogo dove la vita umana non vale nulla, pieno di assassini condannati e persone che, secondo i criteri di molti, meritano di morire, sperimentare e sfruttare il concetto di “trial and error” si sente quasi come in paradiso. Dopotutto chi direbbe qualcosa se qualcuno dei detenuti muore?

In questo mix di morte e orrore, c’è spazio per un secondo personaggio, ma che sarà responsabile delle follie tanto quanto il Dr. Kindeman: la sorella Anna. E non dico sorella perché ha qualche legame familiare, ma perché questa donna è un membro della chiesa. Con questo semplice espediente la formula si rafforza: da un lato, abbiamo il medico incaricato di trattare e curare i detenuti e che, in realtà, abusa di quella fiducia e di quella responsabilità per fare i propri esperimenti. D’altra parte, la sorella Anna, che in modo senza cuore aiuta il Dr. Kindeman a ottenere le sue prede, ad applicare i farmaci sperimentali come se fossero semplici pillole, ed a cancellare le tracce di morti completamente spaventose. La narrazione è uno degli aspetti più importante della produzione, contrariamente a quanto forse si potrebbe pensare. I dialoghi costanti tra Kindeman e Anna ci metteranno in una situazione, ma denoteranno anche una relazione piuttosto tossica tra i due, dove lui domina e manipola e lei rispetta e obbedisce, anche in momenti in cui non è del tutto d’accordo con ciò che il dottore propone.

Le meccaniche di The Kindeman Remedy sono semplici: siamo di fronte a un sistema di gestione piuttosto classico, il cui fulcro dell’esperienza gravita sulla gestione del tempo, dei compiti e delle risorse. Dovremo preparare i farmaci, per esempio, in un certo periodo di tempo prima che arrivi il momento di essere forniti. Per questo, dovremo rifornirci degli ingredienti necessari, imballare tutto e farlo arrivare in tempo ad Anna, la nostra morbosa alleata che nasconde dietro il suo amore per Dio una personalità degna di qualsiasi assassino di film horror. Mentre le brevi missioni diventano sempre più complesse, questa meccanica di gioco si ripeterà per tutta la sua durata. A grandi linee, The Kindeman Remedy potrebbe dunque essere visto come un tradizionale gestionare, come quelli rilassanti in cui ci viene richiesto di prenderci cura di una fattoria o di un’attività generica.

Bisogna tenere a mente che più prigionieri riusciamo a tenere in vita, maggiore sarà la reputazione e ci darà accesso a miglioramenti che potremo comprare con essa. Che si tratti di più velocità per creare oggetti o di più tavoli per poter estrarre rimedio ai prigionieri, senza dimenticare nuovi elementi di tortura che soddisferebbero le fantasie più oscure di John Kramer. Se invece li lasciamo morire, contribuiranno alla causa, con quello che estraiamo prima di sbarazzarci di loro, possiamo perfezionare la formula del “Rimedio Kindeman”, un misterioso elisir che si suppone possa curare qualsiasi malattia di qualsiasi persona nel mondo. Ovviamente come giochiamo dipenderà da noi e da quale finale otteniamo. Si suppone che ci siano diversi finali, alcuni buoni, alcuni non tanto. Anche se fossi in voi non mi aspetterei molto da un lieto fine in un gioco con queste premesse.

The Kindeman Remedy, nel complesso, è stata un’esperienza davvero piacevole per me nonostante ci siano stati alcuni momenti di alti e bassi. L’ho trovato sia stimolante che gratificante piacevole, con un gameplay che mi ha interessato in quanto fluido e sfidante, nonostante per natura non sia adatto a tutte le tipologie di giocatori (quelli poco avvezzi al genere per esempio). Per quanto riguarda PlayStation 5 non solo segnaliamo che il titolo risulta piacevole al pari di tutte le altre piattaforme sulle quali il gioco è stato reso disponibile, ma siamo abbastanza sicuri di come la sua formula assolutamente appagante si sposi in maniera pressoché perfetta con la filosofia del gioiellino firmato Sony. Se amate i titoli dove l’avanzamento richiede impegno e dedizione vi consigliamo di farlo vostro quanto prima, anche senza aspettare alcuno sconto.

Il più blasfemo, diabolico e moralmente inaccettabile dei gestionali è arrivato su PlayStation 5, ed è sviluppato da un team tutto italiano! Credo che basterebbero queste come premesse per convincerci a provare nel dettaglio il nuovo gioco di cui vi parleremo oggi, e tutto sommato vi confesso che se siamo qui a recensirvi The Kindeman Remedy è sicuramente anche merito del modo in cui il team di sviluppo ha saputo pubblicizzare la sua creatura. The Kindeman Remedy è un progetto che sembra essere nato proprio per abbracciare la filosofia del gioiellino firmato Sony, offrendo un gameplay avvincente e profondo ma…
Il piu blasfemo, diabolico e moralmente inaccettabile dei gestionali! Aiutato da una suora lasciva, in un carcere infernale, truccherai le esecuzioni, condurrai esperimenti inumani e compirai atti indicibili per raggiungere il tuo scopo: creare il Rimedio Kindeman.

The Kindeman Remedy

VOTO FINALE - 8

8

Il piu blasfemo, diabolico e moralmente inaccettabile dei gestionali! Aiutato da una suora lasciva, in un carcere infernale, truccherai le esecuzioni, condurrai esperimenti inumani e compirai atti indicibili per raggiungere il tuo scopo: creare il Rimedio Kindeman.

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